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Opzione donna e Ape social: verso la proroga 2021. Novità, requisiti e domanda

Daniele Bonaddio
opzione donna e ape social proroga 2021

Mentre si accendono i dibattiti attorno all’efficacia del meccanismo di pensionamento quota 100 (che terminerà a fine 2021), il Governo sembra intenzionato a prorogare, anche per il 2021, due meccanismi di pensionamento anticipato: stiamo parlando di Opzione donnaApe social 2021.

Due strumenti, diversi tra di loro, ma che hanno l’obiettivo comune quello di derogare ai requisiti ordinari per andare in pensione (pensione di vecchiaia e pensione anticipata). Il differimento ufficiale dovrebbe arrivare con la Manovra Finanziaria 2021. Attenzione però: molto probabilmente il 2021 segnerà la fine dell’Ape Social, quindi dal 2022 non ci sarà più la possibilità di avvalersene. Pertanto, anche questo sistema di pensionamento anticipato riservato esclusivamente ai lavoratori con particolari difficoltà sociali andrà in soffitta, ma non è detto che non sarà riconsiderato nell’ambito del più ampio programma di riforma pensioni.

Intanto la ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo, ha convocato mercoledì 14 ottobre 2020 i sindacati, per una nuova riunione del Tavolo tecnico di studio sulla riforma del sistema pensionistico.

Vediamo quindi nel dettaglio tutte le novità allo studio in merito all’opzione donna e all’Ape social per il 2021. Ecco i requisiti e come accedere al pensionamento in via anticipata.

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Opzione donna 2021: destinatari, requisiti e come fare domanda

L’opzione donna, originariamente introdotto dall’art. 1, co. 9 dalla L. 23 agosto 2004, n. 243 (cd. “Legge Maroni”), consente alle lavoratrici – sia autonome che subordinate – di andare in pensione in maniera anticipata rispetto ai trattamenti previdenziali ordinari, ossia la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata.

L’opzione, in particolare, è riservata esclusivamente alle lavoratrici iscritte all’Ago (Assicurazione generale obbligatoria), ed ai fondi ad essa sostitutivi od esclusivi (dipendenti del settore privato, pubblico impiego e lavoratrici autonome) in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995. Pertanto, non vi rientrano le lavoratrici iscritte alla Gestione separata INPS, di cui all’art. 2, co. 26 della L. 335/1995.

Per poter accedere a tale strumento, le lavoratrici devono maturare i requisiti pensionistici minimi entro il 31 dicembre 2019.

Quindi, l’anticipo pensionistico è riservato unicamente:

  • alle lavoratrici dipendente di età pari o superiore a 58 anni;
  • alle lavoratrici autonome di età pari o superiore a 59 anni,

che abbiano maturato 35 anni di contributi.

L’opzione donna, tuttavia, presenta alcuni limiti che potrebbero disincentivare le lavoratrici a protendere per tale meccanismo di pensionamento. Uno su tutti è sicuramente il meccanismo di calcolo, che è quello contributivo, di cui al D.Lgs. 30 aprile 1997, n. 180 (in genere più penalizzante rispetto al sistema retributivo).

Altro fattore da considerare per chi intendesse accedere all’opzione donna è la decorrenza del primo assegno pensionistico, in quanto tale tipologia di prestazione soggiace ancora alla cd. “finestra mobile” (cfr. INPS, Circolare n. 53/2011), che prevede un meccanismo in base al quale l’erogazione avviene:

  • dopo 12 mesi dalla maturazione dei predetti requisiti per le dipendenti;
  • dopo 18 mesi per le autonome.

Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo, come precisato dall’INPS con la Circolare n. 11 del 29 gennaio 2019, è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurata.

Dunque, è possibile affermare che vi rientrano i contributi:

  • obbligatori;
  • da riscatto o da ricongiunzione;
  • volontari e figurativi.

Quanto alla presentazione della domanda all’INPS, essa deve essere effettuata in maniera telematica. In alternativa, qualora agire per via telematica non fosse possibile, si può fare domanda:

  • tramite Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o al 06 164 164 (da rete mobile);
  • rivolgendosi a enti di patronato e intermediari dell’Istituto autorizzati a procedere attraverso i servizi telematici che essi stessi offrono.

