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Auto e Fisco Civile 14 maggio 2012, 08:01

Incidente stradale causato da cani randagi, no al risarcimento

Per la Cassazione non può essere accolta la richiesta di risarcimento danni avanzata da un’automobilista finita fuori strada per scansare due cani randagi che improvvisamente le sono comparsi lungo la strada


La Corte di Cassazione, con sentenza n. 7037/2012, ha rigettato la richiesta di risarcimento danni avanzata da una donna che era finita con l’auto contro il guardrail per evitare due cani randagi.

Confermando la pronuncia del giudice d’appello di Napoli, la Suprema Corte rammenta che “non può esigersi un onere di vigilanza nelle 24 ore dell’intero territorio autostradale” dalla società Autostrade.

Ma anche ammettendo un simile onere da parte della società Autostrade, la presenza di randagi in autostrada non può in ogni caso essere pronosticata.

La conducente, inoltre, contestava la mancata manutenzione della recinzione stradale, ma i giudici di Piazza Cavour hanno fatto rilevare che “in mancanza di prova di omessa manutenzione della recinzione stradale” è stato ravvisato il caso fortuito “nel probabile abbandono di cani da parte di un terzo, desunto dalla presenza nelle adiacenze di un’area di servizio e dalla mancanza di una via di fuga per gli stessi, fatto imprevedibile ed inevitabile nel suo accadimento repentino non potendosi pretendere un continuo controllo della sede autostradale onde impedirlo”.

Sulla base di queste argomentazioni la Suprema Corte ha rigettato pertanto  il ricorso.

Qui il testo integrale della sentenza della Cassazione n. 7037 del 9 maggio 2012


Pubblicato da il 14 maggio 2012 alle 08:05 in Auto e Fisco Civile
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2 Commenti per Incidente stradale causato da cani randagi, no al risarcimento

  1. Pingback: Attenzione ai Cani Randagi : nessun Risarcimento! | MetaBox

  2. Andrea

    Non ho parole… Anzichè obbligare Autostrade (che è una società privata, come privata è la strada che percorriamo e per cui paghiamo un pedaggio per accedervi) ad assicurarsi per questo tipo di scenari, cosicché entrambe le controparti siano tutelate (l’automobilista dai danni subiti ed Autostrade dagli oneri conseguenti ai risarcimenti), scarica praticamente la responsabilità contro ignoti e lascia tutti gli oneri all’ignaro automobilista che in quello scenario – non dimentichiamolo – ha RISCHIATO LA SUA VITA e potenzialmente anche quella di altri utenti dell’Autostrada (che potevano essere coinvolti).
    Stendiamo poi un velo pietoso sul discorso che è il privato cittadino a dover dimostrare che le recinzioni siano danneggiate. Se in una normale proprietà privata qualcuno, autorizzato ad accedervi (ma in taluni casi anche se non), si fa male è onere del proprietario dimostrare che tutto era a norma. Com’è obbligo, vedere assicurazioni su aree aperte di condominii, assicurarsi per tutelarsi in caso di risarcimenti.
    Quindi ribadisco: perchè in queste situazioni i ns. super-giuristi omniscienti che sguazzano in quell’obbrobrio che è ormai da tempo la C.d.Cassazione, invece di tutelare sempre i più forti a discapito dei più deboli, per una volta non hanno uno scatto di moralità e giustizia, e segnalano un vacuum legislativo ed obbligano a prevedere una copertura assicurativa a carico di Autostrade (ed altri operatori del settore) per risarcire chi subisce danni per oggetti ed animali presenti sul tracciato autostradale e di cui non è possibile risalirne al proprietario? …a me sembra una cosa tanto banale, che resto allibito dal fatto che nessuno la imponga per legge.

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