L’11 maggio scorso il Ministero per lo Sviluppo Economico, a distanza di oltre un mese dalla conclusione della consultazione pubblica (avviata il 23 marzo) sulla bozza di decreto ministeriale adottato in attuazione del D.Lgs. 198/2010 recante “Attuazione della Direttiva 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni”, ha pubblicato sul proprio sito il documento di sintesi.

Da tale documento è emerso che oltre 500 soggetti, tra cui piccole e medie imprese operanti nel settore delle telecomunicazioni, associazioni di categoria e privati cittadini hanno ritenuto opportuno far sentire la propria voce per evidenziare tanto le criticità quanto i punti di forza della bozza di decreto.

Il dato interessante è che il 41% di tali soggetti ha dichiarato di essere contrario all’entrata in vigore del provvedimento così come concepito nella nota bozza, talvolta suggerendo come alternativa la revisione globale della normativa di settore al fine di armonizzare le numerose norme attualmente in vigore, talaltra auspicando la deregolamentazione dell’intero settore.

Così come previsto, la maggior parte dei contributi inviati al Ministero ha evidenziato alcune difficoltà ravvisate nell’interpretare il significato da attribuire all’espressione “punti di utilizzo finale” di cui all’art. 1 comma 1 lettera e) della bozza di decreto per poter definire con precisione l’ambito di applicazione delle disposizioni in esso contenute.

Il Ministero ha, quindi, ritenuto opportuno sopire già in questa fase le nascenti polemiche, chiarendo che per “punti di utilizzo finale” si deve intendere “la terminazione fisica dell’impianto interno di comunicazione elettronica a cui sono connessi i terminali dell’utente o le aree di lavoro, senza escludere la possibilità di poter servire dallo stesso punto di utilizzo finale più di un’area di lavoro, come ad esempio avviene nel caso dei collegamenti wireless. In altri termini, il punto di utilizzo finale è la presa di telecomunicazione (Telecommunicatione Outlet) per i collegamenti, alle aree di lavoro, via cavo e l’antenna degli access point per i collegamenti, alle aree di lavoro, di tipo wireless”.

In tale contesto, occorre però specificare che non sono mancate – anche da parte di quei soggetti che avevano correttamente interpretato l’espressione in questione – proposte alternative per identificare i criteri di esclusione dall’ambito di applicazione delle disposizioni in questione.

Il numero di accessi concorrenti alla rete, il valore economico dell’impianto, l’eliminazione dalla definizione di punto di utilizzo finale della parte periferica dell’impianto, la dimensione e la destinazione d’uso degli spazi oggetto delle opere e la liberalizzazione per le utenze ad uso residenziale privato sono solo alcuni dei parametri di riferimento che i soggetti interessati hanno suggerito di prendere in considerazione.

Secondo gli esperti, inoltre, la bozza di decreto non conterrebbe alcuna distinzione tra l’attività di realizzazione fisica degli impianti (livello fisico) e quella di configurazione software degli apparati di rete (livello logico), a discapito di una corretta delimitazione delle competenze tecniche che le imprese abilitate dovranno possedere.

Anche i requisiti necessari per poter conseguire l’abilitazione da parte delle imprese sono stati oggetto di critica sotto molteplici aspetti.

L’unificazione delle classi e dei livelli autorizzatori per le imprese è stata invece accolta con favore dai soggetti aderenti alla consultazione, sebbene non siano mancati contributi che vedrebbero di buon grado l’individuazione di due distinti livelli autorizzatori, al fine di poter ricorrere a quello inferiore per l’installazione degli impianti più semplici, tra cui quelli di tipo residenziale.

Le amministrazioni pubbliche, infine, gradirebbero che fosse prevista un’area di esenzione per la costituzione dei loro impianti interni di rete, potendo questi essere realizzati attraverso il personale dipendente specializzato.

Ci si augura che il passaggio per la fase della consultazione pubblica segni l’inizio di un equilibrato ed attento recepimento dei contributi sin qui forniti dai soggetti coinvolti a più livelli nel settore delle telecomunicazioni.


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Federica Busetto
Federica Busetto nasce a Roma il 9 aprile 1983, laureata in giurisprudenza con 110 e lode, Avvocato dal 2009 (SR&Partners, www.sr-partners.it), ha frequentato nel corso del 2007 il Master “Diritto e impresa” presso la Business School de “Il Sole 24 Ore”. Si occupa prevalentemente di questioni attinenti al diritto delle obbligazioni, alla disciplina sul diritto d’autore ed al diritto delle nuove tecnologie. Ha inoltre maturato una sensibile esperienza in materia di responsabilità del produttore avendo, peraltro, prestato la propria attività professionale presso alcune Direzioni Generali di importanti società multinazionali.

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