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Reddito di cittadinanza novembre 2021: date di pagamento

Paolo Ballanti
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Quando arriva il Reddito di Cittadinanza di novembre 2021? E cosa cambierà l’anno prossimo? La Manovra 2022 prossima a iniziare il percorso parlamentare contiene numerosi ritocchi all’impianto del Reddito di cittadinanza, l’ormai noto sussidio introdotto con il Decreto legge 28 gennaio 2019 numero 4 allo scopo di contrastare l’esclusione di talune fasce della popolazione in condizioni di difficoltà socio – economica – professionale.

Al di là di quelle che sono le modifiche contenute nel Disegno di legge di bilancio, la cui prima bozza è stata approvata in Consiglio dei ministri il 28 ottobre scorso, il Reddito è una misura attualmente in corso di erogazione, secondo la modalità della ricarica di un apposito strumento di pagamento elettronico, la cosiddetta “Carta RdC”.

Vediamo nel dettaglio quando e come sarà pagata la mensilità di novembre di Reddito e Pensione di cittadinanza, senza trascurare un cenno ai progetti di riforma del sussidio previsti nella Manovra 2022.

Pagamenti Inps novembre 2021: date e modalità

Reddito di cittadinanza novembre 2021: quando arriva

Nel corrente mese di novembre il Reddito e la Pensione di cittadinanza saranno erogati a partire da venerdì 26. La data vale per coloro che già beneficiano del sussidio.

Discorso diverso per chi ha presentato domanda di RdC / PdC entro il 31 ottobre 2021. In questi casi il primo accredito è previsto a decorrere da lunedì 15 novembre. Saranno invece posticipati al mese di dicembre i pagamenti per i beneficiari che presenteranno (o hanno già presentato) domanda di Reddito dal 1° novembre al 30 novembre.

È utile ricordare che le istanze di sussidio possono essere presentate:

  • In modalità telematica utilizzando l’apposito servizio disponibile sul portale “inps.it – Prestazioni e Servizi / Prestazioni / Reddito e Pensione di Cittadinanza”;
  • Sempre online ma sul portale istituzionale del sussidio;
  • Avvalendosi dei servizi resi da CAF e patronati;
  • Presso Poste Italiane.

Reddito di cittadinanza novembre 2021 e Assegno temporaneo

A seguito dell’introduzione (Decreto legge n. 79/2021) dell’Assegno temporaneo dal 1° luglio 2021 al 31 dicembre 2021, a beneficio dei nuclei familiari:

  • Con figli minori di 18 anni;
  • Non destinatari degli Assegni per il nucleo familiare, quali lavoratori autonomi, disoccupati, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, oltre a titolari di pensione da lavoro autonomo ed in generale tutti coloro che non percepiscono gli ANF;

l’INPS attribuisce d’ufficio ai soggetti percettori del Reddito di cittadinanza una quota supplementare del sussidio.

Tale importo (come ricorda l’INPS nel Messaggio n. 3669 del 27 ottobre 2021) è riconosciuto “congiuntamente e con le modalità di erogazione del RdC”, in misura pari all’importo teorico dell’Assegno (determinato in base al numero di figli minori ed al valore ISEE) cui dev’essere sottratta la “quota di RdC relativa ai figli minori, calcolata sulla base della scala di equivalenza”.

La somma aggiuntiva, al pari della maggiorazione per i soggetti percettori degli ANF, rappresenta una misura temporanea in attesa dell’introduzione dell’Assegno unico ed universale, strumento che avrà il compito di razionalizzare e riordinare le politiche economiche di sostegno alle famiglie con figli, anche grazie all’abrogazione di una serie di istituti, tra cui si citano:

  • ANF;
  • Detrazioni fiscali per figli a carico;
  • Assegno di natalità;
  • Premio alla nascita.

Assegno temporaneo beneficiari Rdc: requisiti, compatibilità, come calcolare l’importo

Reddito di cittadinanza novembre 2021: cosa si può pagare

Il Reddito e la Pensione di cittadinanza vengono riconosciuti dall’INPS a mezzo ricarica della cosiddetta “Carta Reddito di cittadinanza” o “Carta RdC”, strumento di pagamento elettronico prepagato rilasciato da Poste Italiane, a seguito di accoglimento della domanda di sussidio.

