E’ la festa della Repubblica.

Ieri, la Cassazione le ha fatto il più bel regalo di compleanno: le ha riconsegnato l’istituto del referendum popolare.

Oggi, noi vorremmo approfittare di questo giorno speciale per ricordare gli italiani che non ci sono più, ma che hanno dato un contributo importante a questa Repubblica.


Comincio io, citando due italiani, nati e morti in Sicilia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

A voi.


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20 COMMENTI

  1. I veri eroi di questa repubblica sono i genitori che hanno saputo insegnare ai loro figli che per ottenere qualcosa bisogna FATICARE, che per comprare una bella macchina bisogna LAVORARE, che per superare gli esami bisogna STUDIARE. Al giorno d’oggi non è facile fare i genitori è vero… Ma sono loro che per primi gettano le basi della nostra società e che tanto hanno fatto e possono ancora fare per la nostra meravigliosa repubblica.

  2. L’idea di Andrea mi sembra molto importante… è necessario che si abbia l’esatta percezione del ruolo del “buon avvocato” (e del “buon commercialista”)

  3. Speriamo invece che prima o poi questa repubblica abbia il coraggio di fondarsi sulle libertà dell’individuo, che riesca a dotarsi di regole condivise e rispettate da tutti.

    Molto c’è ancora da fare, alcuni dei nomi citati avevano certo una grande morale personale, ma erano pronti a sacrificare le libertà personali allo stato etico.

    Mi piacerebbe invece che proprio dai professionisti si alzasse la domanda di più etica nello stato, a partire dal modo di legiferare.

    PS visto che molti hanno richiamato Ambrosoli, perchè leggioggi non si fa promotore di un convegno presso le università? indirizzato sì ai professionisti, ma soprattutto agli studenti, quelli che professionisti dovranno diventare, per mostrare loro che gli avvocati non sono quelli che vogliono leggi complicate per portare a casa la pagnotta, che i commercialisti non sono quelli che aiutano ad evadere, ecc…

    sarebbe una bellissima iniziativa.

  4. Particolarmente belle – e per questo mi associo al suo commento – le parole di Ernesto Belisario.
    E’ vero, del “cittadino ignoto” non parla mai nessuno. Ma è proprio la folla di cittadini ignoti che dobbiamo ringraziare se oggi, nonostante tanti alti e bassi, siamo ancora una Repubblica Democratica “fondata sul lavoro”. Perchè è solo il lavoro – quello sano, onesto, non importa se intellettuale o manuale – che ci potrà dare la forza di rimanere uniti e di fare baluardo contro chi vorrebbe attentare alla nostra libertà ed ai nostri diritti.
    Penso a tanti nostri italiani famosi che hanno perso la vita, ma non posso non pensare a troppi italiani sconosciuti che hanno perso il lavoro …..

  5. Tempi nuovi si annunciano ed avanzano in fretta come non mai. …

    questo è l’incipit di un famoso discorso che è finalmente tornato di attualità.

    Mi piace ricordare chi disse queste parole, un martire della democrazia Aldo Moro, e con lui gli uomini di tutte le scorte, periti in attentati mentre erano al servizio dello Stato

  6. Molto giusto Andrea: anche Ambrosoli era monarchico, non avevo fatto mente locale e mi sono ritrovato con un terzetto di destra…

    Vabbeh, allora, dopo tre conservatori voglio ricordare una figura a mio giudizio assolutamente sottovalutata, di sinistra, molto di sinistra, un comunista vero, che credo abbia dato tantissimo al paese: Concetto Marchesi.

    Che, al momento di votare l’art. 7 della Costituzione, si rifiutò di eseguire gli ordini dei capi e non lo votò, perché era un vero laico, e fece benissimo a mio avviso, anche se purtroppo poi venne approvato così com’è.

    Che coniò questo aforisma di cui tutti dovremmo ricordarci oggi, specialmente nei confronti dei migranti: «A molte persone per essere oneste non mancano che i denari».

  7. In questo giorno mi piace ricordare ed onorare tutti gli italiani che, per esigenze di lavoro, sono emigrati in Germania, Belgio, etc. ma che, nonostante la lontananza, hanno sempre amato l’Italia difendendo la nostra immagine.

  8. @Andrea, io penso che il senso ed il rispetto delle Istituzioni non debbano avere colore; non importa da che parte stai, ma quando ricopri un incarico pubblico/privato, in qualunque modo pagato/finanziato dai cittadini, lo fai, lo devi fare, nell’interesse di tutti, non di una sola parte … un nome? Norberto Bobbio

  9. Buffo, se ci pensate che i principali nomi siano di monarchici: Ambrosoli, Montanelli, Luigi Einaudi. A cui per amor di paradosso aggiungerei Re Umberto che accettò i risultati e l’esilio per amor di patria e il primo presidente della repubblica (capo provvisorio dello Stato) De Nicola che, monarchico pure lui, chiese a Re Umberto l’autorizzazione ad accettare la carica.

    Una repubblica nata da mille contraddizioni e che purtroppo in questi anni ne ha risolte ben poche.

  10. Mi scuso con tutti se non aggiungo un nuovo nome a questa lista, ma l’immagine di Falcone e Borsellino mi commuove ancora. Ero una bambina e ricordo, come se fosse oggi, la lettera di una mia amica molto più grande di me…a quel tempo si scriveva ancora con carta e penna. Tra le righe di quel foglio lei mi raccontava lo sconcerto per la tragica morte di Falcone, uomo che conosceva personalmente. Da quelle parole ho capito che se n’era andato un personaggio di grande spessore. Solo con il tempo e la crescita ne ho avuto consapevolezza…

  11. La democrazia … è una costituzione piacevole, anarchica e varia, dispensatrice di uguaglianza indifferentemente a uguali e ineguali (Platone, La repubblica, VIII, 588 c.)

  12. Forse vado “fuori tema”, ma io ricorderei e celebrerei il “cittadino ignoto” come figura rappresentativa di tutti quegli italiani che, dal 2 giugno 1946, hanno scelto di non essere sudditi, facendo valere i propri diritti e non sottraendosi mai ai propri doveri.
    MIgliaia, milioni di persone – piccoli-grandi eroi della quotidianità – cui nessun TG o giornale ha mai dedicato i titoli di apertura, che però sono l’asse portante di questa nostra Repubblica.

  13. Concordo sull’avv. Ambrosoli, esempio nella vita e nella professione.
    Vorrei ricordare anche l’on. Tina Anselmi, che ha contribuito alla nascita ed alla difesa della Repubblica prima come staffetta partigiana, poi come parlamentare e Ministro del Lavoro durante le crisi degli anni ’70, poi come presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla Loggia P2: una figura di rigore e di dedizione alle istituzioni.
    Un esempio anche di emancipazione femminile.

  14. paradossalmente, fino alla nuova “primavera” di Napoli e Milano (l’ordine non è causale considerando il vento del mediterraneo …) erano gli italiani all’estero che “sentivano” questa festa, mostrando affetto e orgoglio. Perchè abbiamo dovuto “vedere” i 150 anni di Italia (con quanto per fortuna ha “mosso” negli animi) e questa primavera per poter festeggiare anche noi … “esuli”?!

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