Ape social 2021: cos’è

L’Ape social, disciplinato dall’art. 1, co. 179 della L. n. 232/2016 (Legge di Bilancio 2017), è un sussidio economico (cd. “reddito ponte”) rivolto ad alcune categorie di lavoratori meritevoli di una particolare tutela da parte del legislatore e che accompagna il pensionato fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia (per il 2020 pari a 67 anni).

L’anticipo pensionistico può essere richiesto a condizione di aver raggiunto 63 anni di età e si rivolge:

  • agli iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria (Ago) dei lavoratori dipendenti;
  • ai fondi ad essa esclusivi o sostitutivi;
  • le gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
  • la gestione separata dell’INPS.

Quindi possono farne richiesta, sia i lavoratori del settore privato che pubblico, con esclusione dei liberi professionisti iscritti ad Albi professionali propri (es. Commercialista, Consulenti del lavoro, Avvocati, ecc.). Il sussidio erogato è trattato fiscalmente come reddito da lavoro dipendente con riconoscimento, peraltro, del bonus 80 euro.

A integrazione delle predette condizioni, il richiedente deve:

  • aver maturato entro il 31 dicembre 2020 almeno 30 anni (o 36 anni di contributi per i lavori gravosi), a seconda della categoria di appartenenza, con un massimo di 2 anni di sconto per le donne;
  • aver cessato l’attività lavorativa;
  • essere residenti in Italia;
  • essere privo di una pensione diretta in Italia o all’estero;
  • maturare una pensione di vecchiaia di importo non inferiore a 1,4 volte l’importo della pensione minima dell’INPS (718,20 euro circa).

Ape social 2021: chi ne avrà diritto

Come anticipato, lo strumento è riservato esclusivamente ai lavoratori che versano in condizione di difficoltà, ed in particolare a quattro profili di tutela:

  1. disoccupati;
  2. invalidi (superiore o uguale al 74%);
  3. caregivers (soggetti che assistono parenti disabili da almeno sei mesi. Sono inclusi il coniuge o un parente di primo grado, parente o affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti);
  4. addetti a mansioni cd. gravose (contenuti nel Decreto 18 aprile 2018).

Se tutto rimarrà inviariato nel 2021, restano questi i requisiti.

Ape social 2021: come fare domanda

Per accedere all’Ape social è necessario presentare una domanda preliminare. I termini di scadenza sono tre:

  • 31 marzo,
  • 15 luglio,
  • e 30 novembre.

Le domande presentate oltre la data del 15 luglio e comunque entro il 30 novembre, saranno prese in considerazione esclusivamente se, all’esito del monitoraggio delle domande presentate, residuano le necessarie risorse finanziarie.

I termini entro i quali l’Istituto previdenziale deve comunicare ai richiedenti l’esito dell’istruttoria delle domande di verifica sono i seguenti:

  • 30 giugno, per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 31 marzo;
  • 15 ottobre, per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 15 luglio;
  • 31 dicembre, per le domande di verifica delle condizioni presentate oltre il 15 luglio, ma entro il 30 novembre del medesimo anno.

L’Ape sociale, in presenza di tutti i requisiti, decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda di trattamento, previa cessazione dell’attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato, svolta in Italia o all’estero.

Infine, si ricorda che la domanda in questione è un adempimento preliminare alla domanda vera e propria, che consiste appunto nella certificazione dei requisiti d’accesso all’Ape sociale da parte dell’INPS stesso. Solo in seguito all’esito positivo dell’istanza è possibile procedere con la domanda di liquidazione.

Ai fini operativi, l’istanza può essere inoltrata all’INPS:

  • tramite Patronato;
  • oppure direttamente dall’interessato attraverso il portale web dell’INPS, se in possesso delle credenziali di accesso (serve il PIN dispositivo).

Il servizio è disponibile seguendo il percorso: “Domanda di prestazione pensionistica: pensione, ricostituzione, ratei maturati e non riscossi, certificazione del diritto a pensione” -> “Nuova domanda”.

 



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