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Smart working semplificato fino al 30 settembre: come attivarlo

Elena Bucci
smart working semplificato

La situazione di emergenza pandemica non si arresta e, con essa, anche i provvedimenti del Governo Draghi per agevolare i lavoratori: in questo caso, è l’accesso allo Smart working semplificato ad essere prorogato. La novità arriva con il Decreto Riaperture, entrato in vigore lo scorso 23 aprile che, prorogando lo stato di emergenza, ha permesso lo slittamento della data di termine per l’adozione del lavoro agile dal 30 aprile fino al 31 luglio e che potrebbe essere ulteriormente prolungato al 30 settembre 2021.

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Vediamo ora nel dettaglio tutte le novità e le proroghe messe in campo dall’esecutivo e, in particolare, in cosa consiste e come aderire allo Smart working semplificato.

Smart working semplificato: come funziona

Il lavoro agile (o più comunemente smart working) consiste in una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività. Il trattamento economico non subisce alcuna variazione tra i lavoratori in smart working ed i loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie.

La descrizione di smart working, definita nella Legge n. 81/2017, pone l’accento sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l’accordo individuale e sull’utilizzo di strumentazioni che consentano di lavorare da remoto (come ad esempio: pc portatili, tablet e smartphone).

L’emergenza di Covid-19 ha portato alla ribalta il discorso sull’utilità dello smart working, nonostante prima della pandemia questo fosse poco diffuso. Per via del provvedimenti adottati dal Governo per arginare e contenere il diffondersi del virus e l’aumento dei contagi, primo fra tutti la chiusura degli istituti scolastici e lo svolgimento della didattica a distanza, dal 2020  con il duplice obiettivo di:

  • diminuire i contatti tra le persone;
  • agevolare la conciliazione vita / lavoro.

La legge è intervenuta facilitando il ricorso allo smart working, con un accesso “semplificato” senza obbligo di accordo individuale tra azienda e dipendente. Una procedura molto più rapida per poter accedere al lavoro agile in tempo di pandemia.

Smart working semplificato: le novità

Il Decreto Riaperture, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 22 aprile, ha applicato un’ulteriore slittamento dello stato di emergenza fino al 31 luglio 2021, e con esso anche il termine ultimo per usufruire dello Smart working semplificato è stato prorogato alla stessa data. Come recita l‘articolo 11 del decreto: “I termini previsti dalle disposizioni legislative di cui all’allegato 2 sono prorogati fino al 31 luglio 2021, e le relative disposizioni vengono attuate nei limiti delle risorse disponibili autorizzate a legislazione vigente ”.

Una proroga che segue l’ultima attuata dal Decreto Milleproroghe, che aveva fissato i termini di scadenza del lavoro agile semplificato al 30 aprile 2021.

Le novità non finiscono qui: nella giornata del 27 aprile il Ministro del Lavoro Andrea Orlando ha dichiarato, a seguito di un incontro con i sindacalisti, che lo Smart working semplificato sarà prorogato ulteriormente oltre il 31 luglio fino al 30 settembre nel settore della Pubblica Amministrazione. Il Ministro ha lasciato però intendere che probabilmente la stessa misura sarà applicata anche al settore privato, specificando che: “Il ritorno alla disciplina ordinaria dovrà avvenire riflettendo su punti di forza e di debolezza che sono emersi durante questo lungo periodo di sperimentazione di lavoro agile emergenziale. In vista della definizione di una normativa post emergenza, o comunque di un suo superamento, credo sia utile riflettere su come si ‘plana’ sul ritorno alla normalità.

Dunque, quasi sicuramente, fino al 30 settembre, anche i datori di lavoro del settore privato potranno ancora applicare la modalità di lavoro agile beneficiando di alcune semplificazioni:

  • non sarà più necessario firmare un accordo individuale con i lavoratori;
  • gli obblighi di informativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro si riterranno assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile nel sito internet dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL);
  • sarà possibile ricorrere alla procedura telematica semplificata, indicata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali in deroga a quanto previsto dall’articolo 23 della Legge 22 maggio 2017, n. 81.

Smart working semplificato: come attivarlo

L’impego della forma semplificata di attivazione dello Smart working si manterrà dunque fino al 31 luglio e, secondo le ultime indiscrezioni fino al 30 settembre, probabilmente sia per il settore pubblico che privato. Se prima l’attivazione del lavoro agile un accordo individuale tra datore di lavoro e dipendente ed anche un iter di comunicazione particolare nei confronti del Ministero, per il momento la procedura semplificata implica solamente l’invio della seguente documentazione firmata al Ministero del Lavoro:

La documentazione dovrà essere inoltrata attraverso questo portale, attraverso una delle seguenti credenziali: SPID, CIE, eIDAS.

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