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Sospensione Imu, Tari e imposte locali: in attesa del Decreto Aprile ecco le novità

Giuseppe Moschella
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I decreti e i provvedimenti finora emanati dal governo per fronteggiare l’emergenza del coronavirus, non hanno previsto, disposizioni relative alla sospensione o alla riduzione dei tributi locali. Sono molte le amministrazioni colpite dalla crisi, che si stanno interrogando sulla possibilità di operare autonomamente in tale direzione, dovendo tenere inconsiderazione una serie di limiti normativi, oltre che la scarsa disponibilità delle risorse nel bilancio degli enti.

La sospensione dei tributi comunali, pare sia allo studio nel prossimo Decreto Aprile, che confermerà ed amplierà molte delle misure previste nel decreto Cura Italia (D.L. 18/2020).

Per gli enti locali potrebbe arrivare la costituzione di un fondo straordinario necessario a colmare la riduzione delle entrate per i comuni, causata dal blocco delle attività imposto per fronteggiare l’emergenza sanitaria.

L’articolo 62 del D.L. 18/2020 ha sospeso fino al 31 maggio tutti gli adempimenti tributari diversi dai versamenti e dalle ritenute.

La sospensione interessa tuttavia marginalmente i tributi locali, tenuto conto che le scadenze della dichiarazione Tari e di quelle Imu e Tasi, del medesimo anno sono fissate rispettivamente al 30 giugno 2020 (o ad altro termine stabilito dal regolamento comunale) ed al 31 dicembre del medesimo anno.

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La sospensione dei versamenti

Sulla sospensione dei termini di versamento dei tributi locali, i comuni possono intervenire con apposita delibera di giunta, adottata ai sensi della potestà regolamentare prevista dall’articolo 52 del D.Lgs 446/1997.

Ciò accade per le scadenze dell’imposta comunale sulla pubblicità, per quelle della tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche e soprattutto per la tassa sui rifiuti, per la quale è previsto che sia il comune a stabilire le scadenze di versamento.

Un discorso diverso va fatto per l’Imu, in quanto le scadenze di versamento sono fissate per legge al 16 giugno (acconto) e al 16 dicembre (saldo) di ogni anno, sottraendo in questo caso la potestà regolamentare agli enti locali.

Tuttavia, i comuni nell’ambito dei loro regolamenti, possono stabilire il differimento dei termini di versamento per situazioni particolari, resterebbe comunque il problema della quota statale del tributo, la cui scadenza, come anche chiarito dal ministero dell’Economia e delle Finanze, non può essere differita dal regolamento comunale. Da qui la necessità di una norma nel prossimo decreto che possa permettere la sospensione delle scadenze tributarie per i comuni che intendessero procedere in questo senso.

Imposta sulla pubblicità, Tosap e Tari

Per l’imposta comunale sulla pubblicità, le esenzioni e le riduzioni sono tipizzate dalla legge. Spesso i comuni non riescono a ridurre le tariffe in quanto vi sono delle misure base imposte dalla legge. Spazi ridotti di intervento, vi sono anche per la Tosap per la quale si potrebbe puntare a riduzioni delle tariffe. Eventuali interventi sui citati tributi, vanno adottati entro il termine previsto per l’approvazione del bilancio di previsione.

Per quanto riguarda la Tari, i comuni hanno maggiori possibilità di manovra, e possono essere stabilite riduzioni specifiche (sulla quota variabile o su la quota fissa e variabile), o esenzioni temporanee.

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Sospensione Imu

Per quanto riguarda l’Imu, anche se vi sono delle limitazioni in termini di esenzioni, gli enti hanno un’ampia libertà nella fissazione delle aliquote del tributo. Aliquote che la legge consente anche di azzerare, ferma restando comunque la quota statale.

Relativamente ad eventuali riduzioni delle aliquote in favore di determinate fattispecie, la circolare n. 3-DF/2012 del ministero dell’economia e delle finanze, ha ammesso tale possibilità, pur se nel rispetto dei limiti di legge.

Proroga di Imu, TARI, TASI: le novità nel Decreto Aprile

Nel prossimo decreto di aprile, al quale il governo sta lavorando, potrebbe essere dunque prevista la possibilità per i comuni di disporre la sospensione dei tributi locali, e a seguito del blocco delle attività commerciali e di somministrazioni di alimenti e bevande, potrebbe esserci la sospensione anche delle rate residue del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (Cosap).

Tra i rinvii più importanti, vi è sicuramente essere quello relativo all’acconto dell’Imu in scadenza il prossimo 16 giugno, sospensione che potrebbe arrivare fino al 30 novembre.

La sospensione di Imu, Tari e delle altre imposte locali, potrebbe essere compensata da possibili anticipazioni di liquidità dalla Cassa Depositi e Prestiti, con lo Stato nel ruolo di garante, per andare in soccorso alle casse degli enti locali.

Le risorse agli enti potrebbero arrivare da un ampliamento delle anticipazioni di liquidità extra rilanciate dall’ultima manovra (art. 1 comma 556 della Legge n. 160 del 27 dicembre 2019) per facilitare i pagamenti ai fornitori.

Servirà anche una copertura ulteriore per gli interessi a garanzia della quale potrebbe esserci lo Stato che potrà rivalere nei prossimi anni sugli enti interessati con la riduzione dei trasferimenti.

Sospensione tasse locali: decisione spetterà ai comuni

La sospensione delle tasse locali, potrebbe non essere generalizzata, in quanto la decisione probabilmente sarà affidata ai comuni e agli altri enti territoriali. In gioco vi sono grandi somme in particolare per quanto riguarda il versamento dell’Imu del prossimo 16 giugno, e agli altri introiti derivanti ad esempio dall’imposta di pubblicità o l’occupazione del suolo pubblico.

E’ facile aspettarsi che i comuni maggiormente danneggiati dal fermo delle attività, (qualora previsto dal prossimo decreto) opteranno per la sospensione dei versamenti a giugno, e in diversi casi molti hanno già deciso per la proroga a settembre, di alcuni versamenti relativi in particolare alla Tari.

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