Bonus 200 euro autonomi, firmato il decreto: domande dal 20 settembre

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Dopo la firma del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, e la registrazione alla Corte dei Conti, il Decreto attuativo che contenente le regole per accedere al Bonus 200 euro per i lavoratori autonomi sta per essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

A darne notizia l’Adepp, l’Associazione degli Enti previdenziali privati, che in seguito a un approfondimento sullo stanziamento operato dal Governo ha rassicurato sul fatto che i fondi stanziati sono sufficienti a garantire l’erogazione del bonus a tutti i soggetti in possesso dei requisiti. La misura, prevista dal primo decreto Aiuti, ha visto con il Decreto Aiuti bis l’incremento della dotazione finanziaria a 600 milioni di euro.

Le domande dovrebbero partire dal 20 settembre, e sarà possibile presentarle fino al 30 novembre 2022.

Potranno accedere al bonus i lavoratori autonomi e i professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’INPS, nonché i professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza di cui al D.Lgs. 30 giugno 1994, n. 509 e al D.Lgs. 10 febbraio 1996, n. 103 che, nel periodo d’imposta 2021 abbiano percepito un reddito complessivo non superiore a 35.000 euro.

Vediamo nei prossimi paragrafi come funziona e tutti i beneficiari.

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Bonus 200 euro autonomi nel Decreto Aiuti

All’articolo 33 del Decreto-legge 50/2022 convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2022, n. 91, vengono gettate le basi per il bonus 200 euro professionisti. Il comma 1 dell’articolo recita:

È istituito, nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il Fondo per l’indennità una tantum per i lavoratori autonomi e i professionisti, con una dotazione finanziaria di 500 milioni di euro per l’anno 2022, che costituisce il relativo limite di spesa, destinata a finanziare il riconoscimento, in via eccezionale, di un’indennità una tantum per l’anno 2022 ai lavoratori autonomi e ai professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e ai professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, che non abbiano fruito dell’indennità di cui agli articoli 31 e 32, e che abbiano percepito nel periodo d’imposta 2021 un reddito complessivo non superiore all’importo stabilito con il decreto di cui al comma 2.

Bonus 200 euro autonomi: requisiti

Stando a quanto stabilito dal Decreto Aiuti e dal decreto attuativo, ecco i requisiti per accedere al bonus 200 euro autonomi:

  • essere iscritti alle gestioni previdenziali Inps o agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103;
  • non aver già ricevuto l’indennità come dipendente o pensionato;
  • avere partita IVA e attività lavorativa avviata;
  • aver eseguito almeno un versamento, totale o parziale, per la contribuzione dovuta alla gestione di iscrizione per la quale è richiesta l’indennità, con competenza a decorrere dall’anno 2020;
  • aver percepito nel periodo d’imposta 2021 un reddito complessivo non superiore a 35mila euro.

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Bonus 200 euro autonomi: fondi

Il Fondo per l’indennità una tantum per i lavoratori autonomi e i professionisti di cui all’articolo 33 del Decreto Aiuti, come visto in precedenza, aveva originariamente una dotazione di 500 milioni di euro.

Successivamente, con il Decreto Aiuti bis, è arrivato un incremento della dotazione complessiva, che da 500 è stata portata a 600 milioni di euro.

Bonus 200 euro autonomi: come richiederlo

La domanda per il bonus 200 euro dovrà essere inviata alla propria Cassa di appartenenza, nei termini, con le modalità e secondo lo schema predisposto dai singoli Enti previdenziali.

Per quanto riguarda i professionisti pensionati titolari di trattamenti in cumulo e in totalizzazione, quindi erogati da Inps e dalla propria Cassa di riferimento, il bonus sarà erogato dall’Inps. Per i titolari di trattamenti non gestiti dall’Inps, invece, il bonus sarà erogato d’ufficio dalla propria Cassa di riferimento sulla base delle informazioni in possesso al momento dell’erogazione.

Il provvedimento precisa che l’indennità è corrisposta sulla base dei dati dichiarati dal richiedente e disponibili all’ente erogatore al momento del pagamento ed è soggetta a successiva verifica, anche attraverso le informazioni fornite in forma disaggregata per ogni singola tipologia di redditi dall’amministrazione finanziaria e ogni altra amministrazione pubblica che detenga informazioni utili. Se si ritiene di non essere in possesso dei requisiti di reddito, per evitare di dover restituire l’indennità, è possibile rinunciare all’indennità attraverso il sito della propria Cassa di appartenenza.

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Alessandro Sodano