Sono state depositate le motivazioni della sentenza della III Sezione penale della Corte di Cassazione che lo scorso 10 maggio 2012 ha assolto – perché il fatto non sussiste (e quindi con la formula assolutoria più ampia) – il giornalista Carlo Ruta dall’accusa di aver commesso il reato previsto dall’art. 16 della legge sulla stampa per non aver registrato (come previsto dall’art. 5 della stessa legge sulla stampa) il suo blog www.accaddeinsicilia.net.
Benché sul web fosse già nota da alcuni mesi la notizia dell’assoluzione di Ruta, il deposito delle motivazioni rinnova l’interesse per il caso anche in considerazione dell’importanza dell’interpretazione della Cassazione.

E la rilevanza dell’interpretazione è data dal fatto che per la Cassazione il blog, o comunque, il “nuovo prodotto “media” costituente il giornale informatico diffuso in via telematica” non rientra nella nozione di stampa data dalla Legge del 1948 e, per tale ragione, è anche sottratto all’obbligo di registrazione previsto dall’art. 5 (la cui violazione concretizza il reato previsto dal successivo art. 16, secondo il quale «chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodo senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall’art. 5, è punito con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a lire 500.000»).
Le ragioni dell’esclusione del “nuovo prodotto costituente il giornale informatico diffuso in via telematica” (tra i quali può rientrare anche il blog giornalistico) dagli elementi oggettivi della norma di cui all’art. 16 della L. 47/48 sono date dalla Cassazione in pochi, chiari, punti:

1) Il blog non rientra nella definizione di stampato previsto dall’art. 1 della L. 47/48 (“Sono considerate stampe o stampati, ai fini di questa legge, tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisico-chimici, in qualsiasi modo destinate alla pubblicazione”) sia perché manca un’attività di “riproduzione tipografica” sia perché non ci troviamo di fronte al risultato di una riproduzione tipografica che sia destinata alla pubblicazione;

2) La registrazione dei prodotti editoriali online è stata introdotta dalla legge 62 del 2001 esclusivamente come presupposto per poter usufruire delle provvidenze economiche previste per l’editoria;

3) Anche il d.lgs. 70/2003 (che ha recepito in Italia la nota direttiva 2000/31/CE) ribadisce quanto già visto a proposito della L. 62/2001, ossia che “la registrazione della testata editoriale telematica è obbligatoria esclusivamente per le attività per le quali i prestatori del servizio intendano avvalersi delle provvidenze previste dalla legge 7 marzo 2001, n. 62.”

La Cassazione, pertanto, assolve con formula piena il Ruta annullando senza rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Catania (che confermava quella di primo grado del Tribunale di Modica) in quanto un’eventuale condanna sarebbe il risultato di un’estensione della norma penale incriminatrice oltre la sua portata attraverso un’interpretazione analogica “in malam partem” non consentita ai sensi dell’art. 25 della nostra Costituzione.

Di seguito riportiamo la sentenza n. 23230/2012

 

Corte di cassazione

Sezione III penale

Sentenza 10 maggio 2012, n. 23230

Composta da Saverio Felice Mannino (Presidente), Claudia Squassoni, Alfredo Maria Lombardi, Mario Gentile (Relatore), Elisabetta Rosi

Ha pronunciando la seguente

SENTENZA

su ricorso proposto da Ruta Carlo, nato a ___ il _____
avverso la sentenza del 02/05/2011 della Corte di Appello di Catania

visti gli atti, il provvedimento denunziato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Mario Gentile;
udito il Pubblico Ministero, in persona del sostituto Procuratore Generale Aldo Policastro che ha concluso chiedendo il rigetto del ricorso;
udito l’avv. Giuseppe Arnone, difensore di fiducia del ricorrente, che ha concluso chiedendo l’accoglimento del ricorso.

RITENUTO IN FATTO

1. La Corte di Appello di Catania, con sentenza emessa il 2 maggio 2011, confermava la sentenza del Tribunale di Modica, in data 8 maggio 2008, appellata da Carlo Ruta, imputato del reato di cui agli artt. 5 e 16 L. 8 febbraio 1948 n. 47, per avere intrapreso la pubblicazione del giornale di informazione civile, denominato “Accade in Sicilia” e diffuso in via telematica sul sito www.accadeinsicilia.net, senza che fosse intervenuta tempestiva registrazione presso la cancelleria del Tribunale di Modica; fatti commessi dal 16 dicembre 2003 al 7 dicembre 2004; e condannato alla pena di euro 150,00 di multa.

2. L’interessato proponeva ricorso per Cassazione, deducendo violazione di legge, ex art. 606, lett. b), c.p.p.

In particolare il ricorrente esponeva:

a) che nella fattispecie non ricorrevano gli elementi costitutivi del reato di cui agli artt. 5 e 16, L. 47/1948. Il sito utilizzato dal Ruta, in sede informatica, costituiva un semplice blog o sito internet, non rientrando nella definizione di stampa e/o stampato ai sensi dell’art. 1 l. 47/1948. La disposizione di cui agli artt. 2 e 5 l. 7 marzo 2001, n. 52 – secondo cui era prevista la registrazione anche per i giornali ed i periodici informatici – riguardava solo quelle pubblicazioni che intendevano usufruire del finanziamento pubblico;

b) che, comunque, stante l’incertezza interpretativa in ordine alla normativa de qua, ricorreva nella fattispecie l’errore scusabile su legge extra-penale di cui all’art. 47, comma terzo, c.p., con conseguente esclusione della punibilità del Ruta

Tanto dedotto, il ricorrente chiedeva l’annullamento della sentenza impugnata.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è fondato.

