Caregiver familiari disabili, fino a 400 euro al mese: soglie ISEE. Chi ha diritto e chi no

Paolo Ballanti 23/01/26
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Approvata dal Parlamento, la Manovra 2026, che prevede la creazione di un Fondo per il finanziamento delle iniziative legislative a sostegno del ruolo di cura e assistenza del caregiver familiare il Consiglio dei ministri dello scorso 12 gennaio (numero 155) ha adottato un disegno di legge che introduce un contributo mensile di 400 euro destinato prioritariamente a coloro che assistono persone con disabilità gravissima.

Stando al comunicato stampa diffuso sul sito “governo.it” a margine del CDM, il disegno di legge introduce un quadro giuridico organico per “riconoscere il valore sociale ed economico di chi assiste, in ambito domestico e a titolo gratuito, congiunti con disabilità o non autosufficienti”.

Il provvedimento mira, peraltro, a garantire dignità e tutele a “una figura essenziale per la coesione sociale, prevenendo il rischio di isolamento e supportando i nuclei familiari, specialmente quelli in condizioni di maggiore fragilità”.

Analizziamo le novità in dettaglio.

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Indice

Il contributo economico

Il disegno di legge licenziamento dal Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2026 prevede innanzitutto un sostegno economico mirato alle famiglie in difficoltà.

Nello specifico, stando al comunicato stampa dell’Esecutivo, viene istituito un “contributo economico nazionale erogato dall’INPS” fino a un massimo di “400 euro mensili.

Tale beneficio è destinato prioritariamente a chi presta assistenza a persone con disabilità gravissima, con un reddito inferiore a tre mila euro annui.

Stando all’infografica disponibile sul portale “disabilita.governo.it – Notizie” all’interno della news del 12 gennaio 2026 si legge che la tutela economica è:

  • riconosciuta “ai caregiver conviventi con basso reddito e carico assistenziale di almeno 91 ore settimanali”;
  • pari ai citati 400 euro mensili, erogati trimestralmente.

ISEE fino a 15 mila euro

Sempre l’infografica ministeriale indica come requisito per il contributo economico un ISEE non superiore a 15 mila euro e, al tempo stesso, un reddito non superiore a 3 mila euro annui.

Registrazioni da settembre 2026

La tutela economica, come anticipato, sarà “erogata da INPS a partire dal momento della registrazione” del caregiver.
Sempre il documento ministeriale anticipa che i caregiver “interessati ad essere riconosciuti potranno registrarsi a partire da settembre 2026 sul sito dell’INPS”.

Le altre novità del disegno di legge

Il disegno di legge prevede altresì disposizioni di raccordo tra le tutele previste a livello statale e quelle, al contrario, presenti a livello territoriale.

Viene poi definita una procedura di riconoscimento e iscrizione formale, per assicurare uniformità di trattamento e certezza del diritto.

Sul punto, si legge nel comunicato stampa, saranno “definite le modalità operative di riconoscimento, revoca o sostituzione del soggetto che presta assistenza”.
All’INPS è affidata la gestione delle “procedure di accettazione della figura individuata, assicurando un monitoraggio costante del limite di spesa”.

Il provvedimento definisce poi l’ambito nel quale può essere individuata la figura, includendo il coniuge, le parti dell’unione civile, i conviventi di fatto e i parenti entro il secondo grado (o affini entro il terzo in casi specifici) “consolidando così una rete di protezione certa e legalmente riconosciuta attorno alle persone con disabilità”.

Certificazione nel progetto di vita

La riforma interviene sul Decreto Legislativo 15 marzo 2024, numero 29 e 3 maggio 2024, numero 62 rendendo obbligatorio l’inserimento del nominativo di chi presta assistenza e del relativo carico assistenziale orario all’interno del progetto di vita e del Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) della persona assistita.

Questa formalizzazione, si legge nel comunicato stampa, è “il presupposto necessario per l’accesso a future tutele previdenziali e agevolazioni lavorative”.

Tutele graduate

Il disegno di legge riconosce il ruolo del caregiver familiare ponendo “al centro il caregiver convivente prevalente, che garantisce il maggior carico di assistenza, e introduce un sistema di tutele differenziate, graduate in base all’impegno di cura e alla convivenza” (infografica).

Le figure contemplate sono quattro:

  • caregiver con carico assistenziale tra 10 e 29 ore settimanali, convivente;
  • caregiver con carico assistenziale pari o superiore a 30 ore settimanali, non convivente;
  • caregiver con carico assistenziale tra 30 e 90 ore settimanali, convivente;
  • caregiver con carico assistenziale pari o superiore a 91 ore settimanali e assistenza a persona in condizione di non autosufficienza.

Le tutele sul luogo di lavoro

Le anticipazioni dell’infografica ministeriale testimoniano, sul piano lavorativo, la possibilità per i caregiver di:

  • modificare l’orario di lavoro per attività di cura e utilizzare il lavoro agile;
  • ricevere ferie e permessi solidali dai colleghi alle dipendenze dello stesso datore di lavoro secondo le condizioni e le modalità di fruizione stabilite dai contratti collettivi.

I caregiver nella Manovra 2026

L’articolo 1, comma 227 della Legge 30 dicembre 2025, numero 199 (Manovra 2026) istituisce, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, un Fondo per il finanziamento delle iniziative legislative a sostegno del ruolo di cura e assistenza del caregiver familiare.

Il Fondo in questione ha una dotazione di:

  • 1,15 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 207 milioni di euro annui a decorrere dall’annualità 2027.

Le risorse sono destinate “alla copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati alla definizione della figura del caregiver familiare delle persone con disabilità” e al “riconoscimento del valore sociale ed economico della relativa attività di cura non professionale” (comma 227).

Stando all’infografica ministeriale le risorse per il 2026, pari a 1,15 milioni di euro “sono indispensabili per costruire la piattaforma INPS e partire, nel 2027, con l’erogazione del contributo destinato ai caregiver”.

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Paolo Ballanti

Dopo la laurea in Consulente del Lavoro, conseguita all’Università di Bologna nel 2012, dal 2014 si occupa di consulenza giuslavoristica ed elaborazione buste paga presso un’associazione di categoria in Ravenna. Negli anni successivi alla laurea ha frequentato tre master: El…Continua a leggere

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