Il Governo ha posto la fiducia sul disegno di legge del c.d. “processo lungo”, recante modifiche agli articoli 190, 238-bis, 438, 442 e 495 del codice di procedura penale.

Ad annunciarlo è il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, al termine della discussione generale sul provvedimento, svoltasi questa mattina in Senato. Il voto è previsto nella mattinata di domani, intorno alle 10.

La norma sub judice dell’Aula di Palazzo Madama consente di allungare l’elenco dei testi ammessi a difesa.


Verrebbe in pratica eliminato il filtro per chiamare testimoni già sentiti “in analogo procedimento” a difesa.

Il giudice non avrebbe più la facoltà di impedire le testimonianze in un processo, già acquisite in altri processi per lo stesso reato a carico di imputati diversi, ma collegati, e passati in giudicato.

Sul ddl processo lungo pende anche la possibile bocciatura del Consiglio superiore della magistratura: è stata infatti presentata una proposta di risoluzione estremamente dura, firmata da cinque consiglieri in rappresentanza di tutte le correnti togate e dei membri laici di centrosinistra.

La risoluzione giudica “dirompente” il provvedimento per “l’evidente capacità di rallentare a dismisura la durata di tutti i processi penali attualmente in corso fatta eccezione per quelli per i quali sia stato già chiuso il dibattimento di primo grado“, sottolineando come il ddl abbia “dirette ricadute sul cuore dell’attività giudiziaria“, tali da rendere “necessario” che il Plenum intervenga.


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3 COMMENTI

  1. quello che è ancora piu vergognoso è che questo popolo non urla il suo no,la sua vergogna di essere cittadini italiani. ormai dopo anni di scempio e di degrado davvero è difficile non vergognarsi ma dovremmo fare di piu per riprenderci la possibilità di poter vivere in un paese civile nel quale questa marmaglia sarebbe a zappare!chissà se quando riusciremo ad uscire da questo letamaio,i cittadini che per anni hanno sostenuto e vivificato questa melma si assumerà la responsabilità di aver ridotto a brandelli il proprio paese che veniva fuori da una era andreottiana,prescritto per mafia e i suoi degni compari,quindi certo non vivevamo in un paese normale ma si è
    permesso che venisse spazzata via mani pulite e la possibilità di riscatto ma ora dopo anni della pagliacciata tragica del berlusca,si riuscirà a divenire un paese civile in cui un processo è semplicemente un processo,uguale per tutti,nel quale chi ha sbagliato vada a zappare e non ad infangare le istituzioni e l’elenco delle vergogne sarebbe troppo lungo e fa troppo male!

  2. Non è possibile accettare tutto ciò che sta avvenendo. La cosa peggiore però è che le opposizioni sembrano accettare tutto.
    In una delle ultime interviste il regista Monicelli diceva che l’unica possibilità per il nostro Paese di uscire da questa situazione tragica era una rivoluzione di piazza (in quel momento ho pensato che fosse una soluzione estrema, da scartare), ma ora penso che forse non avava torto.

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