Pignoramento stipendi 2019: regole, limiti e novità. Cosa cambia

Paolo Ballanti 06/12/18
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Il 2019 si preannuncia un anno di cambiamenti sul versante dei pignoramenti stipendi 2019 e pensioni. La causa? La legge di bilancio e i suoi emendamenti attualmente in discussione in Parlamento, tra cui la creazione di un apposito fondo per finanziare due delle misure di maggior impatto sociale: il reddito e la pensione di cittadinanza. Entrambi i provvedimenti sono studiati per garantire a chi è sotto la soglia di povertà un sostegno statale che gli permetta di raggiungere i 780 euro mensili (sebbene sulle cifre non vi sia ancora certezza alla luce della trattativa in corso con l’Unione Europea).

Pur con tutti i se del caso, il cantiere della pensione di cittadinanza prevede un’integrazione dell’assegno mensile tale da garantire a tutti i pensionati di raggiungere quota 780 euro.

Tutto questo cos’ha a che fare con i pignoramenti?

Presto detto. L’entrata in vigore della pensione di cittadinanza alzerebbe gli importi delle pensioni più basse (portandole appunto a 780 euro mensili) e di conseguenza l’ammontare dell’assegno sociale, cui sono legati i limiti di pignorabilità di stipendi e pensioni.

Vediamo nel dettaglio quali effetti avrebbe nel 2019 un aumento dell’assegno.

Leggi anche “Assegno sociale 2019: requisiti, domanda e importo. Regole e novità”

Pignoramento stipendi 2019: i limiti 

Le retribuzioni (al netto di contributi e IRPEF) possono essere pignorate nel rispetto dei seguenti limiti:

  • 1/3 per alimenti dovuti per legge;
  • 1/5 per debiti verso il datore derivanti dal rapporto di lavoro;
  • 1/5 per tributi dovuti a Stato, province o comuni.

In quest’ultimo caso, se il pignoramento è effettuato dall’agente della riscossione il limite è pari a:

  • 1/10 per importi fino a euro 2.500;
  • 1/7 per importi da 2.500 a 5.000 euro;
  • 1/5 per importi da 5.000 euro.

Il pignoramento è eseguito nei confronti del datore di lavoro, il quale dovrà trattenere parte della retribuzione e provvedere al versamento della somma in favore del creditore.

Pignoramento stipendi 2019: i limiti per gli retribuzioni accreditate sul conto corrente

Discorso diverso per il pignoramento degli stipendi accreditati sul conto bancario o postale intestato al lavoratore. In questi casi (e qui entra in gioco l’assegno sociale) i limiti sono:

  • Se l’accredito della retribuzione avviene in data anteriore al pignoramento la base pignorabile è costituita dall’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale pari per il 2018 ad euro 453,00 mensili;
  • Se l’accredito della retribuzione avviene in corrispondenza del pignoramento o in data successiva si applicano i limiti generali di cui al paragrafo precedente.

A questo punto è evidente che un ipotetico aumento dell’assegno sociale nel 2019 a seguito dell’introduzione della pensione di cittadinanza abbasserebbe la soglia di stipendio pignorabile.

Alle condizioni attuali (assegno sociale pari a 453,00 euro mensili), considerato che il limite è pari ad euro 1.359,00 (equivalenti a 453,00 * 3) se la retribuzione ammonta a euro 2.500, può essere pignorata solo la parte che eccede euro 1.359,00, cioè 2.500 – 1359,00 = 1.141,00. Ipotizziamo un assegno sociale pari a 500 euro mensili: l’asticella passerebbe a 1.500,00 euro (pari a 500 * 3), di conseguenza il pignoramento agirebbe su 1000 euro anziché 1.141.

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