Bonus 200 euro: come chiedere il riesame per domanda respinta

Redazione 05/12/22
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Chi ha fatto domanda per il bonus 200 euro entro il 30 novembre e 31 ottobre e si è visto respingere la domanda può ora chiedere il riesame dell’istanza. A dare le istruzioni su come poterlo fare è stata l’Inps. Si tratta dell’indennità una tantum 200 euro introdotta con il Decreto Aiuti. Alcuni cittadini l’hanno ricevuta in automatico dall’Inps, altri lavoratori dipendenti l’hanno percepita dal datore di lavoro previa autodichiarazione dei requisiti, altri ancora hanno dovuto inoltrare richiesta all’Inps. Hanno dovuto farlo ad esempio i lavoratori occasionali, gli incaricati di vendite a domicilio, i co.co.co. Il termine per presentare istanza era stato fissato al 30 novembre. Ora, la prima fase di gestione delle domande è terminata. Alcune istanze dei cittadini lavoratori sono state respinte, perché prive, secondo l’Inps, dei requisiti necessari. Con il messaggio 30 novembre 2022, n. 4314 però l’Istituto ha dato modo a chi si sia visto rifiutare il bonus 200 euro di chiedere il riesame della domanda. Ha quindi fornito le istruzioni per la presentazione delle istanze di eventuali riesami, da parte dei richiedenti, le cui domande sono state respinte. Ecco come capire se e perché la propria domanda è stata respinta, come chiedere il riesame della domanda di bonus 200 euro ed entro quando farlo.
Indice
Bonus 200 euro: destinatari previa domanda L’articolo 32 del Decreto Aiuti ha previsto l’erogazione – previa presentazione della domanda all’INPS da parte dell’interessato – dell’indennità una tantum di importo pari a 200 euro a favore delle seguenti categorie di lavoratori:
  • lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di cui all’articolo 409 del c.p.c., dottorandi e assegnisti di ricerca;
  • lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti, di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81;
  • lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo;
  • lavoratori autonomi occasionali privi di partita IVA;
  • lavoratori incaricati alle vendite a domicilio di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.
  • Queste categorie hanno dovuto quindi procedere ad effettuare una procedura di domanda telematica, da inviare all’istituto entro il 30 novembre (in alcuni casi entro il 31 ottobre). A scadenza conclusa, l’Inps ha provveduto a esaminare tutte le istanze pervenute, sulla base del possesso requisiti e delle regole di incumulabilità e incompatibilità del sussidio. In seguito a questi controlli ha dovuto rifiutare alcune domande. Ecco perché alcuni lavoratori non si sono visti accreditare i soldi sul conto. E’ possibile comunque verificare se la propria domanda sia stata respinta e il perché. Bonus 200 euro: come capire se la domanda è stata respinta La procedura utilizzata per verificare le domande si è svolta con automatici sui requisiti, sulle incompatibilità e incumulabilità normativamente previste. L’esito della domanda e le relative motivazioni sono consultabili sul sito dell’INPS, tramite il servizio denominato “Indennità una tantum 200 euro”, alla voce “Esiti”, sia da parte del Patronato sia da parte del cittadino accedendo con le proprie credenziali. Bonus 200 euro: come chiedere il riesame della domanda C’è però ancora una possibilità per ricevere il bonus 200 euro per chiunque si sia visto respingere la domanda. Si può chiedere all’Inps il riesame della stessa, accedendo alla stessa sezione del sito INPS in cui è stata presentata la domanda “Indennità una tantum 200 euro”.

    Per le domande nello stato “Respinta” è disponibile la lista dei motivi di reiezione e il tasto “Chiedi riesame”, che consente di inserire la motivazione della richiesta e, attraverso la funzione “Allega documentazione”, i documenti previsti per il riesame.
    Bonus 200 euro: entro quando chiedere il riesame Chi vuole inviare all’Inps istanza di riesame per l’indennità 200 euro respinta ha tempo 90 giorni:
  • dal 30 novembre (data di pubblicazione del messaggio Inps). Scadenza domanda riesame il 28 febbraio 2023;
  • oppure dalla data in cui il cittadino viene a conoscenza del respingimento.
  • Bonus 200 euro rifiutato: i motivi Ci sono diverse motivazioni che possono avere portato l’Inps a respingere le istanze di indennità 200 euro una tantum, presentate dai cittadini. Lo stesso istituto le elenca nell’Allegato 1 al messaggio del 30 novembre. Ognuna è valida in base ai requisiti che ogni categoria di richiedente doveva possedere. Qui di seguito ne vediamo alcuni:
  • il richiedente non risulta iscritto alla Gestione separata, e/o non risulta essere titolare di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa o di dottorando o assegnista di ricerca e/o il reddito derivante dai suddetti rapporti, per l’anno di imposta 2021, risulta superiore a 35.000 euro,
  • il richiedente risulta titolare di un trattamento pensionistico incompatibile alla data prevista dalla normativa di riferimento,
  • il richiedente risulta iscritto ad altre forme previdenziali obbligatorie (come lavoratore autonomo) alla data prevista dalla normativa di riferimento,
  • il richiedente non risulta aver svolto l’attività lavorativa per almeno 50 giornate nel 2021, anche riferite a più contratti, come lavoratore stagionale, e/o tempo determinato e/o intermittente,
  • il richiedente risulta aver avuto nell’anno 2021 un reddito derivante dai rapporti di lavoro stagionali e/o tempo determinato e/o intermittenti superiore a 35.000 euro,
  • il richiedente risulta aver già percepito l’Indennità prevista dal DL Aiuti.
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