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Bonus 200 euro e sussidi di invalidità, accompagnamento escluso: come funziona

Paolo Ballanti
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Il bonus 200 euro introdotto dal Decreto “Aiuti” ha l’ambizione di essere una misura diretta ad una vasta platea di beneficiari, tra i quali figurano anche pensionati e titolari di trattamenti assistenziali, compresi quanti beneficiano di assegno ordinario di invalidità, pensione di inabilità, assegno sociale o misure di accompagnamento alla pensione (come APE sociale e volontario).

Esistono tuttavia alcune categorie escluse dal bonus, come quanti beneficiano del solo Assegno Unico Universale, introdotto lo scorso 1° marzo, oltre ai percettori di altre prestazioni INPS di “vecchia conoscenza”. E’ il caso delle indennità di accompagnamento e frequenza.

Analizziamo in dettaglio quali sono i sussidi di invalidità per cui spetta il bonus 200 euro e quelli, al contrario, che ne sono esclusi.

Bonus 200 euro: beneficiari e come e quando viene erogato, categoria per categoria

Bonus 200 euro e sussidi di invalidità: la norma

L’articolo 32 del Decreto “Aiuti” (D.L. 17 maggio 2022 numero 50) si apre al comma 1 con il riconoscimento dell’indennità una tantum di 200 euro a beneficio dei soggetti “residenti in Italia, titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione, con decorrenza entro il 30 giugno 2022”.

L’INPS provvede a corrispondere d’ufficio il bonus (senza necessità di inoltrare alcuna domanda) con la mensilità di luglio 2022, a beneficio di quanti hanno totalizzato nel 2021 un reddito personale assoggettabile ad IRPEF, al netto dei contributi previdenziali ed assistenziali, non superiore a 35 mila euro.


Dall’analisi della norma emerge che le macrocategorie di soggetti beneficiari del bonus 200 euro, contemplati all’articolo 32 comma 1, sono:

  • Titolari di pensione;
  • Titolari di assegno ordinario di invalidità;
  • Titolari di trattamenti di accompagnamento a pensione;
  • Titolari di trattamenti di natura assistenziale.

Bonus 200 euro: Assegno ordinario di invalidità

Come precisato dall’INPS con la Circolare del 24 giugno 2022 numero 73 i titolari di assegno ordinario di invalidità in scadenza al 30 giugno 2022 sono compresi tra i beneficiari dell’indennità, a patto che la prestazione sia confermata senza soluzione di continuità.

Al tempo stesso coloro i quali, alla data del 30 giugno 2022, hanno in corso il periodo per esercitare l’opzione per la NASpI o la DIS-COLL, rientrano tra i destinatari del bonus. A condizione, naturalmente, di scegliere di fruire del trattamento pensionistico. In queste ipotesi il pagamento avverrà in un momento successivo rispetto ai termini ordinari (mensilità di luglio 2022).

Sono invece esclusi dall’indennità una tantum quanti hanno l’assegno di invalidità sospeso, perché destinatari delle indennità di disoccupazione nel mese di giugno 2022. Gli stessi potranno ricevere il bonus (sempre d’ufficio, dall’INPS) rientrando nella platea di cui al comma 9 del medesimo articolo 32 (percettori dei sussidi NASpI o DIS-COLL nel mese di giugno).

Bonus 200 euro e sussidi di invalidità: trattamenti di natura assistenziale

Come già anticipato, tra i potenziali destinatari del bonus 200 euro figurano i destinatari di trattamenti di natura assistenziale, che risultino titolari, alla data del 1° luglio 2022, di:

  • Pensione di inabilità, ai sensi dell’articolo della Legge 30 marzo 1971 numero 118 di conversione del D.L. 30 gennaio 1971 numero 5;
  • Assegno mensile di cui all’articolo 13 della Legge numero 118/1971;
  • Pensione, non reversibile, per ciechi assoluti o parziali, di cui alla Legge 10 febbraio 1962 numero 66;
  • Pensione non reversibile, per sordi, di cui all’articolo 1 della Legge 26 maggio 1970 numero 381;
  • Assegno sociale di cui all’articolo 3, comma 6, Legge 8 agosto 1995 numero 335;
  • Pensione sociale di cui all’articolo 26, Legge del 30 aprile 1969 numero 153.

