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Family Act, come funzionano e come richiedere le agevolazioni previste

Paolo Ballanti
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Il disegno di legge delega denominato “Family act prevede una serie di misure a sostegno di genitori con figli e nuove generazioni che frequentano studi universitari o si apprestano a vivere le prime esperienze di convivenza con i propri partner.

Dall’assegno unico ai rimborsi per le rette degli asili nido, sono tante le misure del ddl che sta affrontando in queste settimane l’iter parlamentare di approvazione.

Ricordiamo che la norma è una delega al Governo ad adottare decreti legislativi di attuazione, nel rispetto di determinate linee guida

Vediamo nel dettaglio le modalità di richiesta con cui i cittadini potranno ottenere agevolazioni fiscali, indennità INPS o rimborsi.

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Family Act: Assegno unico

Il ddl “Family actdelega il Governo ad adottare entro il 30 novembre 2020 un decreto legislativo che introduca l’assegno unico universale, strumento che dovrà raccogliere e riordinare le numerose misure a sostegno delle famiglie con figli.

Lo spettro di erogazione del contributo interesserà il periodo compreso tra il settimo mese di gravidanza ed il compimento del ventunesimo anno di età del figlio. La misura dell’assegno sarà proporzionale al numero dei figli, con maggiorazioni in presenza di figli con handicap (peraltro in questo caso non opereranno i limiti di età citati poc’anzi) o nuclei con tre o più figli.

Al momento non ci sono certezze sull’ammontare del contributo, così come sulle modalità di erogazione. Su quest’ultimo punto le opzioni sul tavolo dell’esecutivo sono:

  • Accredito diretto al beneficiario;
  • Riconoscimento del contributo sotto forma di credito d’imposta.

A seconda della modalità di corresponsione cambia naturalmente la procedura di richiesta. Nel primo caso, quello della liquidazione al destinatario in conto corrente, si presume una gestione delle procedure affidata all’INPS, con domanda da inoltrare in via telematica indicando anche gli estremi di pagamento.

In alternativa, un riconoscimento dell’agevolazione sotto forma di credito d’imposta verrebbe gestito in sede di invio della dichiarazione dei redditi, portando l’importo in diminuzione delle tasse. In questo caso i controlli sarebbero affidati all’Agenzia delle entrate, ente preposto alla ricezione e alla verifica delle dichiarazioni fiscali.

Family Act: Sostegno per l’educazione dei figli

Il secondo pacchetto di misure del “Family act” ha ad oggetto l’introduzione di strumenti di sostegno alle famiglie nelle spese per l’educazione e la cura dei figli.

In particolare, si prevede la copertura delle rette per la frequenza di:

  • Asili nido pubblici e privati;
  • Asili nido familiari;
  • Micronidi;
  • Sezioni primavera;
  • Scuole dell’infanzia.

Il disegno di legge delega altresì il Governo ad adottare:

  • Misure di sostegno alle famiglie per le spese legate a gite scolastiche nonché iscrizioni a palestre, piscine ed altre attività sportive;
  • Interventi a copertura delle spese sostenute dalle famiglie per l’acquisto di biglietti per rappresentazioni cinematografiche e teatrali, parchi naturali, musei, mostre ed eventi culturali;
  • Rimborsi per l’acquisto dei libri scolastici richiesti dal percorso di studi frequentato dai figli.

Le misure previste a sostegno dell’educazione saranno erogate sotto forma di agevolazioni fiscali o, si legge nel testo del ddl, riconoscimento di “una somma di denaro allo scopo vincolata”.

Nel primo caso si ipotizza il riconoscimento di un credito d’imposta o detrazione fiscale da far valere in dichiarazione dei redditi. In questo frangente il beneficiario non sarebbe chiamato a fare alcuna richiesta eccezion fatta per l’indicazione, nel modello fiscale interessato, dell’ammontare delle spese sostenute ammesse all’agevolazione.

Diverso il caso dell’erogazione del contributo sotto forma di un ammontare in denaro da utilizzare esclusivamente per gli usi concessi dalla normativa. In quest’ipotesi si profila una procedura caratterizzata da:

  • Richiesta del contributo e presentazione della documentazione a sostegno delle spese sostenute;
  • Riconoscimento del rimborso;
  • Erogazione del rimborso attraverso lo strumento di pagamento scelto dal beneficiario in sede di trasmissione della domanda.

Si profila in alternativa il riconoscimento delle somme sotto forma di buoni o card spendibili nei casi ammessi dalla normativa. Anche in quest’ipotesi, tuttavia, non si esclude una necessaria e preventiva richiesta da parte dell’interessato.

Family Act: Congedi per i lavoratori

Il terzo pilastro delle misure del “Family act” è dedicato alla modifica dei congedi per i genitori che lavorano. In particolare si delega il Governo a:

  • Introdurre modalità flessibili per i congedi parentali;
  • Prevedere un permesso retribuito di almeno cinque ore all’anno per i colloqui con gli insegnanti;
  • Riconoscere un periodo minimo di congedo parentale pari a due mesi (per ciascun figlio), non cedibile all’altro genitore.

In questo caso, nessuna novità per le richieste di congedo di paternità o parentale che seguiranno le regole ordinarie, con domanda da presentarsi all’INPS e comunicazione preventiva al datore di lavoro.

Con riferimento invece al permesso retribuito per i colloqui con gli insegnanti si ipotizza una semplice informativa al proprio datore di lavoro.

Family Act: Conciliazione tempi di vita e di lavoro

Con lo scopo di incentivare il lavoro delle donne il “Family act” delega il Governo ad introdurre un’indennità integrativa a carico dell’INPS a copertura del periodo di rientro al lavoro dopo il congedo obbligatorio, da richiedere presumibilmente all’ente previdenziale con apposita pratica telematica, come avviene per le altre prestazioni a sostegno della maternità.

Inoltre, si prevedono specifiche detrazioni o deducibilità da applicare in sede di dichiarazione dei redditi legate alle spese sostenute per addetti ai servizi domestici assunti con contratto di lavoro subordinato.

Family Act: Sostegno ai giovani

L’ultimo aspetto di rilievo del “Family act” prevede l’adozione di una serie di decreti legislativi da parte dell’esecutivo volti a favorire “l’autonomia e il protagonismo giovanile”.

Tutte le misure previste sull’argomento passano attraverso agevolazioni fiscali, da richiedere in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi. Ci riferiamo in particolare a:

  • Detrazioni fiscali per l’acquisto di libri universitari;
  • Detrazioni fiscali legate al contratto di locazione per i figli frequentanti l’università;
  • Agevolazioni fiscali per le giovani coppie (ambedue devono avere un’età non superiore a 35 anni al momento della presentazione della domanda) che stipulano contratti di locazione per l’affitto della prima casa.
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