Busta paga novembre 2022: come leggerla tra festività, bonus e sgravi

Paolo Ballanti 08/11/22
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Come leggere la busta paga novembre 2022? Passata l’emergenza COVID-19 il legislatore ha dovuto affrontare gli effetti dell’inflazione e dell’aumento del costo della vita sulle buste paga dei lavoratori. Due, in particolare, sono state le misure messe in campo:
  • Un’indennità una tantum di 150 euro, sulla falsariga del precedente bonus di 200 euro;
  • L’aumento dello sgravio sui contributi Inps a carico del lavoratore passato dallo 0,8 al 2%.
  • Mentre lo sgravio Inps è già comparso nelle buste paga di ottobre, l’indennità di 150 euro debutterà con gli stipendi del prossimo mese di novembre, a beneficio di quanti rispettano determinati requisiti.  A tutto questo si aggiungeranno, sempre a novembre, i compensi per le festività del 1° e del 4 novembre.

    Alla luce di tutti questi elementi, analizziamo in dettaglio come leggere la busta paga novembre 2022.
    Indice
    Busta paga novembre 2022: festività del 1° novembre La busta paga di novembre riporterà una voce di retribuzione per la festività del 1° novembre 2022 (martedì).
    In tal caso, gli effetti cambiano a seconda che il dipendente sia a:
  • Retribuzione fissa mensile, in cui lo stipendio lordo non varia di mese in mese, eccezion fatta per le voci a titolo di straordinario o lavoro supplementare (in competenza) o di assenze non retribuite (in trattenuta);
  • Paga oraria, dove lo stipendio lordo è calcolato moltiplicando la retribuzione oraria per le ore di lavoro e le altre ore di assenze retribuite.
  • Pertanto, in caso di retribuzione fissa mensile il compenso lordo comprende già le festività, di conseguenza, il 1° novembre è ininfluente ai fini del calcolo del netto. La voce in questione avrà solo valenza figurativa. I dipendenti con paga oraria, al contrario, percepiranno un compenso ottenuto moltiplicando la retribuzione oraria per il numero di ore che, da contratto o variazioni successive, avrebbero dovuto lavorare il 1° novembre.

    Di seguito una tabella riepilogativa.
    Tipo di pagaFestività goduta del 1° novembreCome si calcolaEffetti sul netto in busta
    Retribuzione fissa mensileViene calcolata ma è una voce figurativa, che non influenza il netto in bustaRetribuzione oraria * ore teoriche che il dipendente avrebbe dovuto lavorare il 1° novembreIninfluente
    Paga orariaViene calcolata ed influenza il netto in bustaRetribuzione oraria * ore teoriche che il dipendente avrebbe dovuto lavorare il 1° novembre (a meno che il Ccnl applicato non disponga diversamente)Competenza
    Busta paga novembre 2022: festività del 4 novembre La festività del 4 novembre (Festa dell’Unità nazionale e delle forze armate) fa parte delle ricorrenze soppresse per legge, la cui celebrazione è stata spostata alla prima domenica dello stesso mese. Di conseguenza, i contratti collettivi riconoscono, di norma, il medesimo trattamento economico delle festività coincidenti con la domenica.

    In questo caso, ecco descritti in tabella gli effetti in busta paga.
    Tipo di pagaFestività non goduta del 4 novembreCome si calcola
    Retribuzione fissa mensileSpetta una quota aggiuntiva di retribuzione giornaliera(Retribuzione lorda / 26) * 1 = festività non goduta 4/11
    Paga orariaSpetta una retribuzione pari ad 1/6 dell’orario settimanale(Orario settimanale / 6) * retribuzione oraria = festività non goduta 4/11
    Busta paga novembre 2022: riduzione contributi Inps 2% Al pari di quanto avviene per la tassazione Irpef (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) il lavoratore subisce una trattenuta in busta paga anche a titolo di contributi previdenziali ed assistenziali.

