Bonus Mobili, come si applica e come richiederlo

Redazione 26/01/18
Scarica PDF Stampa
La Legge di Bilancio 2018 ha prorogato anche per tutto il 2018 il Bonus Mobili per gli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile ristrutturato. Nei giorni scorsi l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato la Guida “Bonus mobili ed elettrodomestici” e ha pubblicato, inoltre, un’infografica.

Ricapitoliamo come si applica il bonus, come richiederlo e come effettuare i pagamenti.

Quali acquisti rientrano nel Bonus Mobili

Il Bonus Mobili si applica agli acquisti che si effettueranno nel 2018 da chi ha realizzato un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato a partire dal 1° gennaio 2017.

Il bonus consiste in una detrazione Irpef del 50%, da calcolare su un tetto massimo di spesa di 10mila euro per unità immobiliare e da ripartire in dieci quote annuali di pari importo. La Legge di Bilancio 2018 non ha introdotto novità sui beni agevolabili, gli interventi, le modalità di pagamento e la documentazione. Tra le spese detraibili possono essere incluse anche quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

Beni agevolati

I mobili e gli elettrodomestici agevolabili devono essere nuovi e destinati ad arredare l’immobile che si ristruttura e possono essere: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, ma anche i materassi e apparecchi di illuminazione. Non rientrano porte, pavimentazioni, tende e tendaggi, altri complementi di arredo.

I grandi elettrodomestici agevolabili sono quelli con etichetta energetica di classe A+ o superiore (per i forni A o superiore).

Leggi anche Ecobonus, Bonus Ristrutturazioni, Bonus Mobili: tutte le novità della Legge di Bilancio

Lavori da fare per ottenere il Bonus Mobili

Gli interventi edilizi che permettono di ottenere l’agevolazione sono:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione
    edilizia su singoli appartamenti. I lavori di manutenzione ordinaria su singoli
    appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti,
    sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni) non danno diritto al bonus
  • ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato
    dichiarato lo stato di emergenza,
  • restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi
    fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da
    cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano
    l’immobile,
  • manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento
    conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.

I lavori devono iniziare prima dell’acquisto dei mobili, ma le spese per i lavoro possono essere sostenuti anche dopo.

Metodi di pagamento per il Bonus mobili

I metodi di pagamento ammessi per ottenere il Bonus Mobili sono: bonifico bancario o postale, carta di credito o carta di debito. Non è obbligatorio l’uso del bonifico soggetto a ritenuta appositamente predisposto per le spese di ristrutturazione edilizia.

Documentazione per il Bonus Mobili

È importante conservare  le fatture, le ricevute di pagamento o lo scontrino che riporta il codice fiscale dell’acquirente, ma anche i documenti dai quali si evince la classe energetica dell’elettrodomestico acquistato, i documenti sull’avvio dei lavori di recupero del patrimonio edilizio, sulle abilitazioni amministrative.

Per approfondire consigliamo la lettura di

Redazione
Tag