Inaugurazione anno giudiziario 2014: i discorsi di Santacroce e Cancellieri

Redazione 24/01/14
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Si è aperto ufficialmente questa mattina l’anno giudiziario 2014, con le relazioni dei vertici del sistema di giustizia italiano, dal primo presidente della Cassazione al ministro della Giustizia.

Proprio Giorgio Santacroce ha presentato la relazione della Suprema Corte riguardo l’anno appena trascorso, con le importanti novità che si è portato appresso, soprattutto in tema di carceri e alternative alla detenzione.

“In attesa di riforma di sistema, non c’è altra via che l’indulto per ridurre subito il numero dei detenuti”. Questa, in sintesi, la posizione del primo presidente di Cassazione sul tema del sovraffollamento.

In aggiunta, Santacroce è intervenuto sul tema dello scontro infinito tra toghe e politica, esprimendosi in questi termini: “Lo stato di tensione tra magistratura e politica non accenna a spegnersi, e il suo persistere rappresenta una vera e propria spina nel cuore per noi magistrati”

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Di tono simile anche l’intervento del ministro della Giustizia Cancellieri, che si è soffermata sulle cifre della giustizia italiana, ricordando che  “Le presenze in carcere alla data del 21 gennaio, sono 61.619, a fronte delle quasi 70.000 raggiunte nel 2010, mentre i detenuti in custodia cautelare sono circa 7.000 in meno rispetto a tre anni fa. I detenuti in custodia cautelare sono circa 7.000 in meno rispetto a tre anni fa.”

Tema irrinunciabile, l’arretrato che zavorra i tempi di giudizio“E’ sotto gli occhi di tutti l’eccessivo carico di lavoro che affligge gli uffici giudiziari e sono noti i dati statistici e l’imponente massa di processi nel civile e nel penale. Alcuni segnali di inversione – ha però notato il Guardasigilli –  di tendenza cominciano però a manifestarsi grazie al lavoro intrapreso dai governi precedenti e proseguito dall’attuale”.

Ancora una volta, poi, la Cancellieri ha difeso la riforma della geografia giudiziaria, con la soppressione delle sedi distaccate e di centinaia di uffici di Giudici di Pace. Tema su cui, tra l’altro, proprio di recente la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la richiesta di referendum abrogativo“La distribuzione territoriale degli uffici giudiziari era ormai fonte di diseconomie organizzative e costi elevati. Averla modificata radicalmente, ridisegnandola secondo le mutate esigenze, garantirà significativi risparmi di spesa, maggiore produttività e, auspicabilmente, un recupero di credibilità capace di incidere fattivamente sulle relazioni economiche ed anche di attrarre nel nostro Paese investitori internazionali. La positiva valutazione della Corte Costituzionale ha confermato la coerenza complessiva dell’intervento”.

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