    La trattenuta in questione avviene con l’obiettivo di finanziare:
  • L’assicurazione Inps per gli eventi invalidità, vecchiaia e superstiti (assicurazione IVS);
  • In aggiunta, per determinate realtà produttive, la trattenuta finanzia anche gli interventi degli ammortizzatori sociali (ad esempio CIG ordinaria o straordinaria).
  • La quota di contributi dovuti dal dipendente all’Inps (il resto è a carico del datore di lavoro) è trattenuta dall’azienda in busta paga, la quale si occupa poi di versare l’importo all’Istituto con modello F24. Nel corso del 2022, il legislatore, nell’intento di ridurre il peso di contributi e tasse sulle buste paga dei lavoratori, ha previsto con Legge 30 dicembre 2021 numero 234 (Manovra 2022), per i periodi di paga dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno corrente, un “esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore di 0,8 punti percentuali” (articolo 1, comma 121).

    La misura in questione è riservata a coloro che totalizzano una retribuzione imponibile ai fini previdenziali (per intenderci, la somma su cui si calcolano i contributi Inps) “parametrata su base mensile per tredici mensilità” non superiore ad euro 2.692,00 “maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima”.

    La disciplina così prevista è stata, da ultimo, modificata ad opera del Decreto – legge 9 agosto 2022 numero 115 (cosiddetto Decreto “Aiuti-bis”) con cui si è riconosciuto per i “periodi di paga dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2022, compresa la tredicesima o i relativi ratei erogati nei predetti periodi di pagaun incremento dell’esonero di 1,2 punti percentuali.

    Di conseguenza, nella busta paga di novembre, i lavoratori con retribuzione imponibile ai fini previdenziali, pari o inferiore a 2.692,00 euro, avranno diritto ad una riduzione dei contributi IVS complessivamente pari al 2% (0,8% da Manovra 2022 + 1,2% come da Decreto Aiuti bis).
    Con esclusivo riferimento a quanti riceveranno a novembre anche il rateo di tredicesima, a fronte dell’interruzione del rapporto di lavoro, la riduzione dei contributi “potrà operare distintamente, sia sulla retribuzione lorda (imponibile ai fini previdenziali, al netto dei ratei di mensilità aggiuntiva corrisposti nel mese), laddove sia inferiore o uguale al limite di 2.692 euro” (Messaggio Inps 26 settembre 2022 numero 3499)sia sui ratei di tredicesima, a patto che l’importo di tali ratei non superi nel mese di erogazione il massimale di 224,00 euro(pari all’importo di 2.692 euro / 12), moltiplicato per il numero di mensilità maturate alla data della cessazione.

    Ipotizziamo, ad esempio, che il dipendente dimessosi il 30 novembre 2022 abbia maturato tutte e undici le mensilità di tredicesima. Pertanto, applicando le modalità di calcolo chiarite dall’Inps, la riduzione del 2% opererà a condizione che l’importo non superi 224,00 * 11 = 2.464,00 euro.
    Busta paga novembre 2022: Bonus 150 euro Il Decreto-legge 23 settembre 2022 numero 144 (cosiddetto Aiuti ter) ha previsto, articolo 18 comma 1, un’indennità una tantum di 150 euro in favore dei lavoratori dipendenti, con esclusione di quelli con rapporto di lavoro domestico, che non siano titolari dei trattamenti di cui all’articolo 19, aventi una retribuzione imponibile ai fini previdenziali non superiore all’importo di 1.538,00 euro.

    Previa dichiarazione del dipendente di non essere titolare delle prestazioni di cui al successivo articolo 19, commi 1 e 16, il datore di lavoro è tenuto a riconoscere il bonus nella busta paga di novembre 2022.
    Trattasi di una somma netta, non soggetta alle trattenute per contributi Inps e tassazione Irpef, spettante in misura piena anche ai dipendenti part-time.

    La somma anticipata in busta paga dall’azienda, ai lavoratori in forza nel mese di novembre 2022, sarà poi recuperata dalla stessa in sede di versamento dei contributi all’Inps con modello F24.
    Nel cedolino paga sarà comunque data evidenza, attraverso una voce ad hoc, dell’erogazione dell’indennità una tantum di 150 euro che, pertanto, si sommerà al netto.