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Riscatto della laurea gratuito: come funziona e cosa può cambiare

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Riscatto gratuito della laurea per i giovani. La proposta, lanciata dal presidente dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, Pasquale Tridico, durante un’audizione alla Camera, servirebbe come incentivo ai giovani per il proseguimento degli studi e quindi per far aumentare la percentuale di giovani laureati nel nostro Paese che in questo momento è tra le più basse in Europa.

Non solo.  Secondo le parole del presidente Tridico, il riscatto della laurea “incentiva il giovane e contribuisce all’aumento delle skills […] oltre a pareggiare una sorta di discriminazione che potrebbe denunciare chi resta di più tra i banchi di scuola rispetto all’ingresso mercato nel mercato del lavoro.

Tuttavia, il riscatto della laurea gratuito avrebbe un costo, quantificato dal numero uno dell’Inps in una somma che va dai 4 ai 5 miliardi di euro all’anno. Trattandosi di una proposta, sono diverse le modalità possibili in cui questa potrebbe essere attuata, e diverse potrebbero essere le modalità di accesso alla misura, che potrebbe essere rivolta solo a chi non è ancora titolare di una pensione di vecchiaia.

Ma cos’è il riscatto della laurea? E come funziona? Lo vediamo nei prossimi paragrafi.

Riscatto della laurea, online il simulatore Inps: come scoprire se conviene 

Riscatto della laurea: cos’è

Il riscatto della laurea permette il conteggio ai fini pensionistici degli anni del proprio corso di studi. È rivolto quindi a chi ha conseguito un diploma di laurea o un titolo equiparato e non conta gli anni di istruzione fuori corso o quelli già coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa.

Il riscatto è esercitabile anche dai soggetti inoccupati che, al momento della domanda, non risultino essere stati mai iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza e che non abbiano iniziato l’attività lavorativa in Italia o all’estero.

Riscatto della laurea: quali corsi

Sarà possibile riscattare:

  • diplomi universitari, i cui corsi non siano stati di durata inferiore a due e superiore a tre anni;
  • diplomi di laurea i cui corsi non siano stati di durata inferiore a quattro e superiore a sei anni;
  • diplomi di specializzazione conseguiti successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata non inferiore a due anni;
  • dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge;
  • titoli accademici introdotti dal decreto 3 novembre 1999, n. 509 ovvero Laurea (L), al termine di un corso di durata triennale e Laurea Specialistica (LS), al termine di un corso di durata biennale propedeutico alla laurea;
  • diplomi rilasciati dagli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale riferiti a corsi attivati a decorrere dall’anno accademico 2005-2006.

Il riscatto può riguardare l’intero periodo di studi o i singoli periodi. Dal 12 luglio 1997 è possibile riscattare due o più corsi di laurea, anche per i titoli conseguiti anteriormente a questa data. Per quanto riguarda i titoli conseguiti all’estero, sono validi solo quelli che hanno valore legale in Italia.

Riscatto della laurea: quanto costa oggi

Il costo del riscatto della laurea, che al momento è interamente a carico del contribuente, dipende dalle modalità di calcolo, che si rifanno a loro volta alle modalità di liquidazione della pensione, ovvero attraverso:

  • sistema retributivo;
  • sistema contributivo.

Per quanto riguarda il sistema retributivo, questo terrà conto dei criteri previsti dalla cd. “riserva matematica” prevista dall’articolo 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338. Inoltre, verranno considerati anche fattori quali l’età, il periodo da riscattare, il sesso e le retribuzioni percepite negli ultimi anni. Il costo sarà rappresentato dalla quota di pensione che a seguito del riscatto risulterà potenzialmente o effettivamente acquisita dall’interessato.

Passando invece al sistema contributivo, l’onere del riscatto viene calcolato applicando l’aliquota contributiva in vigore alla data di presentazione della domanda alla retribuzione assoggettata a contribuzione nei 12 mesi meno remoti rispetto alla data della domanda ed è rapportata al periodo oggetto di riscatto.

Infine, nel caso di soggetti inoccupati, l’onere è costituito dal versamento di un contributo per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo degli artigiani e commercianti moltiplicato per l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO), vigente nell’anno di presentazione della domanda.

Il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4,convertito con modificazioni dalla legge 26/2019, ha introdotto il riscatto della laurea “agevolato”, che è costituito:

  • dal versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo di cui all’art. 1, co. 3, della L. 2 agosto 1990, n. 233;
  • moltiplicato per l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell’assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti, vigenti alla data di presentazione della domanda.

Per fare un esempio, ipotizzando che

L’opzione del riscatto della laurea è irrevocabile al momento del pagamento dei relativi oneri.

Riscatto della laurea: esempi di calcolo

È la stessa Inps a proporre un esempio sulla pagina istituzionale riguardante il riscatto della laurea con sistema contributivo. Ipotizzando che un lavoratore voglia riscattare quattro anni di laurea e che abbia presentato domanda di riscatto nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti il 31 gennaio 2021, e considerando che la sua retribuzione lorda degli ultimi 12 mesi meno remoti sia pari a 32.170 euro, il calcolo da fare è moltiplicare la retribuzione lorda per l’aliquota contributiva in vigore, ovvero il 33%:

32.170×33%= 10.616,1 euro all’anno, che moltiplicati per 4 anni di riscatto diventeranno 42.464,4 euro.

Da questo calcolo si capisce quanto possa essere dispendioso per le casse dello Stato rendere gratuita la misura. Tuttavia, potrebbe rappresentare un incentivo interessante per il proseguimento degli studi dei giovani italiani.

Leggi anche “Riscatto della laurea: chiarimenti Inps sull’applicazione del sistema contributivo”



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