Il decreto svuota carceri è legge. Il testo finale approvato in Senato

Redazione 08/08/13
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Il decreto svuota carceri è legge dello Stato. Questa mattina il Senato ha approvato in via definitiva il decreto decreto-legge 1° luglio 2013, n. 78, recante disposizioni urgenti in materia di esecuzione della pena. 

La votazione al provvedimento si è conclusa con 195 voti a favore e 57 contrari. Dunque, malgrado le contestazioni – attuate principalmente dagli esponenti della Lega Nord – il provvedimento è stato accolto con largo favore dai banchi di palazzo Madama.

Il testo prevede un allargamento delle misure alternative alla detenzione, in primo luogo nella direzione di lavori di pubblica utilità come pena sostitutiva al carcere in senso stretto soprattutto verso chi si è macchiato di reati inerenti alcool o sostanze stupefacenti.

Le previsioni del decreto oggi convertito in legge sono quelle di liberare 10mila posti letto entro il 2016. Ma non si tratterà soltanto di un “condono mascherato” come è stato accusato da più parti.

Una sezione molto corposa del decreto, infatti, riguarda anche le nuove misure per la realizzazione di nuove strutture adibite alla reclusione dei detenuti. Molti di questi passaggi verteranno sul Commissario straordinario del governo in tema, il quale non dovrebbe percepire alcuna indennità di carica, ma avrà funzioni di coordinamento e di supervisione sulla sostenibilità e l’avanzamento dei progetti sul piano carceri.

A lui, infatti, spetta programmare gli interventi di edilizia penitenziaria, oltre al miglioramento delle strutture ancora esistenti. Parimenti, potrà darà il suo assenso alla costituzione di fondi immobiliari per ampliare gli spazi letto dei penitenziari italiani.

Sul fronte del lavoro dei detenuti, vengono introdotti benefit per quelle aziende che decideranno di assumere un ex detenuto, fino a un massimo di 700 euro mensili di sgravio.

Infine, cambiano i termini entro cui usufruire dei permessi premio, così come della condizione di semilibertà, che verrà concessa in un’unica occasione ai recidivi. Disciplina identica, del resto, che viene prevista per la pratica degli arresti domiciliari.

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