Tweet



L'Italia che vorremmo

Nuove Tecnologie 20 gennaio 2012, 14:04

Il SOPA è qui

Un emendamento presentato alla legge comunitaria 2011 ricalca, molto da vicino, il disegno di legge in discussione dinanzi al Congresso degli Stati Uniti


sopa

SOPA, in Italiano, si scrive FAVA, verrebbe da dire con una battuta, che, sfortunatamente, avrebbe il retrogusto amaro.

Fava è, infatti, il cognome dell’Onorevole che ha presentato alla legge comunitaria 2011, un emendamento il cui contenuto ricalca, molto da vicino, il disegno di legge in discussione dinanzi al Congresso degli Stati Uniti d’America che, nelle scorse ore, ha provocato il più grande e riuscito sciopero della storia del WEB.

L’emendamento, approvato ieri – nel silenzio generale – dalla Commissione per le politiche comunitarie, stabilisce che chiunque possa chiedere ad un fornitore di servizi di hosting di rimuovere qualsivoglia contenuto pubblicato online da un utente sulla base del semplice sospetto – non accertato da alcuna Autorità giudiziaria né amministrativa – che si tratti di un contenuto che viola i propri diritti d’autore e che, qualora il provider non ottemperi alla richiesta, possa essere ritenuto responsabile.

Si tratta di un’autentica forma di privatizzazione della giustizia che affida la libertà di manifestazione del pensiero sul WEB alla assoluta discrezionalità di soggetti privati: il segnalante, libero di chiedere la rimozione di ogni contenuto “sgradito” e il provider, obbligato ad assecondare la richiesta o ad assumersi in prima persona la responsabilità della eventuale effettiva illegittimità di un contenuto che non ha prodotto, non conosce, non può valutare e, soprattutto, che è soltanto un pugno di bit, rispetto a milioni di milioni che ospita sulle sue macchine e sui quali ha costruito il suo business.

E’ un approccio peggiore di quello tratteggiato dal SOPA dove, almeno, l’ordine di rimozione di un contenuto è emesso da un’Autorità Giudiziaria.

Ma non basta.

Il FAVA – come il SOPA – infatti stabilisce anche che i fornitori di servizi online “che mettano a disposizione del destinatario … strumenti o servizi ulteriori, in particolare di carattere organizzativo o promozionale, ovvero adotta modalità di presentazione delle informazioni non necessarie ai fini dell’espletamento dei servizi oggetto del presente decreto, che sono idonei ad agevolare o a promuovere la messa in commercio di prodotti o di servizi a opera del destinatario del servizio” siano responsabili per le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale imputabili ai propri clienti.

Come dire che chi fa pubblicità ad un’attività che venga, in un secondo momento, accertato essere in violazione del diritto d’autore debba, in qualche modo, rispondere – a volerlo dire in maniera impropria – di “favoreggiamento”.

Una filosofia radicalmente diversa da quella sin qui applicata per giornali, radio, televisione e che rischia di paralizzare il commercio elettronico italiano già in crisi.

Siamo di fronte ad un’iniziativa legislativa anacronistica, liberticida e che minaccia di affossare definitivamente lo sviluppo di Internet in Italia.

La circostanza – e dispiace costatarlo – d’altra parte, non è sfuggita al Ministro per le politiche comunitarie, Enzo Moavero Milanesi, che, tuttavia, ha dato parere favorevole al testo del disegno di legge, limitandosi a rilevare che l’emendamento FAVA “affronti un tema – quello del commercio elettronico – di particolare delicatezza, che incontra sensibilità diverse e che avrebbe meritato di essere affrontato in uno specifico provvedimento”.

Davvero un Ministro dal pugno di ferro, capace di far sentire la sua voce e di badare all’interesse del Paese!

Negli USA la mobilitazione sta mandando in frantumi il fronte dei sostenitori del SOPA.

Occorre fare altrettanto in Italia per bloccare questa nuova minaccia al WEB, ormai universalmente riconosciuto come irrinunciabile strada per uscire dalla crisi ed andare verso il futuro.


