Pensione di invalidità: nuovi aumenti in arrivo dal DEF 2022

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Con l’approvazione del DEF 2022 arriverà anche un disegno di legge che prevede l’adeguamento della pensione di invalidità. A comunicarlo la ministra per le disabilità, Erika Stefani.

Abbiamo fortemente voluto tale misura che è intenzionata anche a recepire la sentenza n. 152 della Corte Costituzionale del 23 giugno 2020, la quale ha precisato che un assegno mensile di circa 286 euro [nel 2021, N.d.R.] è inadeguato”. Queste le parole della ministra nel comunicato stampa del 7 aprile scorso.

Il mondo delle disabilità attende da tempo tale intervento, che viene incontro alle necessità di tante persone alle quali dovevamo le giuste attenzioni nei provvedimenti urgenti legati alla decisione di Bilancio”, ha concluso la ministra.

Dopo l’adeguamento introdotto a inizio dell’anno a seguito della variazione dell’indice dei prezzi al consumo e comunicato dall’Inps con la Circolare n. 197 del 23 dicembre 2021, è in arrivo quindi un nuovo aumento, che potrebbe fare la differenza per i percettori dell’assegno.

Vediamo quindi cosa prevede la sentenza della Corte Costituzionale e quali potrebbero essere le novità in arrivo.

Pensione invalidità 2022: nuovi importi, requisiti, integrazioni

Pensione di invalidità: la sentenza della Corte Costituzionale

L’articolo 38 della Legge di Bilancio 2020 (legge 28 dicembre 2001 n. 448) aveva previsto un incremento dei trattamenti pensionistici “a favore dei soggetti di età pari o superiore a settanta anni e fino a garantire un reddito proprio pari a 516,46 euro al mese per tredici mensilità“.

Stiamo parlando del cosiddetto “incremento al milione“, poiché l’importo di 516,46 euro corrispondeva a un milione di lire. Il comma 4 del sopraccitato articolo 38 prevede che l’incremento in questione venga concesso anche “ai soggetti di età pari o superiore a sessanta anni, che risultino invalidi civili totali o sordomuti o ciechi civili assoluti
titolari di pensione o che siano titolari di pensione di inabilità di cui all’articolo 2 della legge 12 giugno 1984, n. 222.

La Corte Costituzionale, con la Sentenza numero 152 del 23 giugno 2020 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 38, comma 4, della legge n. 448 del 2001, nella parte in cui, con riferimento agli invalidi civili totali, dispone che i benefici incrementativi di cui al comma 1 sono concessi «ai soggetti di età pari o superiore a sessanta anni» anziché «ai soggetti di età superiore a diciotto anni». Questo poiché il “requisito anagrafico di sessanta anni è effettivamente irragionevole, in quanto il soggetto totalmente invalido di età inferiore si trova in una situazione di inabilità lavorativa che non è certo meritevole di minor tutela rispetto a quella in cui si troverebbe al compimento del sessantesimo anno di età.”

Pensione di invalidità: le conseguenze della sentenza

La sentenza della Corte Costituzionale è stata recepita dall’Inps, che ha riconosciuto il cosiddetto “incremento al milionedal compimento del diciottesimo anno di età nei confronti dei soggetti invalidi civili totali, sordi o ciechi civili assoluti titolari di pensione o che siano titolari di pensione di inabilità di cui all’articolo 2 della legge 12 giugno 1984, n. 222.

Con la Circolare numero 107 del 23 settembre 2020, L’Istituto ha fornito ulteriori dettagli sull’incremento al milione, specificando che questo viene riconosciuto dietro apposita domanda, e solo se si soddisfano determinati requisiti di reddito. I limiti in questione sono di:

  • 8.583,51 per un pensionato solo
  • 14.662,96 euro per un pensionato coniugato.

Per il 2022, l’importo della maggiorazione mensile è quantificato in euro 368,58, mentre l’importo della pensione di invalidità dopo la rivalutazione fatta a inizio anno è di 291,69 euro. Il totale della pensione di invalidità per chi accede all’incremento al milione è di 660,27 euro mensili per il 2022, per 13 mensilità.

Pensione di invalidità: cosa cambia con il DEF 2022

Il Documento di Economia e Finanza (o DEF) viene redatto ogni anno e contiene tutte le politiche economiche e finanziarie decise dal Governo. Trattandosi di un documento programmatico, per l’attuazione delle politiche al suo interno c’è bisogno di diversi provvedimenti.

Come affermato dalla ministra Stefani, uno di questi provvedimenti prevede l’adeguamento della pensione di invalidità. La ministra ha fatto riferimento alla Sentenza numero 152 del 2020 della Corte Costituzionale, che definiva il trattamento pensionistico base, senza l’incremento al milione, inadeguato “rispetto all’esigenza di garantire i mezzi necessari per vivere alle persone totalmente inabili al lavoro“.

Non è ancora chiaro quale saranno le modalità e i criteri per l’adeguamento della pensione di invalidità. Nel Comunicato stampa la ministra ha fatto riferimento esclusivamente all’importo base, che quindi sarà aumentato a prescindere dall’incremento al milione. L’obiettivo del governo, stando alle parole della ministra, è quello di “venire incontro alle necessità di tante persone“.

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Alessandro Sodano