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Precompilata Iva 2021: cos’è, come funziona, a cosa serve, novità

Giuseppe Moschella
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Parte in via sperimentale la precompilata Iva 2021, relativa alle operazioni che sono effettuate a partire dal primo gennaio di quest’anno. Allo scopo verrà istituito dall’Agenzia delle Entrate un programma di assistenza online sul sito istituzionale all’interno delle aree riservate dei contribuenti.

Utilizzando i dati provenienti dalle fatture elettroniche, dalle operazioni transfrontaliere e dai corrispettivi telematici, l’Agenzia sarà in grado di predisporre in automatico le bozze dei registri delle fatture emesse e ricevute, e le comunicazioni delle liquidazioni periodiche dell’Iva (LIPE). La dichiarazione Iva precompilata sarà così predisposta grazie ai dati raccolti con la fatturazione elettronica, con i corrispettivi telematici e con i dati delle operazioni transfrontaliere che vengono inviate telematicamente.

Per le operazioni 2021, i documenti verranno messi a disposizione in bozza e per il relativo invio necessiteranno della conferma del contribuente, come avviene per il modello 730 precompilato. Bisogna sottolineare che considerate le molteplici eccezioni e particolarità in campo Iva, tali dichiarazioni proposte in automatico saranno difficilmente inviabili senza delle modifiche.

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Precompilata Iva 2021: a chi è rivolta

I soggetti coinvolti al regime di semplificazione Iva, sono individuati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, dunque saranno determinati successivamente e nel dettaglio.

La misura e quindi i modelli precompilati, probabilmente non riguarderà (almeno nella prima fase) le grandi società, caratterizzate da una contabilità più complessa, ma le partite Iva e le imprese di minori dimensioni (come commercianti, artigiani, professionisti, imprenditori individuali) che in Italia rappresentano la stragrande maggioranza dei contribuenti, che sono anche in regime ordinario e con liquidazione trimestrale.

Tra i documenti che saranno disponibili in bozza, vi saranno la LIPE (liquidazione Iva periodica mensile o trimestrale) con determinazione del saldo a debito o a credito per il periodo (mese o trimestre) considerato, i registri obbligatori (registro fatture e registro acquisti), compilati con le Fatture elettroniche emesse e ricevute tramite SDI (Sistema di interscambio), la bozza della dichiarazione Iva annuale, dichiarazione con cui si effettua il calcolo dell’Iva da versare annualmente, con la presentazione dei vari quadri di tutte le fattispecie avute nell’anno, sia per le detrazioni che nelle varie forme di imponibilità (reverse charge, split payment, immediata o differita, Iva per cassa, ecc.).

Saranno disponibili anche le bozze dei modelli F24 (precompilati), per effettuare gli eventuali pagamenti.

Precompilata Iva 2021: obiettivi

L’avvio della dichiarazione precompilata ha avuto inizio nel 2015 con il debutto del modello 730. L’obiettivo dell’Agenzia delle Entrate è quello di modificare, il rapporto tra contribuente e fisco in modo da diminuire i rischi di evasione ed elusione, e aumentare il tasso di adempimento spontaneo.

Questi mutamenti vanno inquadrati nell’attuazione di quel processo di semplificazione avviato già da tempo e per il quale sono stati già introdotti diversi obblighi a carico dei contribuenti, come quello della fattura elettronica, l’obbligo di memorizzazione e la trasmissione telematica dei corrispettivi (il cosiddetto scontrino elettronico), nonché le semplificazioni ad esempio del calcolo e il versamento degli acconti (Ires, Irap, Irpef).

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Precompilata Iva 2021: le funzionalità operative dei nuovi codici

Da gennaio di quest’anno, sono entrate in vigore diverse novità operative propedeutiche alla predisposizione dei registri e della precompilata Iva.

Abbiamo il nuovo formato Xml, le specifiche tecniche aggiornate con i nuovi codici, e le nuove tipologie di documento per la fatturazione elettronica contenenti maggiori dettagli.

I nuovi codici semplificano la gestione delle fatture ad esempio in caso di reverse charge, fatture di vendita e note di credito.

Il reverse charge “estero” (relativo ai servizi acquistati da soggetti stranieri, sugli acquisti comunitari, e su acquisti di beni da soggetti stranieri), che viene effettuato in forma cartacea, con le novità introdotte sarà possibile gestirlo telematicamente, con l’istituzione dei tre nuovi codici del “tipo documento”, TD17, TD18 e TD19, grazie a queste novità sarà possibile eliminare l’Esterometro a partire dal 2022.

Le semplificazioni riguardano anche il “reverse charge interno” che trova una gestione analoga con l’istituzione del codice tipo documento “TD16” che è usato dal cessionario o committente di una operazione in reverse charge interno per inviare allo SDI.  Anche i nuovi codici Iva, consentiranno di ottenere una gestione più dettagliata delle casistiche Iva che potranno permettere all’Agenzia delle Entrate di poter predisporre una dichiarazione precompilata Iva più completa.

La nuova struttura del formato Xml della fattura elettronica, permetterà di produrre automaticamente i registri Iva, le comunicazioni e la dichiarazione annuale Iva. Queste novità saranno la base per un nuovo dialogo con i contribuenti ai quali verranno messi a disposizione i registri e la dichiarazione precompilata che potranno essere confermate o integrate.

Il contribuente potrà dunque:

  • integrare i documenti precompilati con i dati che non possono essere presenti;
  • convalidare i documenti Iva prodotti e messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, in tempo per i relativi adempimenti.

Con la precompilata Iva 2021, e tutte le novità tecniche ad essa collegate, si è così avviato un ulteriore processo di condivisione dei dati fiscali che può essere di aiuto ai fini delle attività di controllo ed accertamento dell’Agenzia delle Entrate, non resta che aspettare per vedere cosa succederà con l’attuazione pratica.

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