Tra gli usi consentiti della Carta figurano:

  • Prelievi di contante in Italia entro un importo massimo mensile di 100 euro (importo incrementato in base all’apposita scala di equivalenza prevista dal Decreto legge n. 4/2019);
  • Acquisti di beni e servizi presso i POS degli esercizi commerciali presenti in Italia;
  • Pagare bollettini o MAV postali presso, ad esempio, tabaccai, supermercati e bar;
  • Effettuare un bonifico SEPA presso gli Uffici Postali.

Al contrario, è espressamente vietato l’acquisto dei seguenti beni o servizi:

  • Giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità;
  • Acquisto, leasing o noleggio di imbarcazioni da diporto, navi e servizi portuali;
  • Armi;
  • Materiale pornografico, nonché beni e servizi per adulti;
  • Servizi di trasferimento denaro;
  • Servizi creditizi, finanziari ed assicurativi;
  • Articoli di gioielleria e pellicceria;
  • Acquisti in club privati, gallerie d’arte ed affini.

Sono inoltre preclusi gli acquisti all’estero, online o attraverso servizi di direct – marketing.

Reddito di cittadinanza novembre 2021: stato dei pagamenti

La verifica su data di accredito e importo del Reddito è possibile attraverso l’apposita piattaforma telematica, presente sul portale inps.it seguendo il percorso “Prestazioni e Servizi / Prestazioni / Reddito di Cittadinanza e Pensione di Cittadinanza”.

L’accesso è riservato agli utenti in possesso di credenziali SPID, Carta di identità elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

Al contrario, sono stati dismessi, dal 1° ottobre 2021, i codici PIN per accedere ai servizi INPS, eccezion fatta per i cittadini residenti all’estero in possesso di un documento di riconoscimento italiano.  

Reddito di Cittadinanza: le novità per il 2022

Stando alla bozza del Disegno di legge di bilancio, aggiornata a seguito degli ulteriori confronti interni all’esecutivo Draghi, dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri del 28 ottobre scorso, sono previste numerose modifiche all’impianto attuale del Reddito di cittadinanza, finalizzate soprattutto a rafforzare i controlli sui beneficiari circa il possesso dei requisiti oltre a incentivare l’attuazione dei progetti di inclusione sociale da parte dei Comuni.

Verifiche INPS e comunali

A partire dal 2022, in parallelo al rifinanziamento del sussidio, si profila l’introduzione di un sistema di verifiche da parte dell’INPS (con cadenza annuale entro il 31 marzo) rispetto ai requisiti patrimoniali dei beneficiari, in particolare per i beni detenuti all’estero.

Il Piano di verifica è definito in collaborazione con Ministero del lavoro, Guardia di finanza ed Agenzia entrate.

Controlli anche da parte dei comuni, a campione, su:

  • Composizione del nucleo familiare dichiarato in sede di domanda di accesso al Reddito;
  • Effettivo possesso dei requisiti e permanenza degli stessi in costanza di erogazione del sussidio.

Patto per il lavoro

In tema di Patto per il lavoro si segnala la verifica, svolta mensilmente ed in presenza presso il Centro per l’impiego, sulla ricerca attiva del lavoro da parte del beneficiario il sussidio. La mancata presentazione all’incontro, in assenza di un giustificato motivo, comporta la decadenza dal Reddito.

Viene inoltre ridotto da tre a due il numero delle offerte di lavoro congrue che devono essere accettate dal beneficiario pena la perdita del sussidio.

Patto per l’inclusione sociale

Per quanto riguarda il Patto per l’inclusione sociale il ddl prevede:

  • Verifica almeno mensile, ed in presenza, presso i servizi di contrasto alla povertà, circa i risultati raggiunti ed il rispetto degli impegni assunti dal beneficiario del Reddito, nell’ambito del progetto personalizzato di inclusione sociale;
  • L’impiego, da parte dei comuni, di almeno un terzo dei percettori di Reddito residenti, in progetti utili alla collettività, da svolgersi a titolo gratuito.

Riduzione del sussidio

La Manovra introduce una riduzione dell’importo mensile RdC, a decorrere dal 1° gennaio 2022, in misura pari a 5 euro mensili con effetto dal mese successivo quello in cui si rifiuta una congrua offerta di lavoro.

La penalizzazione tuttavia non opera nel caso in cui il Reddito mensile, al netto dei precedenti recuperi, sia inferiore a 300 euro, valore comunque da riproporzionare in base all’apposita scala di equivalenza (che tiene conto del numero dei familiari) prevista dal D.l. n. 4/2019.

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