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Energia verde: la nuova strategia europea di transizione climatica

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La Commissione Europea ha di recente presentato il suo piano per rafforzare e rinnovare l’industria dei paesi membri. Una strategia che è basata sul raggiungimento soprattutto di tre obiettivi. Innanzitutto le aziende europee devono mantenere il loro livello di competitività sul piano internazionale, poi devono muoversi nell’ottica del contributo solidale alla decarbonizzazione delle risorse energetiche e, infine, contribuire a plasmare un futuro sempre più digitale. Ma quello che risalta è soprattutto la decisione di andare verso un piano di alleanze per lo sfruttamento anche dell’idrogeno come risorsa e la messa in moto in maniera seria e costruttiva di un’economia circolare in tutti gli stati membri, cercando di colmare le attuali differenze.

Le fonti rinnovabili sono in crescita

Il nuovo rapporto sulla produzione di elettricità a livello mondiale incorona il 2019 come l’anno in cui si è registrata la maggiore riduzione delle emissioni di carbonio. In pratica la quota di energia che è stata prodotta dalle centrali a carbone si è ridotta del 3%, mentre quella prodotta da eolico e solare è aumentata del 15%, rappresentando oggi l’8% della produzione totale. Un vero e proprio balzo in avanti delle rinnovabili che offre ai consumatori la possibilità di usufruire di energia pulita a prezzi concorrenziali. Quest’ultima proviene da aziende che mettono a disposizione dell’utenza tariffe vantaggiose per la casa, come avviene per esempio con l’offerta per la luce e il gas di Green Network Energy. Questo trend positivo vede l’Italia in prima fila nella produzione di energia da fonti rinnovabili, le quali nel 2018 sono arrivate a coprire ben il 18% della richiesta nazionale. Nel solo settore elettrico, tra l’altro, la presenza delle rinnovabili arriva al 34,5% con una metà circa che viene dall’idroelettrico, il 17,5% dall’eolico, il 19,3% dallo sfruttamento delle biomasse, il 6,1% dal geotermico e il 22,7% dalle risorse di origine solare.

L’energia rinnovabile potrebbe arrivare al 50% nel 2030

I buoni propositi di Bruxelles si sono materializzati, in ciascuno degli stati membri, in una serie di Piani Nazionali per l’Energia e il Clima, i cosiddetti PNIEC, che se rispettati dovrebbero portare lo sfruttamento dell’energia rinnovabile a coprire oltre il 50% del fabbisogno entro il 2030. Le previsioni parlano addirittura del 53%, anche se è ancora presto per capire se i paesi europei riusciranno a superare gli ostacoli burocratici e a raggiungere una tale soglia. Se questo risultato venisse confermato, si tratterebbe di un passo importante perché porterebbe la fornitura elettrica prodotta tramite eolico e solare sul punto di superare quella delle centrali a carbone. E la dichiarazione di Peter Osbaldstone, direttore della ricerca di Wood Mackenzie, sembra voler confermare questo quadro rassicurante quando afferma che “Le rinnovabili sono sulla buona strada per rappresentare la maggior parte della fornitura di elettrica in Europa entro dieci anni e oltre il 60 per cento del mercato entro il 2040”.



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