A volte le proteste servono a qualcosa.
Soprattutto quando c’è in gioco la fiducia al Governo.

Ieri, il clima di Palazzo Madama è stato incendiato dalla rivolta degli avvocati e dei notai del Pdl che hanno minacciato di non votare la fiducia se non fosse stato ritirato il contestato emendamento voluto dal Governo sulla liberalizzazione delle professioni e l’abolizione degli ordini professionali (art. 39-bis della manovra). In un attimo, ecco spuntare circa un’ottantina di firme di protesta.

Protesta avallata anche dal nientepocodimenoche Ministro della Difesa (avvocato).


Perché dunque rischiare?

Convocazione immediata di un tavolo di concertazione con Presidente del Senato, Capigruppo della maggioranza, Relatore del DDL al Senato, Presidente della Commissione Bilancio e Sottosegretario dell’Economia.

E in nottata il testo originario è stato modificato e sostituito da quello attualmente sotto esame al Senato, il quale prevede che il governo presenti alle categorie interessate «proposte di riforma in materia di liberalizzazioni» delle professioni. Trascorso il termine di 8 mesi dalla data di entrata in vigore della manovra «ciò che non sarà espressamente vietato sarà libero».

Pax in Senatum, dunque.

Almeno al momento.


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7 COMMENTI

  1. non è detto che le liberalizzazioni automaticamente portino ad una maggiore efficienza il rischio è che chi ha più soldi possa vantare maggiori titoli indipendentemente dalle capacità. Ancora oggi le università non si basano su criteri di meritocrazia ma di conoscenze e chi ha capacità da ricercatore deve arrancare con scarsi contributi fino a che non taglia i ponti e va in altre parti del mondo dove il risultato premia. La conoscenza come investimento non fa parte della mentalità dei politici si continua ad operare in maniera arcaica

  2. Sarebbe veramente interessante poter competere per competenza e qualità, ma penso che in Italia questa possibilità preoccupi troppe persone.
    Grazie

  3. Abolire gli ordini professionali significa liberalizzare il mercato, quindi solo i più bravi ed onesti professionisti faranno strada e non come ora (i figli, nipoti etc.).
    Inoltre I contribuenti italiani pagano già da anni sanzioni pesanti comminate dalla UE per non avere ancora chiuso gli ordini professionali.
    Basta guardare cosa succede all’estero: hai un titolo (diploma tecnico per esempio)? Bene, dal giorno dopo ti butti nella mischia e varranno le solo tue capacità. Invece da noi devi sostenere un esame (!!), per entrare, poi puoi esercitare sotto il controllo di gente che fa solo i propri interessi e non avrai mai la possibilità di sfruttare pienamente le tue capacità.
    Insomma, si dice che non c’è lavoro: sono sicuro che liberalizzando “tutto” si genererà un passo decisivo verso uno stato davvero sociale e di diritto.
    Un esempio, la Mediazione civile: gli avvocati stanno facendo carte false (e contattando mafiosamente i poteri legislativi), per gestire in proprio questa nuova “attività”. E ci stanno riuscendo, alla faccia di chi invece ha gli stessi requisiti per potere svolgere tale lavoro, ma non ha alle spalle un ordine che lo dfende.
    Basta ordini, siamo già tutti consapevoli che ordine= mafia.
    Grazie per l’ospitalità.

  4. La denominazione di “Ordine” è già discutibile ancora di più le funzioni.Vi siete chiesto quale siano le funzioni di un Ordine per i professionisti?Praticamente nessuna,sono solo corporazioni garanti della professionalità di terzi a tutela dei cittadini.Insomma un professionista deve dar conto ad un Ordine per esercitare, e se un giovane non hà soldi non potrà iscriversi e dunque non potrà esercitare. Sembra una assurdità ma se l’Italia non si bruciava mani e piedi mai e poi mai avrebbe aperto gli occhi.Vi faccio un esempio imbarazzante:Gli odontoiatri acquistano il titolo di medici solo per essere collegati nell’ordine dei medici con un elenco (Albo).Ma è imbarazzante una formula del genere!!!E poi ci chiedono se sia importante salvare gli ordini professionali!!!
    E come nel programma di Maria de filippi, è durata troppo una tale vergonosa mistificazione: PER NOI SI POSSONO CHIUDERE GLI ORDINI!!!!

  5. io non credo che l’abolizione degli albi sia una cosa di sinistra, anzi la sinistra dovrebbe battersi per mantenerli. e volete sapere perchè? io sono dell’avviso che tolti gli albi si faranno strada dei “circoli privati di professionisti” dove l’accesso sarà filtrato dai soldi.
    non dimenticatevi che già ora il commercio dei master ha tolto credibilità all’università pubblica, e chi può permettersi un costoso master può aver accesso a lavori migliori e ha decisamente più chances rispetto a chi non ha soldi o non ha usufruito delle poche borse di studio.
    un giorno avremo dei circoli esclusivi di avvocati, notai, psicologi, etc. circoli liberi di esistere e liberi di decidere chi far entrare, e liberi di stabilire il prezzo… quanta “libertà”!
    invece ora c’è l’albo e c’è lo Stato di mezzo… si fa un concorso per cui si studia un anno intero (a casa, magari nelle pause dal lavoro) e il costo dell’esame può sostenerlo il figlio dell’impiegato, dell’operaio e simili alla pari del figlio del riccone e dell’imprenditore!

    liberalizzazione può avere lo stesso suono di libertà, ma NON è la stessa cosa, quando uno ci riflette bene.

  6. Confindustria vuol mettere le mani anche sul mercato dei servizi professionali, vi sembra giusto?

  7. Insomma il solito rinvio. Le categorie interessate protesteranno incessantemente per tutti gli otto mesi e alla fine il governo regolamenterà tutto.

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