Home Fisco Riforma fiscale nel Recovery, si parte a luglio: Irpef, evasione. Le misure

Riforma fiscale nel Recovery, si parte a luglio: Irpef, evasione. Le misure

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Con l’approvazione da parte delle Camere del testo del Recovery Plan il cui invio in Europa è ormai prossimo, inizia un percorso di rinnovamento per tutto il Paese, che va dall’efficientamento energetico alla digitalizzazione, passando per la salute e l’istruzione e toccando anche temi quali la riforma fiscale.

Al Piano si affianca una serie di riforme fortemente volute dal premier Draghi, che toccano tanti argomenti. Sono previste infatti dal Piano le riforme:

  • della Pubblica Amministrazione;
  • della Giustizia;
  • della semplificazione della legislazione;
  • della promozione della concorrenza.

Fuori dal Piano ma nello stesso orizzonte temporale di attuazione è prevista la riforma fiscale, che ha tra i suoi obiettivi primari la lotta all’evasione ma anche la semplificazione e la riduzione del carico fiscale stesso.

Vediamo nei prossimi paragrafi quali sono i punti che la riforma dovrebbe toccare accompagnando le misure de Recovery Plan.

Recovery Plan, ok del Parlamento: cosa prevede, progetti e fondi

Riforma fiscale: revisione dell’Irpef

Uno dei temi trattati all’interno del Recovery plan per quanto riguarda la riforma fiscale è la revisione dell’Irpef, con l’obiettivo di dare stabilità alle riforme, di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo e di ridurre gradualmente il carico fiscale. Si cercherà quindi di incentivare la tax compliance, ovvero il livello di adesione spontaneo agli obblighi fiscali, e di sostenere la partecipazione al lavoro di donne e giovani.

Negli scorsi mesi è stata avviata dalle Commissioni parlamentari un’indagine conoscitiva sulla riforma dell’Irpef che è ancora in corso di discussione e che servirà come base per la futura revisione.

Scaglioni Irpef 2021

Ricordiamo intanto che per pagamento dell’Irpef 2021, si prendono in considerazione i seguenti 5 scaglioni per determinare l’imposta dovuta:

  • 1° scaglione: contribuenti con reddito compreso tra 0 e 15.000 euro. L’aliquota Irpef è pari al 23% e corrisponde, in caso di reddito pari 15.000 euro, ad una tassazione di 3.450 euro. Si ricorda che non è dovuto nulla per i redditi fino ad 8.174 euro;
  • 2° scaglione: contribuenti con reddito tra 15.001 e 28.000 euro. L’aliquota Irpef prevista è del 27%. A partire dal secondo scaglione in poi si applica l’aliquota successiva solo per la parte eccedente di reddito. (450,00 + 27% sul reddito che supera i 15.000 euro);
  • 3° scaglione: contribuenti con redditi compresi tra 28.001 e 55.000 euro. L’aliquota Irpef è pari al 38%, che si applica solo per la quota di reddito che supera i 28 mila euro, e fino ai quali si applica l’aliquota precedente del 27%. (960,00 + 38% sul reddito che supera i 28.000 euro);
  • 4° scaglione: contribuenti con reddito compreso tra i 55.001 e i 75.000 euro. In questo caso l’aliquota da corrispondere sulla parte eccedente la quota di 55.000 euro è pari al 41%. (220,00 + 41% sul reddito che supera i 55.000 euro);
  • 5° scaglione: contribuenti il cui reddito supera i 75.000 euro, e l’aliquota Irpef applicata è del 43% (420,00 + 43% sul reddito che supera i 75.000 euro).

> Riforma fiscale: ipotesi nuovi scaglioni Irpef, Irap e novità <

Riforma fiscale: Legge delega entro luglio

All’interno del Piano si legge che “Il Governo presenterà al Parlamento, entro il 31 luglio 2021, una legge di delega da attuarsi per il tramite di uno o più decreti legislativi delegati. […] Per realizzare in tempi certi la riforma definendone i decreti attuativi il Governo, dopo l’approvazione della legge di delega, istituirà una Commissione di esperti.

Un iter già segnato quindi, per una riforma che punta a essere effettiva relativamente in tempi brevi.

Riforma fiscale: semplificazione

L’analisi fatta dal Governo restituisce una legislazione tributaria sempre più frammentata, che ha contribuito a rendere il sistema fiscale sempre più complesso e articolato che ha rappresentato un freno per investimenti interni ed esteri.

È auspicabile, a questo proposito, un’opera di raccolta e razionalizzazione della legislazione fiscale in un testo unico, integrato e coordinato con le disposizioni normative speciali, da far a sua volta confluire in un unico Codice tributario. Così si realizzerebbero misure volte a favorire la semplificazione del sistema e l’attuazione della certezza del diritto.”

C’è quindi la volontà di razionalizzare e semplificare, raccogliendo tutta la legislazione in un testo unico.

Riforma fiscale: lotta all’evasione

Uno degli obiettivi della riforma, come già anticipato, è la lotta all’evasione. Per questo, la riforma prevede di potenziare le attività dell’Agenzia delle Entrate, attraverso nuove assunzioni e attraverso l’uso delle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale. A questo proposito, le nuove assunzioni riguarderanno anche nuove figure, esperte in materie come informatica, Data Analysis, e fiscalità internazionale.

La riforma fiscale prevede anche un efficientamento del sistema di riscossione, sia attraverso il reclutamento di nuovo personale, sia con una revisione del meccanismo di controllo e di discarico dei crediti non riscossi, previsto già nel Decreto “Sostegni”.

Riforma fiscale: federalismo

Infine, un passaggio del Piano sulla riforma fiscale riguarda il federalismo. Solo un accenno alla gradualità di cui ha bisogno il processo di federalismo fiscale, con la data limite del primo quadrimestre del 2026 per la definizione delle riforme in materia di federalismo.

Completa il quadro delle riforme fiscali quanto recato, con i necessari adeguamenti, dalla legge 42 del 2009 in materia di federalismo fiscale con la quale si introduce la necessità di finalizzare le risorse dei livelli territoriali sulla base di criteri oggettivi e ai fini di un uso efficiente delle risorse medesime. Il percorso di attuazione del federalismo fiscale è graduale sia nell’ammontare delle risorse perequate che nel processo di definizione dei fabbisogni standard e degli obiettivi di servizio.

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