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Bonus 200 euro, non spetta con l’indennità di accompagnamento

Tra gli esclusi dal diritto a percepire il bonus 200 euro figurano i destinatari della sola indennità di accompagnamento.

La prestazione, disciplinata dalla Legge dell’11 febbraio 1980 numero 18, non figura nell’elenco fornito dalla Circolare INPS numero 73/2022.

Ricordiamo che l’indennità di accompagnamento è un sussidio economico erogato dall’INPS, previa domanda, in favore di mutilati ed invalidi totali, per i quali sia stata accertata l’impossibilità di deambulare senza l’ausilio di un accompagnatore ovvero l’incapacità nel compiere gli atti quotidiani della vita.

Una volta accolta la domanda, l’indennità è corrisposta per dodici mensilità, ciascuna pari, per il 2022, ad euro 525,17 (rispetto ai 522,10 euro del 2021), a partire dal primo giorno del mese successivo quello di trasmissione dell’istanza.

Bonus 200 euro: indennità di frequenza

Un’altra categoria di esclusi dal bonus 200 euro è quella dei minori beneficiari dell’indennità di frequenza.

La misura, disciplinata dalla Legge 11 ottobre 1990 numero 289, è rivolta a chi ha meno di diciotto anni ed ha persistenti difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età, nonché ai minori ipoacusici con perdita uditiva superiore ai 60 decibel nell’orecchio migliore, con riferimento alle frequenze 500, 1.000 e 2.000 hertz.

Al pari dell’accompagnamento, l’indennità di frequenza spetta, previa domanda all’INPS, per un massimo di dodici mensilità, a decorrere dal primo giorno del mese successivo quello di effettivo inizio della frequenza del corso o del trattamento terapeutico – riabilitativo.

L’indennità è pari, per l’anno corrente, ad euro 291,98 mensili (rispetto ai 287,09 euro del 2021), a beneficio di coloro che totalizzano un reddito personale annuo pari o inferiore a 5.015,14 (l’anno precedente il tetto era fissato a 4.931,29 euro).

Il bonus 200 euro spetta una sola volta

La regola generale, applicata nei confronti di tutti i beneficiari dell’indennità una tantum, è quella per cui la somma spetta una sola volta alla singola persona fisica.

Di conseguenza, i titolari di pensione o trattamenti assistenziali, destinatari di “più trattamenti che danno titolo al beneficio ai sensi del comma 1 dell’articolo 32” oppure abbiano diritto al bonus ai sensi dell’articolo 31 (lavoratori dipendenti) o perché rientranti nelle altre categorie beneficiarie (commi dall’8 al 18 dell’articolo 32) potranno “beneficiare dell’indennità una sola volta” (Circolare INPS numero 73).

Nelle ipotesi, conclude l’Istituto, di soggetto “avente diritto alla prestazione sia come titolare di trattamento pensionistico o di accompagnamento a pensione, sia come titolare di prestazione assistenziale che come lavoratore attivo, il beneficio sarà corrisposto d’ufficio in qualità di soggetto titolare del trattamento pensionistico o assistenziale”.  

Bonus 200 euro: rinuncia all’indennità

I destinatari del bonus 200 euro in qualità di pensionati o titolari di trattamenti assistenziali i quali, a conoscenza dei redditi relativi all’anno 2021, hanno la certezza di superare il limite dei 35 mila euro, possono rinunciare all’indennità. Evitando, in questo modo, una futura revoca e richiesta di restituzione delle somme da parte dell’INPS.

La rinuncia, precisa la Circolare dell’Istituto numero 73, potrà essere inoltrata “in via telematica con gli appositi canali messi a disposizione dall’Istituto per l’erogazione delle prestazioni”.

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