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Pos obbligatorio da oggi 30 giugno: scattano le multe. Cosa cambia

pos obbligatorio 2020

Oggi 30 giugno è il giorno in cui entrano in vigore le sanzioni per tutti i commercianti e i professionisti che non si sono ancora dotati del Pos obbligatorio, o che negano ai clienti i pagamenti cashless, con carte di credito e bancomat.

Niente più risposte del tipo “non abbiamo il Pos”, “non accettiamo bancomat” o “non accettiamo bancomat sotto i 10 euro”, anche un caffè si potrà pagare con bancomat e carte.

Favorire i pagamenti elettronici, combattere l’evasione fiscale e facilitare il più possibile a cittadini e clienti la vita, nel tentativo di abbandonare il contante una volta entrati in negozio, togliendo ai commercianti ogni possibilità di rifiuto e riducendo anche furti e rapine: questo è l’obiettivo del Governo, che aveva già reso il Pos obbligatorio nel 2013, rimandando tuttavia l’applicazione delle sanzioni al 2023.

Il Decreto PNRR 2 del 30 aprile scorso ha tuttavia anticipato le sanzioni al 30 giugno 2022, rendendole operative dopo quasi 10 anni. L’obbligo ricade proprio su tutti: commercianti, negozi, liberi professionisti, e chiunque debba esigere un pagamento a fronte della cessione di beni o servizi.

Vediamo in dettaglio come funziona il Pos obbligatorio, quando entra in vigore l’obbligo, per chi e le sanzioni che rischia chi non si adegua alla nuova normativa.

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Chi deve avere il Pos obbligatorio


Veniamo ora al nodo cruciale della questione: la sua obbligatorietà. Come anticipato, il Pos è obbligatorio dal 2013, in base a quanto stabilito dall’articolo 13 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 e successivamente modificato dall’articolo 23 del Decreto fiscale collegato alla Legge di bilancio 2020 prevede appunto che:

i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche
professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di pagamento, relativamente ad almeno una carta di debito e una carta di credito”.

La norma parla di vendita di prodotti e prestazione di servizi, sono quindi obbligati:

  • commercianti,
  • esercenti,
  • liberi professionisti (avvocati, artigiani, commercialisti, medici, idraulici ecc).

Questo si traduce in obbligo di accettare pagamenti elettronici con carte di credito e bancomat.

Pos obbligatorio: le multe previste 

Sempre il sopracitato Decreto fiscale prevede che:

nei casi di mancata accettazione di un pagamento, di qualsiasi importo, effettuato
con una carta di pagamento […] si applica […] una sanzione amministrativa pecuniaria di importo pari a 30 euro, aumentata del 4 per cento del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento.

Chi non si adegua entro il 30 giugno andrà quindi incontro a una doppia sanzione:

  • multa di 30 euro per ogni pagamento negato,
  • aumentata del 4 per cento del valore della transazione negata.

Per fare un esempio, a fronte di un pagamento negato di 100 euro, il commerciante o il professionista che nega la transazione riceverà una multa di 34 euro.

La norma stabilisce che alle sanzioni relative al rifiuto di una transazione con pagamento elettronico si applicano le procedure e i termini previsti dalle disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, ad eccezione dell’articolo 16 sul pagamento in misura ridotta.

Questo vuol dire che non è possibile ricorrere alla cosiddetta “oblazione amministrativa”, ovvero alla possibilità di ricorrere al pagamento della sanzione in forma ridotta in alternativa alla contestazione della sanzione.

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Pos obbligatorio: quando non si applicano le sanzioni

C’è un caso in cui non si applica l’obbligo di pagamento con il Pos, quello di oggettiva impossibilità tecnica. In poche parole, il commerciante o il professionista in grado di dimostrare un momentaneo malfunzionamento del Pos (quando ad esempio non il terminale non ha linea) non è passibile di sanzione.

Per evitare che il momentaneo malfunzionamento possa essere usato come scusa ripetuta, i clienti che si vedono negata una transazione con carta possono segnalare l’esercente all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza, che provvederanno a effettuare adeguati controlli.

Pos obbligatorio: bonus acquisto e commissioni

Accanto all’imperativo di dotarsi dei dispositivi Pos da posizionare in negozio o in studio, vi sono anche degli incentivi da parte dello Stato, rivolti a commercianti, professionisti ed esercenti che devono ancora adeguarsi, mediante credito d’imposta.

