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Bonus Colf e badanti 2020: tutti gli esclusi e i casi di incompatibilità

Daniele Bonaddio
bonus colf e badanti 2020 esclusi

Dopo essere stati esclusi dal bonus 600 euro previsto dal Decreto Cura Italia, ai lavoratori domestici – ed in particolare colf e badanti – il Governo ha riconosciuto un’indennità ad hoc all’interno del Decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020). Il bonus, pari a 500 euro per i mesi di aprile e maggio 2020, è rivolto ai lavoratori domestici non conviventi che abbiano in essere, alla data del 23 febbraio 2020, uno o più contratti di lavoro di durata complessiva superiore a 10 ore settimanali.

Le domande per ottenere il Bonus Colf e badanti 2020 possono essere presentate direttamente dal sito INPS, mediante il link proposto nell’home page. A tal fine è sufficiente essere in possesso di un PIN ordinario o dispositivo rilasciato dall’INPS, SPID di livello 2 o superiore, Carta di identità elettronica 3.0 (CIE) e Carta nazionale dei servizi (CNS).

Con la Circolare 65 del 28 maggio 2020, l’INPS – oltre a riepilogare le caratteristiche e i requisiti da possedere per accedere al bonus – ha specificato anche le eventuali incompatibilità con le altre indennità legate all’emergenza COVID-19,le misure di contrasto alla povertà e con i trattamenti pensionistici. Andiamo quindi in ordine e vediamo nel dettaglio tutti gli esclusi e i casi di incompatibilità del bonus lavoratori domestici 2020.

Bonus Colf e badanti 2020: chi ne ha diritto 

Possono fare richiesta del bonus 500 euro i soggetti assicurati presso la Gestione dei Lavoratori domestici dell’INPS appartenenti alle categorie individuate dal vigente CCNL, ossia colf e badanti. Per quanto concerne le categorie di lavoratori interessati dalla nuova misura, possono accedere al beneficio tutti i lavoratori per i quali, alla data del 23 febbraio 2020:

  • risulti l’iscrizione del rapporto di lavoro attivo nella Gestione dei Lavoratori domestici dell’INPS;
  • l’orario settimanale dell’unico rapporto di lavoro o la somma dell’orario dei vari rapporti di lavoro, alla medesima data del 23 febbraio 2020, abbia una durata complessiva superiore a 10 ore;
  • non risulti la convivenza con alcuno dei datori di lavoro.

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Quando si esclusi dal Bonus Colf e badanti 2020

Da notare che i contratti di lavoro da considerare devono essere tutti quelli la cui instaurazione non è stata respinta dall’INPS, per mancanza dei requisiti previsti dalla normativa sui rapporti di lavoro domestico. Sono quindi esclusi, per espressa previsione di legge, i contratti di lavoro da emersione di cui all’art. 103 del D.L. n. 34/2020.

Quanto alla durata complessiva del rapporto di lavoro, superiore a 10 ore settimanali, esso deve risultare dalle comunicazioni inviate all’INPS dal datore di lavoro entro il 23 febbraio 2020. Tra l’altro, anche la condizione della “non convivenza” con il datore di lavoro è desunta dalle comunicazioni inviate all’INPS dal datore di lavoro entro la predetta data, sulla base del contratto.

>> Decreto Rilancio: tutti gli aiuti ai lavoratori e come chiederli 

Bonus Colf e badanti 2020: incompatibilità con altri bonus Covid

In base a quanto previsto dall’art. 85, co. 3 del D.L. n. 34/2020, l’indennità in commento non è cumulabile con alcuna delle indennità COVID-19, introdotte per fronteggiare l’emergenza epidemiologica. Trattasi, in particolare:

  • dell’indennità per i professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa;
  • dell’indennità per i lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago;
  • dell’indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali;
  • dell’indennità lavoratori del settore agricolo;
  • dell’indennità lavoratori dello spettacolo Fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID19 (art. 44, D.L. n. 18/2020, così come modificato dall’art. 78 del D.L. n. 34/2020);
  • dell’indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19 (art. 84 del D.L. n. 34/2020);
  • dell’indennità in favore dei lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione presso il Comitato Olimpico Nazionale (CONI), il Comitato Italiano Paralimpico (CIP) ed enti, società e federazioni ad essi collegati (art. 98 del D.L. n. 34/2020);
  • del Reddito di emergenza;
  • del Reddito di cittadinanza, il cui ammontare del beneficio risulti superiore o pari all’ammontare dell’indennità LD.

