Pensioni 2023: le proposte dei partiti in campagna elettorale

Redazione 21/09/22
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Cosa cambierà per le pensioni nel 2023? In questi anni sono state diverse le riforme tentate per superare la Legge Fornero, dal pensionamento anticipato con l’Ape sociale e Opzione donna alla sperimentazione di Quota 100 ad opera del governo Lega-M5S, arrivando a Quota 102 varata dal governo Draghi e in vigore solo per il 2022.

Il nuovo Parlamento che arriverà con le elezioni del 25 settembre sarà chiamato, insieme al nuovo governo che si formerà con le successive consultazioni, a una nuova riforma delle pensioni che potrà arrivare con la prossima Legge di Bilancio.

Analizzando i programmi politici dei partiti che concorrono alle elezioni emergono diverse proposte sulle pensioni per il 2023, sia sui meccanismi e sui requisiti di accesso alla pensione che sull’importo minimo.

Vediamo quindi quali sono queste proposte, cosa promettono i principali partiti in corsa per superare la Riforma Fornero e per accedere alla pensione prima dei 67 anni.

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Pensioni 2023: le proposte del Centrosinistra Da parte del Partito Democratico c’è la volontà di rendere strutturali Opzione Donna e Ape Sociale, finora attutate in via sperimentale e prorogate di anno in anno. Nel programma PD si parla anche di favorire “una maggiore flessibilità nell’accesso alla pensione, a partire dai 63 anni di età, da realizzarsi nell’ambito dell’attuale regime contributivo e in coerenza con l’equilibrio di medio e lungo termine del sistema previdenziale“. Altro punto è l’estensione della platea di beneficiari della quattordicesima contro i caro vita. Infine, una delle proposte del partito di Letta è l’introduzione di una pensione di garanzia che possa garantire garantire “una pensione dignitosa a chi ha carriere lavorative discontinue e precarie.


Anche +Europa parla di flessibilità in uscita, “purché con una pensione in linea con i contributi versati“, mentre tra le proposte del partito vi è anche una riforma del sistema pensionistico per renderlo più sostenibile nel medio e lungo periodo.

Il programma di Impegno Civico non tratta nello specifico il tema delle pensioni, mentre i punti proposti dall’Alleanza Verdi-Sinistra prevedono:
  • Pensione minima a 1.000 euro;
  • Adeguamento automatico semestrale all’inflazione;
  • Accesso alla pensione a 62 anni o con 41 anni di contributi versati, con il riconoscimento dei periodi di disoccupazione involontaria, maternità e lavoro di cura non retribuito.
  • Pensioni 2023: le proposte del Centrodestra Il programma della coalizione di Centrodestra ha come punti comuni l’innalzamento dell’importo della pensione e la flessibilità in uscita. Nello specifico, Forza Italia prevede l’innalzamento delle pensioni minime, sociali e di invalidità a 1000 euro.

    Anche Fratelli d’Italia parla di innalzamento dell’importo delle pensioni minime e sociali, nonché di un adeguamento della pensione di invalidità strutturale e progressivo. Il partito di Giorgia Meloni propone inoltre lo stop all’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, il rinnovo di Opzione Donna e il ricalcolo delle “pensioni d’oro”.

    La Lega entra più nello specifico sui programmi per le donne: si parla di abbassare la soglia di accesso alla pensione di un anno per ogni figlio avuto, e di pensione di vecchiaia a 63 anni con almeno 20 anni di contributi. Tra gli altri punti:
  • introduzione di Quota 41 (pensione anticipata con 41 anni di contributi versati)
  • proroga di Ape Sociale;
  • rivalutazione delle pensioni sulla base dell’indice Istat registrato al 31 dicembre dell’anno precedente;
  • estensione del riscatto agevolato della laurea;
  • pensione di garanzia per i giovani.
  • Pensioni 2023: le proposte del Movimento 5 Stelle Il programma del Movimento 5 Stelle dedica alle pensioni un ricco capitolo, contenente misure comuni alle due coalizioni di destra e sinistra. Di seguito una sintesi dei punti del Movimento sulle pensioni:
  • Pensione a 62 anni (o 41 anni di contributi) per chi fa lavori usuranti e gravosi, e allargamento delle categorie di lavori definiti usuranti;
  • anticipo della pensione alle madri di un anno per ogni figlio fino a un massimo di 3 anni;
  • Proroga Opzione Donna;
  • Pensione di garanzia per i giovani e introduzione di meccanismi di contribuzione delle soluzioni di continuità nelle carriere instabili e per i lavori discontinui;
  • Aumento delle pensioni riducendo le imposte sulle pensioni basse;
  • Riscatto gratuito della laurea.
  • Pensioni 2023: le proposte di Azione-Italia Viva Il programma della coalizione Renzi-Calenda prevede di rivedere la soglia di reddito di 5.000 euro superata la quale, a partire da gennaio, i collaboratori e le associazioni sportive dovranno pagare i contributi pensionistici. Durante un intervento al Forum Ansa, il leader Calenda ha proposto una ridistribuzione della spesa pensionistica prevedendo uscite anticipate per i lavori usuranti. Pensioni 2023: le proposte di Italexit Il programma di Italexit infine prevede un aumento delle pensioni tramite la riduzione della pressione fiscale e l’abolizione della Riforma Fornero.

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