Credito d’imposta commissioni Pos

Per spingere gli esercenti ad accettare i pagamenti elettronici al posto dei contanti, il Governo ha pensato ad un bonus per ammortizzare il costo delle commissioni sulla transazione.

In particolare, all’articolo 22 del Decreto fiscale 2020 si stabilisce che:

  • agli esercenti attività di impresa, arte o professioni spetta un credito di imposta pari al 30 per cento delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate;
  • Il credito d’imposta spetta per le commissioni dovute in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali dal 1° luglio 2020, a condizione che i ricavi e compensi relativi all’anno d’imposta precedente siano di ammontare non superiore a 400.000 euro.

Fino al 30 giugno 2022 il credito d’imposta è pari al 100% delle commissioni, tornerà al 30% dal 1° luglio.

Credito d’imposta acquisto Pos

L’articolo 1 comma 11 del Decreto-legge 30 giugno 2021, n. 99 ha introdotto un credito d’imposta per l’acquisto, il noleggio o l’utilizzo di strumenti che consentono forme di pagamento elettronico e per il collegamento con i registratori telematici.

potenziali beneficiari della misura sono esercenti attività di impresa, arte, professioni che, nel periodo compreso tra il 1 luglio 2021 e il 30 giugno 2022, acquistano, noleggiano o utilizzano strumenti di pagamento elettronico, collegati ad altri strumenti tecnologici che garantiscano l’inalterabilità e la sicurezza dei dati, compresi quelli che consentono i pagamenti con carta di debito e di credito.

Il credito d’imposta spetta nel limite massimo di spesa di 160 euro per un singolo esercente, in questa misura:

  • 70 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano di ammontare non superiore a 200 mila euro;
  • 40 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano di ammontare superiore a 200 mila euro e fino a 1 milione di euro;
  • 10 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano di ammontare superiore a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro.

Invece agli esercenti che nel corso dell’anno 2022, acquistano, noleggiano o utilizzano strumenti evoluti di pagamento elettronico che consentono anche la memorizzazione elettronica e trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi, spetta un credito d’imposta nel limite massimo di spesa per soggetto di 320 euro, nelle seguenti misure:

  • 100 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano di ammontare non superiore a 200 mila euro;
  • 70 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano di ammontare superiore a 200 mila euro e fino a 1 milione di euro;
  • 40 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano di ammontare superiore a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro.

Cos’è il Pos

Il Pos (acronimo di Point of sale) è uno strumento che permette a commercianti, liberi professionisti ed esercenti di accettare pagamenti con carte di credito e di debito mediante chip e banda magnetica. Funge in pratica da tramite tra commerciante e cliente, che vuole pagare in modo elettronico i beni, servizi o le prestazioni acquistate, in alternativa al contante.

Il commerciante in pratica si dota di un lettore di carte di credito e bancomat, acquistandolo da un fornitore di questo servizio, lo posiziona in negozio o in studio e permette al cliente di effettuare il pagamento elettronico.

Pos obbligatorio: come funziona

Per effettuare un pagamento elettronico quindi è sufficiente acquistare un dispositivo POS per poter accettare pagamenti virtuali nel proprio negozio. Gli importi, a transazione effettuata, vengono trasferiti direttamente sul proprio conto bancario.

La transazione può avvenire mediante 3 modalità principali:

  • Con la firma
  • Con l’inserimento del Pin
  • Per chi ha tecnologia contactless e spende fino a 25 euro (in alcuni casi di più), senza alcun bisogno di inserimento Pin. È sufficiente avvicinare la carta al lettore e aspettare il beep di avvenuto pagamento.

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1 COMMENTO

  1. E CERTAMENTE UN TENTATIVO A MIO PARERE NON RISOLUTIVO. PER ELIMINARE DEFINITIVAMENTE IL FLUSSO DI DENARO IN NERO BISOGNA ELIMINARE COMPLETAMENTE LA CIRCOLAZIONE DEL CONTANTE,.CON IL PROVVEDIMENTO SOPRACITATO NON SI E’ TENUTO CONTO CHE IL 70 PER CENTO DEL POPOLO ITALIANO RUBA E NON PAGHERA’ MAI CON IL POS MA CERCHERA’ AVENDONE L’ALTERNATIVA DI PAGARE IN CONTANTI E SMALTIRE COSI’ IL DANARO GUADAGNATO ILLEGALMENTE E QUINDI TUTTO RIMARRA’ COME PRIMA

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