Il calendario di pagamento delle pensioni diffuso dall’INPS con Circolare numero 153/2025 riporta lunedì 2 febbraio come data di liquidazione dei netti relativi allo stesso mese.
Sui calcoli delle spettanze si segnala la rivalutazione provvisoria delle pensioni dell’1,40% introdotta dallo scorso 1° gennaio (anche se in misura non uguale per tutti) e le rate mensili di addizionali regionali e comunali, in attesa dell’acconto addizionale comunale 2026 previsto dal cedolino di marzo.
Analizziamo le novità in dettaglio.
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Indice
Le date di pagamento
I pagamenti dei trattamenti pensionistici, degli assegni, delle pensioni e delle indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, nonché delle rendite vitalizie dell’INAIL sono effettuati, ordinariamente, il primo giorno bancabile di ciascun mese, ovvero il giorno successivo se trattasi di giornata festiva o non bancabile, con un unico mandato di pagamento.
L’unica eccezione riguarda il mese di gennaio nel quale il pagamento viene eseguito il secondo giorno bancabile.
Stando al calendario diffuso con Circolare INPS 19 dicembre 2025, numero 153 il cedolino di febbraio 2026 ha come data di pagamento lunedì 2, dal momento che il primo giorno del mese è festivo (domenica).
Per quanti optano per il pagamento della pensione in contanti, a partire dalla data indicata con circolare è possibile recarsi presso gli uffici postali per il ritiro delle somme.
Il pagamento in contanti è tuttavia ammesso per i soli importi complessivamente pari o inferiori a 1.000,00 euro.
Se l’importo spettante al beneficiario supera il limite l’interessato è tenuto a segnalare all’INPS un diverso metodo di pagamento, precisando il rapporto finanziario sul quale intende ricevere le somme.
L’Istituto ha creato un’apposita piattaforma telematica attraverso la quale è possibile cambiare le coordinate di accredito della pensione. Il servizio è disponibile per gli utenti in possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS, collegandosi a “inps.it – Pensione e Previdenza – Cambiare le coordinate di accredito della pensione”.
La rivalutazione 2026
Come reso noto da INPS con la Circolare numero 153/2025 dal 1° gennaio 2026 le pensioni beneficiano di un incremento provvisorio dell’1,4 per cento, al fine di contrastare l’inflazione registrata nel corso dell’anno precedente.
Il tasso di rivalutazione è tuttavia provvisorio, salvo conguaglio che verrà effettuato in sede di rivalutazione 2027.
A norma dell’articolo 1, comma 478 della Legge 27 dicembre 2019, numero 160, l’indice di rivalutazione delle pensioni (1,40%) non è applicato per intero a tutti i pensionati ma riconosciuto in misura pari:
- al 100% per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici fino a quattro volte il trattamento minimo;
- al 90% per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici comprese tra quattro e cinque volte il trattamento minimo;
- al 75% per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici superiori a cinque volte il trattamento minimo.
| Dal | Scaglione (trattamento minimo mensile euro 603,40) | Percentuale di rivalutazione | Aumento del | Importo dei trattamenti complessivi | |
| Da | A | ||||
| 1° gennaio 2026 | Fino a quattro volte il trattamento minimo | 100 | 1,40% | – | 2.413,60 euro |
| Oltre quattro e fino a cinque volte il trattamento minimo | 90 | 1,260% | 2.413,61 euro | 3.017,00 euro | |
| Oltre cinque volte il trattamento minimo | 75 | 1,050% | 3.017,01 euro | – | |
Conguagli fiscali
I pensionati che nelle singole mensilità del 2025 si sono visti recuperare dall’INPS un’IRPEF inferiore a quella effettivamente dovuta in ragione del reddito annuo scontano un conguaglio fiscale negativo, dal momento che devono all’Erario delle somme aggiuntive a quelle già trattenute.
Le differenze a debito, come ricorda l’Istituto nella Circolare numero 153/2025, sono recuperate “come di consueto” sulle “rate di pensione di gennaio 2026 e febbraio 2026”.
Per i pensionati con importo annuo complessivo dei trattamenti pensionistici fino a 18 mila euro e conguagli a debito di importo superiore a 100,00 euro opera “la rateazione di legge fino a novembre 2026”.
Le somme conguagliate vengono certificate ai fini fiscali nel modello CU 2026.
Le addizionali regionali e comunali
Al pari del cedolino di gennaio anche quello di febbraio riporta le trattenute fiscali a titolo di IRPEF e:
- addizionale regionale a saldo 2025, trattenuta in undici rate da gennaio 2026 a novembre 2026;
- addizionale comunale a saldo 2025, trattenuta in undici rate da gennaio 2026 a novembre 2026.
Dal prossimo cedolino di marzo partiranno invece le nove rate mensili a titolo di acconto addizionale comunale 2026, recuperate sino al mese di novembre.
Dove scaricare il cedolino di pensione?
I pensionati possono consultare il cedolino di febbraio 2026 grazie all’apposita piattaforma del sito “inps.it”.
Il servizio online, accessibile anche da dispositivi mobili, permette di:
- consultare il cedolino della pensione;
- verificare l’importo dei trattamenti liquidati dall’INPS ogni mese;
- conoscere le ragioni di eventuali variazioni di importo;
- accedere ad altri servizi di consultazione, certificazione e variazione dati.
Gli utenti in possesso delle citate credenziali SPID, CIE o CNS possono accedere al servizio collegandosi alla sezione “Pensione e Previdenza – Cedolino della pensione”.
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Foto istock: Bychykhin_Olexandr