Cambia la geografia giudiziaria in Italia

Redazione 12/06/12
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Si avvia verso un forte processo di cambiamento la geografia giudiziaria in Italia (di fatto, ancor oggi non molto diversa da quella disegnata all’indomani dell’Unità nel 1861). Il progetto di razionalizzazione è delineato nel “Rapporto Birritteri”, dal nome del capo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, Luigi Birritteri, e dovrà ora passare al vaglio “politico” del Ministro della giustizia, Paola Severino, che lo ha già ricevuto da alcuni giorni.

Al momento, sono 33 i “tribunalini” e 37 le “procurine” che, stando al Rapporto, verranno tagliati. Rispetto ai 57 tribunali in meno preventivati originariamente dagli esperti del Ministero della giustizia ed ai 37 cui si era scesi in un secondo momento, si tratta di un arretramento, ma nel complesso la riforma rimane comunque epocale. Senza contare che, accanto a tribunali e procure, si aggiunge la cancellazione di tutte le 220 sezioni distaccate.

Il contenuto del Rapporto può certamente subire qualche ulteriore piccolo correttivo, ma dati i tempi di Spending Review cui ogni Ministero deve dare il proprio contributo, è difficile immaginare una retromarcia significativa. La proposta si avvia ad essere trasformata in decreto legislativo perché possa avere piena attuazione la legge delega di riforma della geografia giudiziaria, che ha comunque già visto il taglio di ben 674 uffici di giudice di pace su tutto il territorio nazionale.

Il Piemonte risulta essere la Regione italiana più colpita, dato che, delle attuali 8 sedi, 6 sono destinate a sparire: Tortona, Casale Monferrato, Acqui Terme, Alba, Saluzzo e Mondovì, mentre Pinerolo ed Ivrea si ingrandiscono per alleggerire il carico di lavoro attualmente gravante su Torino, che tuttavia ne assorbe le rispettive procure.

Obiettivo della riforma è ridurre la dispersione territoriale delle sedi tramite accorpamenti e limitare fenomeni di sperequazione delle già scarse risorse disponibili dovute sia al nanismo che al gigantismo (con lo sdoppiamento dei due tribunali metropolitani di Roma e Napoli) giudiziario. Conseguentemente, si dovrebbe avere anche una riduzione dei tempi biblici dei processi.

È prevedibile che il processo di razionalizzazione incontri forti resistenze politiche e corporative, che abitualmente accompagnano ogni tentativo di riforma strutturale nel nostro Paese e che a questo punto dovranno essere vinte in sede di iter legislativo parlamentare.

Redazione

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