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Bonus Colf e badanti 2020: come si verifica l’incompatibilità dei bonus 

Nel caso in cui il richiedente (o uno dei membri del suo nucleo familiare) inoltri, in concomitanza della presentazione della domanda di indennità per lavoratore domestico, un’altra istanza per fruire di una delle suddette prestazioni, le domande verranno istruite sulla base dei requisiti richiesti dalla legge.

La verifica in ordine alle incompatibilità avviene quindi nella fase conclusiva dell’istruttoria della domanda presentata dall’utente e ne condiziona l’accoglimento. Il controllo di compatibilità, infatti, attinge le informazioni dalla procedura dell’Istituto che contabilizza i pagamenti delle prestazioni e determina l’accoglimento della domanda, solo se non viene rilevato un pagamento per una delle prestazioni incompatibili, così come elencate ai punti precedenti, a favore del medesimo soggetto richiedente o uno dei membri del nucleo familiare (se titolare di Rdc/Pdc o Reddito di emergenza).

Al riguardo, in fase di istruttoria della domanda di indennità, si procederà a verificare se il richiedente risulti inserito in un nucleo familiare che sia percettore di Rdc/Pdc., nonché l’importo complessivamente percepito per le mensilità di aprile e maggio.

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Bonus Colf e badanti 2020: i casi di incompatibilità

In base alle informazioni Inps riportate in circolare 85, possono aversi i seguenti casi.

Caso 1.

Per le mensilità di aprile e maggio l’importo complessivamente spettante a titolo di Rdc/Pdc è pari a 1.000 euro; la domanda di indennità sarà respinta con la motivazione che il soggetto, o un componente il suo nucleo familiare, è percettore di Rdc/Pdc di importo pari o superiore all’indennità. Nell’ipotesi in cui l’ammontare del Rdc/Pdc percepito complessivamente per le mensilità di aprile e maggio sia inferiore a quello delle due indennità mensili previste dalla norma per i lavoratori domestici, si procederà ad integrare il beneficio del Reddito/Pensione di cittadinanza fino all’ammontare dell’indennità complessivamente dovuta.

Caso 2.

Per le mensilità di aprile e maggio, l’importo spettante a titolo di Rdc/Pdc è pari a 800 euro. In questo caso, la domanda per l’indennità sarà accolta con integrazione della prestazione Rdc/Pdc pari a 200 euro. Tale somma verrà erogata con le modalità e con la tempistica utile di pagamento della prestazione Rdc/Pdc (normalmente entro il mese successivo).

Nell’ipotesi in cui la domanda di Rdc/Pdc non sia in pagamento poiché in stato “evidenza alla sede” per la presenza di un ISEE recante omissioni e/o difformità, ovvero laddove la stessa domanda sia ancora in stato “da istruire”, si procederà ad effettuare il pagamento dell’indennità in parola, tenendo conto delle azioni che devono essere poste in essere in caso di ISEE recante omissioni e/o difformità.

Se al momento dell’istruttoria della domanda di indennità, il richiedente non risulta più percettore di Rdc/Pdc, in quanto è successivamente decaduto o è stato revocato dalla prestazione, va comunque tenuto in considerazione quanto sia stato eventualmente percepito per le mensilità di aprile e maggio a titolo di Rdc/Pdc. In tali ipotesi, pertanto, la domanda per l’indennità potrà essere accolta ed erogata con le modalità di pagamento prescelte per la somma residua oppure respinta se l’integrazione non spetta.

>> Reddito di emergenza 2020: a chi spetta, importi e come richiederlo

Caso 3.

Il beneficiario di Rdc/Pdc è decaduto dalla prestazione nel mese di giugno. Tuttavia, per la mensilità di aprile e maggio è stato corrisposto un importo complessivo di 600 euro.

In tal caso, la domanda per l’indennità è accolta e l’importo erogato è pari al residuo di 400 euro. L’indennità in favore dei lavoratori domestici non spetta, come specificato in premessa, ai titolari di pensione, ad eccezione dell’assegno ordinario di invaliditàe ai titolari di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato diverso dal lavoro domestico. La verifica sulla titolarità di pensioni, diverse dall’assegno ordinario di invalidità, e di rapporti di lavoro a tempo indeterminato diversi dal lavoro domestico, è effettuata direttamente negli archivi dell’Istituto, con riferimento alla situazione che risulti in essere precedentemente alla data del 23 febbraio 2020.

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