Il decreto sviluppo bis è legge. Quella che sarà forse l’ultima, vera riforma portata a termine dal governo di Mario Monti – in attesa della legge di stabilità – è stata dunque approvata definitivamente in tarda mattinata dai deputati di Montecitorio.

La Camera ha detto sì al testo finale del decreto sviluppo bis, dopo essersi espressa favorevolmente anche sulla questione di fiducia ieri sera, con 261 voti a favore, 55 contrari e 131 astenuti. Dunque, il Pdl prosegue nella sua linea di distacco dall’esecutivo, aperta con il rientro in campo di Berlusconi.

Il testo finale a cui il Parlamento ha dato l’ok definitivo coincide con quello uscito dal Senato la scorsa settimana, dove era stato rimandato alla Camera il maxiemendamento 1800 che sostituiva in toto il ddl n. 3533 di conversione del decreto-legge n. 179, dal nome “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”.

Il disegno di legge sarebbe scaduto il 18 dicembre ed è stato convertito proprio in zona Cesarini, e nel pieno di una pseudo-crisi di governo che ha finito per impantanare una serie sempre più lunga di riforme, non ultime delega fiscale e taglio delle Province, ormai abbandonati a pochi passi dal traguardo dopo mesi di discussioni.

Il decreto sviluppo bis, invece, ce l’ha fatta e con esso uno dei punti più discussi e attesi dalla comunità tecnologica del nostro Paese, ossia la cosiddetta “agenda digitale”.

Le novità introdotte dal decreto sviluppo in termini di infrastrutture e servizi digitali non interessano solo gli enti “di settore”, ma si rivolgono a una platea molto ampia di utenti, tale da investire alcune abitudini del rapporto con la stessa pubblica amministrazione e con il sistema dell’istruzione, delle cure sanitarie e della giustizia.

Ad esempio, il rilascio previsto per tutti i cittadini della carta d’identità elettronica, ad esempio, è una piccola grande rivoluzione nella abitudini di tutti i giorni per gli Italiani.

Allo stesso modo, la necessità di ricorrere a un indirizzo di posta elettronica certificata per entrare in contatto con gli uffici pubblici, rappresenta un ulteriore tentativo di ridurre la burocrazia e i livelli di comunicazione tra pubblici uffici e utenti.

Per i dipendenti statali, d’ora in avanti tutte le certificazioni di malattia e di congedo parentale dovranno essere rilasciate e trasmesse per via telematica. Ora, inoltre, le Pa dovranno accettare pagamenti in formato elettronico, così come tutti gli operatori di servizi pubblici.

Novità interessanti anche in ambito scuola: verrà gradualmente introdotto il fascicolo elettronico dello studente, così come della compresenza di ebook a fianco dei più ingombranti libri cartacei, che dovrebbe essere sancita a partire dal prossimo anno scolastico 2013-2014.

Infine, modifiche importanti anche all’amministrazione in sanità con il corrispettivo fascicolo sanitario elettronico, mentre, nella sfera giudiziaria, viene ufficialmente riconosciuta validità alle notifiche inviate per via telematica.

Vai al testo finale del decreto sviluppo bis


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