Salari e sostegno al reddito per le famiglie: la mappa degli aiuti 2026

Paolo Ballanti 26/01/26
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Dalla CIGS per le imprese che operano in aree di crisi industriale complessa alle modifiche in materia di congedo parentale la Circolare INPS del 15 gennaio 2026 numero 1 fornisce un quadro riepilogativo delle misure di sostegno al reddito previste per l’annualità corrente.

L’intervento dell’Istituto descrive le novità normative derivanti dalla Manovra 2026, dalla Legge numero 182/2025 e dal Decreto – Legge numero 180/2025.

Analizziamo la questione in dettaglio.

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Indice

Ammortizzatori sociali in costanza di lavoro

La Legge 2 dicembre 2025, numero 182 introduce, tra le altre, delle modifiche alla normativa degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro.

Nello specifico si prevede, a carico del percettore il trattamento di integrazione salariale, l’obbligo di dare preventiva comunicazione dello svolgimento dell’attività lavorativa alla struttura dell’INPS territorialmente competente, a pena di decadenza dal relativo diritto.

A seguito della modifica normativa, tale comunicazione dev’essere resa anche al datore di lavoro.

Imprese operanti in aree di crisi industriale complessa

La Manovra 2026 destina ulteriori risorse per un importo pari a 100 milioni di euro, per l’annualità corrente, a valere sul Fondo sociale per l’occupazione e la formazione, al fine di garantire la prosecuzione dei trattamenti di sostegno al reddito (trattamento di integrazione salariale straordinaria e mobilità in deroga) in favore dei dipendenti da imprese operanti in aree di crisi industriale complessa.

Trattamento straordinario di integrazione salariale per cessazione di attività

La legge di bilancio (articolo 1, comma 167), in materia di CIGS per cessazione attività, proroga anche per l’anno 2026 il trattamento di sostegno al reddito previsto dall’articolo 44 del Decreto – Legge numero 109/2018.

La proroga riguarda un periodo massimo complessivo di autorizzazione del trattamento straordinario di CIG, che non può eccedere i dodici mesi nell’arco dell’anno 2026.

Il successivo comma 172 della Manovra 2026 proroga per l’annualità corrente le misure in favore dei datori di lavoro per i quali, all’esito di un programma aziendale di cessazione dell’attività produttiva, sussistano concrete e attuali prospettive di rapida cessione, anche parziale, dell’azienda con conseguente riassorbimento occupazionale.

Per effetto di tale proroga, per l’anno 2026 può essere autorizzato un ulteriore intervento di integrazione salariale straordinaria, previo accordo stipulato in sede governativa presso il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, anche in presenza del Ministero delle Imprese e del made in Italy, per una durata massima di sei mesi, non ulteriormente prorogabile. 

Misure di sostegno al reddito per i lavoratori dei call center

Il comma 170 dell’articolo 1, Manovra 2026 prevede, anche per l’annualità corrente, il finanziamento delle misure di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti delle imprese del settore dei call center.

L’ammortizzatore sociale è riservato alle realtà non rientranti nel campo di applicazione del trattamento straordinario di integrazione salariale, con un organico superiore a 50 unità nel semestre precedente.

La misura consiste in un’indennità pari al trattamento massimo di integrazione salariale straordinaria per un massimo di 12 mesi.

Ulteriore periodo di CIGS per le imprese con rilevanza economica strategica

Grazie all’articolo 1, comma 171 della legge di bilancio, alle imprese considerate di interesse strategico nazionale, che occupano almeno mille lavoratori dipendenti, impegnate in complessi processi di riorganizzazione aziendale non ancora portati a termine, può essere autorizzato, in via eccezionale, un ulteriore periodo di CIGS fino al 31 dicembre 2026.

Il trattamento in questione è concesso in continuità con le tutele già riconosciute, con l’obiettivo di salvaguardare sia il livello occupazionale che il patrimonio di competenze dell’impresa interessata.

L’ulteriore periodo di CIGS può avere una durata di 12 mesi in caso di riorganizzazione aziendale o di contratto di solidarietà ovvero di 6 mesi in caso di crisi aziendale.

Dipendenti di aziende sequestrate o confiscate

Nel corso del 2026 continua ad essere riconosciuto il trattamento di sostegno al reddito per i dipendenti sospesi dal lavoro o impiegati ad orario ridotto, in forza presso aziende sequestrate e confiscate, sottoposte ad amministrazione giudiziaria.

La misura in questione, prorogata per il triennio 2024 – 2026, spetta per una durata massima complessiva di 12 mesi ed è concessa dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali con pagamento diretto da parte dell’INPS ai lavoratori beneficiari.

CIGS per processi riorganizzativi complessi o piani di risanamento

Il comma 173, articolo 1, della legge di bilancio eleva, per gli anni 2026 e 2027, il limite di spesa annuo a 150 milioni di euro, destinato a finanziare un ulteriore periodo di trattamento straordinario di integrazione salariale a beneficio delle imprese con rilevanza economica strategica anche a livello regionale e con rilevanti problematiche occupazionali.

Il periodo aggiuntivo di CIGS può avere la durata di 12 mesi per le causali di riorganizzazione aziendale e contratti di solidarietà e di 6 mesi per la causale di crisi aziendale.

Indennità lavoratori dello spettacolo: cambiano i requisiti

La Manovra 2026 è intervenuta (articolo 1, comma 840) modificando i requisiti per il riconoscimento dell’indennità di discontinuità a beneficio degli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo.

La legge di bilancio ritocca il requisito reddituale e il numero minimo di giornate di contribuzione.

Nello specifico, il richiedente dev’essere in possesso di un reddito imponibile per il calcolo dell’IRPEF, determinato in sede di dichiarazione quale reddito di riferimento per le agevolazioni fiscali, non superiore a 35.000,00 euro (in luogo della precedente soglia fissata a 30.000,00 euro) nell’anno di imposta precedente alla presentazione della domanda.

Quanto al requisito delle giornate minime di contribuzione accreditata al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo, la Manovra 2026 ha previsto che, per i soli attori cinematografici o dell’audiovisivo, il medesimo requisito è soddisfatto anche qualora il lavoratore abbia maturato almeno quindici giornate di contribuzione al medesimo Fondo nell’anno precedente o almeno trenta giornate complessive nei due anni precedenti a quello di presentazione della domanda.

Aumenta l’età per il congedo parentale

In materia di tutela della genitorialità l’articolo 1, comma 219 della legge di bilancio aumenta l’arco temporale di fruizione dell’assenza per congedo parentale e dell’indennità INPS prevista per i citati periodi, da parte dei genitori lavoratori e lavoratrici dipendenti.

Nello specifico, l’età del figlio passa da 12 a 14 anni. La novità normativa si applica sia in caso di evento nascita che di adozioni o di affidamento del minore.

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Foto istock/Andrii Yalanskyi

Paolo Ballanti

Dopo la laurea in Consulente del Lavoro, conseguita all’Università di Bologna nel 2012, dal 2014 si occupa di consulenza giuslavoristica ed elaborazione buste paga presso un’associazione di categoria in Ravenna. Negli anni successivi alla laurea ha frequentato tre master: El…Continua a leggere

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