Carlo Ruta è stato riconosciuto colpevole del reato di cui agli artt. 5 e 16 L. 47/1948 per aver intrapreso la pubblicazione del giornale di informazione civile denominato “Accade in Sicilia”, diffuso sul sito internet www.accadeinsicilia.net, senza aver effettuato la prescritta autorizzazione presso la Cancelleria del Tribunale di Modica, ritenuta competente per tale adempimento (vedi capo di imputazione come contestato in atti).

Tanto premesso sui termini essenziali della fattispecie in esame, occorre riassumere sinteticamente i punti fondamentali della disciplina normativa attinente alla stampa:

1.1. Ai sensi dell’art. 1 l. 47/1948 (disposizione sulla stampa) sono considerati stampe o stampati tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisici/chimici, in qualsiasi modo destinati alla pubblicazione.

1.2. Dall’esame di detta disposizione si evince che – ai fini della sussistenza in senso giuridico del prodotto stampa – necessitano due condizioni: a) un’attività di riproduzione tipografica, b) la destinazione alla pubblicazione del risultato di tale attività.

1.3. Nell’ambito del prodotto stampa, come sopra individuato, la norma di cui all’art. 5 citata L. 47/1948 prescrive che nessun giornale o periodico può essere pubblicato se non sia stato registrato presso la Cancelleria del Tribunale nella cui circoscrizione la pubblicazione deve effettuarsi.

1.4. La pubblicazione di un giornale o altro periodico, senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall’art. 5, costituisce illecito penale punito ai sensi dell’art. 16 citata L. n. 47/1948.

2. Così delineati i punti fondamentali inerenti alla nozione di stampa e dell’obbligo di registrazione per il giornale o periodico, occorre esaminare – in relazione alla fattispecie concreta oggetto del presente ricorso – se detta disciplina, sotto il profilo generale sia applicabile al nuovo prodotto “media” costituente il giornale informatico diffuso in via telematica (sito www.).

3. Orbene la risposta al quesito giuridico di cui sopra è negativa per le seguenti ragioni principali:

3.1. Il giornale telematico non rispecchia le due condizioni ritenute essenziali ai fini della sussistenza del prodotto stampa come definito dall’art. 1 l. n. 47/1948 ed ossia: a) un’attività di riproduzione tipografica; b) la destinazione alla pubblicazione del risultato di tale attività.

3.2. La normativa di cui alla l. 7 marzo 2001, n. 62 (inerente alla disciplina sull’Editoria e sui prodotti editoriali, con modifiche alla l. 5 agosto 1981, n. 416) ha introdotto la registrazione dei giornali online soltanto per ragioni amministrative ed esclusivamente ai fini della possibilità di usufruire delle provvidenze economiche previste per l’editoria.

3.3. Detta disciplina è stata ribadita dalla successiva normativa di cui al d.lgs. 9 aprile 2003, n. 70, che esplicitamente ha prescritto, con la disposizione di cui all’art. 7, comma 3, che la registrazione della testata editoriale telematica è obbligatoria esclusivamente per le attività per le quali i prestatori di servizio intendono avvalersi delle provvidenze previste dalla l. 7 marzo 2001 n. 62.

3.4. L’estensione dell’obbligo di registrazione per il giornale online – previsto dalla citata l. n. 62/2001, ripetesi, ai soli fini delle provvidenze economiche – anche in riferimento alla norma di cui all’art. 5 l. 47/1948, con conseguente applicabilità (in caso di omessa registrazione) della sanzione penale di cui all’art. 16 citata legge sulla stampa, costituisce interpretazione analogica in “malam partem” non consentita ai sensi dell’art. 25, comma secondo, Cost. e 14 delle Disposizioni sulla legge generale (vedi sulla materia de qua sez. III, sent. n. 10535 dell’11 dicembre 2008, depositata il 10 marzo 2009; sez. V, n. 35511/2010 del 16 luglio 2010).

4. Alla luce delle argomentazioni finora svolte, consegue che – non sussistendo nei confronti di Carlo Ruta l’obbligo della registrazione del giornale online denominato «Accade in Sicilia», ai sensi dell’art. 5 l. 47/1948 – lo stesso va assolto dal reato di cui all’art. 16 citata l. n. 47/1948, come contestato in atti, perché il fatto non sussiste, con conseguente annullamento, senza rinvio, della sentenza della Corte di Appello di Catania, in data 2 maggio 2011.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non sussiste
Così deciso il 10 maggio 2012.

Il componente estensore

Mario Gentile

Il Presidente

Saverio Felice Mannino

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Francesco Paolo Micozzi
Avvocato, mi occupo prevalentemente di diritto penale con particolare predilezione per il diritto dell’informatica, delle nuove tecnologie, privacy e diritto d’autore. Sono un curioso osservatore dei fenomeni giuridici che si sviluppano attorno alle nuove tecnologie e alle “libertà digitali”, oltreché convinto sostenitore del software libero. Autore di alcuni testi in materia di diritto penale e procedura penale delle nuove tecnologie e, quando il tempo non è tiranno, curo il mio blog www.micozzi.it. Collaboro con le cattedre di Informatica Giuridica ed Informatica Giuridica Avanzata presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Milano. Faccio parte del gruppo di lavoro della Fondazione Italiana per l'Innovazione Forense presso il Consiglio Nazionale Forense.

6 COMMENTI

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