Pubblicato da il 20 gennaio 2012 alle 14:01 in Nuove Tecnologie
Tags: , , , ,


19 Commenti per Il SOPA è qui

  1. Pingback: Proposta anche in Italia una legge in stile SOPA: bocciata senza passare dal via - Tutto Android

  2. Pingback: E poi cosa? | Non al Denaro. Non all'Amore. Nè al Cielo.

  3. Pingback: Dopo 11 anni della stessa #SOPA non sarebbe ora di pretendere una riforma della minestra? « YBlog

  4. Pingback: Chi è contro la SOPA italiana « ilNichilista

  5. Pingback: La Lega Nord importa la legge SOPA in Italia – Multiplayer.it | Italia – iWooho.com

  6. Pingback: La Lega Nord importa la legge SOPA in Italia – Multiplayer.it | Italia – iWooho.com

  7. anonimo

    Denunziamo Fava per istigazione alla violenza!!!

    La mossa di proporra anke in italia tale legge, ke sta facendo scatenare la rete, non è altro ke buttar benzina su un fuoco già acceso.

    ISTIGAZIONE ALLA VIOLENZA solo questo…

    Cmq senza parole…davvero vergognoso

  8. Pingback: SOPA: la Lega Nord la importa in Italia (peggiorata) – YouFOCUS.TV | Italia – iWooho.com

  9. Pingback: Ecco la SOPA all’italiana – LeNews.eu | Italia – iWooho.com

  10. Per far rimuovere qualsisi contenuto tutelato da copyright, era ed è (ad oggi) sufficiente indirizzare una mail al server provider (es. Google, youtube, Yahoo ) o alle società di file hosting (es. Megaupload, Filesonic, Fileserve, ecc ecc), indicando semplicemente l’URL , e Provider ed Host provvedono immediatamente alla rimozione. Questo almeno è previsto dal DMCA ma, se dovesse essere approvata la famigerata SOPA che si prefigge di insasprire ancor di più il DMCA, sarà possibile per le singole Major intentare cause legali alla prima violazione di copyright ( cause che difficilemte possono essere affrontare blogger o piccoli siti web). Una battaglia invana che va avanti dai tempi di Napster!

  11. Pingback: Social Sicilia » Google, Facebook e Twitter chiudono i battenti per un giorno: sarà vero?

  12. Pingback: Proposte di SOPA all’Italiana – Mr.Webmaster | Italia – iWooho.com

  13. Pingback: La Lega Nord importa la legge SOPA in Italia – Multiplayer.it | Italia – iWooho.com

  14. Pingback: Copyright, la SOPA del Belpaese – Punto Informatico | Italia – iWooho.com

  15. Pingback: Una proposta di legge simil-SOPA in Italia: grazie al leghista Fava | Lega Nerd

  16. Bartolo da Sassoferrato

    A parte il fatto che pure da noi la richiesta di rimozione di contenuti protetti da diritto d’autore deve essere pronunciata dall’autorità giudiziaria(cost. art. 21 c.3).
    In ogni caso sono solo i colpi di coda di un sistema che mostra la corda e dal quale la politica,che non sa quali pesci prendere,cerca di salvarsi tacitando i contenuti della rete.Illusioni che lasciano il tempo che trovano…

  17. Pingback: Legge SOPA: Tutte le informazioni e Approfondimenti! CONDIVIDI!CONDIVIDI

  18. Pingback: Il SOPA è qui.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Guido Scorza

avvocato, docente universitario, vicedirettore di Leggi Oggi

Rss Feed Facebook LinkedIn Twitter Google Plus


Articoli dello stesso autore

Nuove Tecnologie 19 febbraio 2012, 15:56

Caso Vajont.info: il provvedimento di sequestro

Per impedire la diffusione di 80 caratteri si è disposta la rimozione da uno spazio pubblico di milioni di caratteri e bit di informazioni, documenti ed opinioni

Diritto d'autore 16 febbraio 2012, 13:31

Diritto d’autore online: “Vietato filtrare”

Incompatibile con il diritto dell’Unione obbligare un fornitore di hosting a impedire ai propri utenti di rendere disponibili contenuti protetti da proprietà intellettuale in assenza di autorizzazione da parte del titolare dei diritti

Diritto d'autore 9 febbraio 2012, 21:26

Caso “contrassegno SIAE”: è l’ora dei rimborsi

La brutta storia del contrassegno SIAE e del balzello ad esso collegato (che frutta ogni anno alla SIAE circa 10 milioni di euro) è ora vicina al capolinea.

Diritto d'autore 7 febbraio 2012, 00:05

Mega Conspirancy, le ragioni dei Giudici

“Megavideo e Megaupload cospiratori e non intermediari”

Privacy 27 gennaio 2012, 18:50

Addio al DPS!

Niente più documento programmatico sulla sicurezza, niente più modalità semplificate per tenuta e niente più dichiarazione nelle relazioni a bilancio sull’avvenuta predisposizione


Torna Su