Home Welfare Contributi a fondo perduto Ristori e Ristori bis: domande entro oggi 15...

Contributi a fondo perduto Ristori e Ristori bis: domande entro oggi 15 gennaio

contributi a fondo perduto domande entro 15 gennaio

Conto alla rovescia, ancora poche ore per richiedere i contributi a fondo perduto previsti dai decreti Ristori e Ristori bis. La istanza per ottenere gli indennizzi entro oggi 15 gennaio. 2021.

I contributi a fondo perduto previsti dal decreto Ristori (Dl n. 137 del 28 ottobre 2020) e Ristori bis (Dl n. 149 del 9 novembre 2020) consistono nell’erogazione di una somma di denaro ai titolari di partita Iva che esercitano l’attività prevalente in uno dei settori economici individuati rispettivamente nelle tabella 1 e 2 allegate ai due decreti.

Questi aiuti vengono erogati direttamente dall’Agenzia delle entrate. 

In particolare, il contributo previsto dal Ristori bis è destinato ai contribuenti che hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nelle aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità: in pratica nelle Regioni rosse.

Contributi a fondo perduto: domande entro 15 gennaio 2021

In pratica, tutti coloro che non hanno già chiesto gli aiuti fondo perduto del Dl Rilancio (D.L.Rilancio) possono fare domanda per quelli dei due Decreti Ristori citati.

Per inoltrare la domanda si utilizza l’apposito modello predisposto dall’Agenzia delle Entrate. Si chiama “Istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto decreti ristori e ristori bis” per l’indennizzo degli operatori colpiti dalla chiusura”.

>> Scarica qui il modello di domanda <<

Per fare domanda occorre:

  • accedere al portale “Fatture e corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate
  • oppure attraverso l’utilizzo di un software di compilazione e poi con invio tramite l’applicativo “Desktop telematico”.
  • per l’autenticazione (o login) si possono utilizzare le proprie credenziali SPID, Fisconline-Entratel, CNS.

Una volta inviata l’istanza, il sistema telematico rilascia una ricevuta che ne attesta la presa in carico della pratica. Dopodiché verrà rilasciata una seconda ricevuta con l’esito: l’accoglimento o scarto dell’istanza.

Contributi a fondo perduto Ristori: chi non deve dare domanda

Non tutti devono affrettarsi a inoltrare le istanze però. Chi ne aveva già fatto richiesta durante il Dl Rilancio riceverà in automatico l’accredito degli indennizzi.

>> Contributi a fondo perduto: codici Ateco, importi, esempi indennizzo

Contributi a fondo perduto: indennizzo non accreditato 

Come fare se invece si deve ricevere il contributo a fondo perduto in modo automatico, ma ancora nessun bonifico è stato accreditato sul conto del beneficiario?

Risponde direttamente l’Agenzia delle entrate, nel sue Faq, stabilendo che:

“Il motivo del mancato accredito automatico del contributo “Ristori” potrebbe essere dovuto al fatto che:

  • non è stato effettuato alcun pagamento del contributo a fondo perduto del decreto “Rilancio” per scarto dell’istanza presentata questa estate oppure è avvenuto un pagamento e poi c’è stata una rinuncia o un riversamento della somma percepita;
  • alla data del 25 ottobre 2020 (come prevede la norma) – il codice ATECO prevalente registrato in Anagrafe Tributaria non rientrava tra quelli previsti dalla norma (al riguardo, si ricorda che il codice attività prevalente è quello dichiarato ai sensi dell’art. 35 del Dpr n. 633/1972, quindi quello comunicato in fase di apertura o variazione della partita Iva con il modello AA7/AA9 all’Agenzia delle entrate);
  • il domicilio fiscale o la sede operativa dell’azienda non era all’interno di una regione “rossa”;
  • l’Agenzia delle Entrate ha provato ad effettuare il pagamento ma la banca ha stornato il bonifico (nel caso in cui il conto corrente su cui è stato accreditato il contributo di questa estate è stato cambiato).

Nel primo caso, è possibile verificare l’informazione della situazione del contributo del decreto Rilancio nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi, sezione “Contributo a fondo perduto – Consultazione esito”, in modo da comprendere il motivo. Se si ritiene di aver diritto al contributo, allora è possibile presentare istanza di autotutela via PEC alla Direzione Provinciale territorialmente competente specificando la motivazione e producendo gli elementi utili all’Ufficio per accogliere l’istanza. Se l’istanza viene accolta, oltre al pagamento del contributo “Rilancio”, successivamente sarà erogato anche il contributo “Ristori” se sussistono le condizioni (codice ATECO prevalente ecc.).

Nel secondo caso, se il contribuente ritiene che il codice ATECO prevalente era effettivamente quello previsto dalla norma ma ha dimenticato di dichiarare in passato la variazione di tale codice all’Anagrafe Tributaria, allora può presentare istanza di autotutela all’Ufficio territorialmente competente specificando la motivazione e producendo gli elementi utili all’Ufficio per accogliere l’istanza.

Nel terzo caso, è possibile che non sia mai stata dichiarata all’Agenzia delle Entrate la sede secondaria dell’azienda. In tal caso, se – alla data del 25 ottobre 2020 – si possedeva una sede operativa effettivamente ricadente nella regione rossa, è possibile presentare istanza di autotutela all’Ufficio territorialmente competente specificando la motivazione e producendo gli elementi utili all’Ufficio per accogliere l’istanza.

Nel quarto caso, l’informazione dell’avvenuto pagamento e dello storno da parte della banca è presente nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi, sezione “Contributo a fondo perduto – Consultazione esito”. In tal caso, è possibile comunicare un nuovo IBAN per il riaccredito della somma (si rimanda alla Guida operativa per i dettagli).

(Fonte Agenzia delle entrate)

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA


CONDIVIDI

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome