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Contributi a fondo perduto 2020 ampliati: tutti i codici Ateco che li riceveranno

Elenco attività e codici Ateco beneficiari. Novità del Decreto Ristori ter, con inclusione dei negozi di calzature

Giuseppe Moschella
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Estesi i contributi a fondo perduto 2020. Il decreto Ristori bis (D.L. 149/2020) è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 279 del 9 novembre 2020: approvato pochi giorni dopo l’emanazione del primo Decreto Ristori (D.L. n. 137/2020), si è reso necessario per introdurre ulteriori misure a sostegno dei settori più direttamente interessati dalle ultime misure restrittive, adottate con i Dpcm 24 ottobre 2020, ed in particolare del 3 novembre 2020, a tutela della salute in connessione all’emergenza epidemiologica da Covid-19. In particolare l’ultimo Dpcm ha individuato tre aree (gialla, arancione e rossa) corrispondenti ai differenti livelli di criticità nelle Regioni del Paese.

Contributi a fondo perduto 2020: novità Ristori Bis

Il decreto Ristori Bis modifica la disciplina del contributo a fondo perduto previsto dal primo decreto, e nel caso specifico viene sostituito l’Allegato 1 del D.L. n. 137/2020 nel quale erano presenti le attività (indentificate per codice ATECO) ammesse al contributo, con un nuovo allegato che contiene in particolare altre categorie di attività ammesse al ristoro, in particolare appartenenti ai seguenti settori:

  • ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto;
  • gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone:
  • attività delle lavanderie industriali, traduzione e interpretariato, musei, bus turistici.

Una novità è l’aumento dell’ ulteriore 50%  del contributo previsto dal decreto Ristori per le seguenti attività:

  • alberghi (con codice ATECO 551000);
  • gelaterie e pasticcerie, anche ambulanti (di cui ai codici ATECO 561030 e 561041);
  • bar e altri esercizi simili senza cucina (codice ATECO 563000).

Le suddette attività devono avere domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità e da un livello di rischio alto (cosiddette zone rosse o arancioni).

Contributi a fondo perduto: novità Decreto Ristori Ter

Ultima novità in ordine cronologico è l’estensione dei contributi a fondo perduto anche ai negozi di scarpe e accessori. approvazione del Decreto Ristori Ter,E’ stato stabilito con l’ entrato in vigore il 24 novembre 2020.

Come specificato all’articolo 1 del Ristori ter in Gazzetta, L’allegato 2 del citato decreto-legge n. 149 del 2020 è integrato con la seguente riga:

 47.72.10 Commercio al dettaglio di calzature e accessori 200%

I negozi di scarpe quindi saranno inclusi tra i beneficiari dei contributi a fondo perduto con una percentuale del 200 per cento.

All’allegato 2 del decreto legge 9 novembre 2020, n. 149 è stato quindi aggiunto questo ulteriore codice Ateco. I negozi di calzature e accessori possono accedere agli indennizzi a fondo perduto 2020.

Contributi a fondo perduto per le attività con sede nei centri commerciali

Al comma 4 dell’articolo 1, il contributo previsto anche dal D.L n. 137/2020, viene riconosciuto, per il 2021, agli operatori con sede operativa nei centri commerciali e agli operatori delle produzioni industriali del comparto alimentare e delle bevande, interessati dalle nuove misure restrittive del D.P.C.M. del 3 novembre 2020.

Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO che rientrano nell’Allegato 1, il contributo sarà determinato entro il 30% del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 1 del D.L. n. 137/2020 (primo decreto ristori).

Per i soggetti che svolgono come attività prevalente, una di quelle riferite ai codici ATECO che non rientrano nell’Allegato 1, il contributo spetta alle condizioni previste dai commi 3 e 4 dell’articolo 1 del D.L. n. 137/2020, e sarà determinato entro il 30% del valore calcolato sulla base dei dati presenti nell’istanza trasmessa e dei criteri stabiliti dai commi 4, 5 e 6 dell’articolo 25 del decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020) richiamato dal primo decreto “Ristori”.

Il contributo verrà erogato dall’Agenzia delle Entrate previa presentazione di istanza secondo le modalità disciplinate da un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Nuovi contributi a fondo perduto 2020

Tra le altre novità viene previsto un nuovo contributo a fondo perduto da destinare agli operatori Iva dei settori interessati dalle misure restrittive introdotte con il D.P.C.M. del 3 novembre 2020.

Il sostegno economico è riconosciuto ai soggetti che, alla data del 25 ottobre 2020, hanno la partita Iva attiva e che svolgono, come attività prevalente, una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 2 al decreto, e hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nelle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto. Il valore del contributo è calcolato in relazione alle percentuali abbinate alle attività e riportate nell’Allegato 2 ed è per tutti del 200%.

Contributi a fondo perduto 2020: tutti i codici Ateco 

Le attività interessate e inserite nell’allegato 2 sono le seguenti:

  • 47.19.10 Grandi magazzini;
  • 47.19.90 Empori ed altri negozi non specializzati di vari prodotti non alimentari;
  • 47.51.10 Commercio al dettaglio di tessuti per l’abbigliamento, l’arredamento e di biancheria per la casa;
  • 47.51.20 Commercio al dettaglio di filati per maglieria e merceria;
  • 47.53.11 Commercio al dettaglio di tende e tendine;
  • 47.53.12 Commercio al dettaglio di tappeti;
  • 53.20 Commercio al dettaglio di carta da parati e rivestimenti per pavimenti (moquette e linoleum);
  • 47.54.00 Commercio al dettaglio di elettrodomestici in esercizi specializzati;
  • 47.64.20 Commercio al dettaglio di natanti e accessori;
  • 47.78.34 Commercio al dettaglio di articoli da regalo e per fumatori;
  • 47.59.10 Commercio al dettaglio di mobili per la casa;
  • 47.59.20 Commercio al dettaglio di utensili per la casa, di cristallerie e vasellame;
  • 47.59.40 Commercio al dettaglio di macchine per cucire e per maglieria per uso domestico;
  • 47.59.60 Commercio al dettaglio di strumenti musicali e spartiti;
  • 47.59.91 Commercio al dettaglio di articoli in legno, sughero, vimini e articoli in plastica per uso domestico;
  • 47.59.99 Commercio al dettaglio di altri articoli per uso domestico nca;
  • 47.63.00 Commercio al dettaglio di registrazioni musicali e video in esercizi specializzati;
  • 47.71.10 Commercio al dettaglio di confezioni per adulti;
  • 47.71.40 Commercio al dettaglio di pellicce e di abbigliamento in pelle;
  • 47.71.50 Commercio al dettaglio di cappelli, ombrelli, guanti e cravatte;
  • 47.72.20 Commercio al dettaglio di articoli di pelletteria e da viaggio;
  • 47.77.00 Commercio al dettaglio di orologi, articoli di gioielleria e argenteria;
  • 47.78.10 Commercio al dettaglio di mobili per ufficio;
  • 47.78.31 Commercio al dettaglio di oggetti d’arte (incluse le gallerie d’arte);
  • 47.78.32 Commercio al dettaglio di oggetti d’artigianato;
  • 47.78.33 Commercio al dettaglio di arredi sacri ed articoli religiosi;
  • 47.78.35 Commercio al dettaglio di bomboniere;
  • 47.78.36 Commercio al dettaglio di chincaglieria e bigiotteria (inclusi gli oggetti ricordo e gli articoli di promozione pubblicitaria);
  • 47.78.37 Commercio al dettaglio di articoli per le belle arti;
  • 47.78.50 Commercio al dettaglio di armi e munizioni, articoli militari;
  • 47.78.91 Commercio al dettaglio di filatelia, numismatica e articoli da collezionismo;
  • 47.78.92 Commercio al dettaglio di spaghi, cordami, tele e sacchi di juta e prodotti per l’imballaggio (esclusi quelli in carta e cartone);
  • 47.78.94 Commercio al dettaglio di articoli per adulti (sexy shop);
  • 47.78.99 Commercio al dettaglio di altri prodotti non alimentari nca;
  • 47.79.10 Commercio al dettaglio di libri di seconda mano;
  • 47.79.20 Commercio al dettaglio di mobili usati e oggetti di antiquariato;
  • 47.79.30 Commercio al dettaglio di indumenti e altri oggetti usati;
  • 47.79.40 Case d’asta al dettaglio (escluse aste via internet);
  • 47.81.01 Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ortofrutticoli;
  • 47.81.02 Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ittici;
  • 47.81.03 Commercio al dettaglio ambulante di carne;
  • 47.81.09 Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti alimentari e bevande nca;
  • 47.82.01 Commercio al dettaglio ambulante di tessuti, articoli tessili per la casa, articoli di abbigliamento;
  • 47.82.02 Commercio al dettaglio ambulante di calzature e pelletterie;
  • 47.89.01 Commercio al dettaglio ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti;
  • 47.89.02 Commercio al dettaglio ambulante di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura; attrezzature per il giardinaggio;
  • 47.89.03 Commercio al dettaglio ambulante di profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti per qualsiasi uso;
  • 47.89.04 Commercio al dettaglio ambulante di chincaglieria e bigiotteria;
  • 47.89.05 Commercio al dettaglio ambulante di arredamenti per giardino; mobili; tappeti e stuoie; articoli casalinghi; elettrodomestici; materiale elettrico;
  • 47.89.09 Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti nca;
  • 47.99.10 Commercio al dettaglio di prodotti vari, mediante l’intervento di un dimostratore o di un incaricato alla vendita (porta a porta);
  • 96.02.02 Servizi degli istituti di bellezza;
  • 96.02.03 Servizi di manicure e pedicure;
  • 96.09.02 Attività di tatuaggio e piercing;
  • 96.09.03 Agenzie matrimoniali e d’incontro;
  • 96.09.04 Servizi di cura degli animali da compagnia (esclusi i servizi veterinari);
  • 96.09.09 Altre attività di servizi per la persona nca.

A questa lista si aggiunge, con il decreto Ristori Ter, anche:

  • 47.72.10 Commercio al dettaglio di calzature e accessori

>> Qui tutte le misure introdotte con il Decreto Ristori

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Contributi a fondo perduto 2020: a chi non spettano

Il contributo non viene erogato ai soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 25 ottobre 2020 e inoltre sono confermate le disposizioni di cui ai commi da 3 a 11 dell’art. 1 del D.L. n. 137/2020. Nello specifico:

  • l’indennizzo spetta se l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi di aprile 2020 è inferiore ai due terzi di quello realizzato nello stesso mese dell’anno precedente (si fa riferimento alla data di effettuazione delle operazioni);
  • per i soggetti che hanno già ricevuto il contributo a fondo perduto previsto dall’art. 25 del decreto Rilancio, il contributo sarà corrisposto dall’Agenzia delle Entrate mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo. Per i soggetti che non avevano percepito il precedente contributo, l’indennizzo sarà riconosciuto previa presentazione di apposita istanza all’Agenzia delle Entrate;
  • l’importo del contributo non sarà superiore a 150.000 euro.


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