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Regime forfetario 2020: come cambia, le novità in arrivo

Dietrofront del Governo sul regime analitico. Il forfetario è salvo, ma potrebbero tornare specifici paletti

Giuseppe Moschella
regime forfetario 2020

Regime forfetario 2020: cosa accadrà e come cambierà con la Legge di bilancio. Sul regime forfettario fino a 65 mila euro, ancora non vi è nulla di confermato, anzi, il Governo dopo aver indicato nel documento programmatico di bilancio di voler introdurre nuovi paletti anti-abuso, e in particolare di apportare modifiche, che di fatto sancirebbero un ritorno al “vecchio” regime dei minimi, con la determinazione analitica del reddito, sembra aver fatto un cambio di rotta, ma ancora nulla è definito.

Il regime agevolato potrebbe rimanere “forfetario” per tutti gli autonomi, professionisti e imprese, che dichiarano ricavi o compensi fino a 65mila euro, tuttavia potrebbero essere introdotte alcune modifiche.

Una marcia indietro si potrebbe avere sui paletti “antiabuso”, ovvero per limitare l’accesso alla flat tax al 15%, questi potrebbero attenersi ai vincoli previsti sulla manodopera, e al divieto di cumulo con altri redditi da lavoro dipendente o da pensione.

L’intento di limitare l’accesso al beneficio fiscale, come inizialmente stabilito, avrebbe di fatto segnato un ritorno al vecchio regime dei minimi, secondo cui il reddito di impresa o di lavoro autonomo è costituito dalla differenza tra l’ammontare dei ricavi o compensi percepiti nel periodo d’imposta, e quello delle spese sostenute nello stesso periodo nell’esercizio dell’attività di impresa o professione.

Concorrevano inoltre, alla formazione del reddito, le plusvalenze e le minusvalenze dei beni relativi all’impresa o all’esercizio di arti e professioni.

> Regime Forfetario 2019: come funziona <

Cosa prevede l’attuale regime Forfetario 2019

Il regime agevolato o “forfetario” attualmente in vigore, consente di calcolare la base imponibile a “forfait”, ovvero applicando all’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti (incassati), un coefficiente di redditività che varia a seconda dell’attività esercitata e che va dal 40 per cento fino all’86 per cento. 

Al reddito calcolato, si applica una imposta sostitutiva del 15 per cento, che appunto sostituisce l’Irap, l’imposta sui redditi, e addizionali comunale e regionale. L’imposta si abbassa al 5 per cento in caso di start up under 35. 

Con tale sistema, i costi diventano irrilevanti o meglio come specificato anche nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate 9 del 10 aprile 2019 dell’Agenzia delle Entrate, rilevano indirettamente in base alla percentuale di redditività attribuita, in via presuntiva, all’attività effettivamente esercitata.

Nel calcolo del reddito del reddito imponibile “a forfait” inoltre, non rilevano in alcun modo plusvalenze o minusvalenze.

Legge di Bilancio 2019 (La Legge n. 145 del 30 dicembre 2018), oltre a portare a 65 mila euro il tetto dei ricavi, aveva eliminato alcuni dei paletti che limitavano l’attrattività del “vecchio” regime forfettario, ovvero quella legata ai costi sostenuti per i beni strumentali, e per il personale dipendente, e quella che impediva l’accesso al regime, in caso di percezione di reddito da lavoro dipendente o assimilato (pensioni comprese) oltre i 30 mila euro lordi.

> Regime forfetario 2019: come accedere. Chiarimenti Agenzia entrate <

Regime Forfetario 2020: tornano le cause ostative

Sulla base di quanto indicato nel documento programmatico di bilancio 2020, le cause ostative dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) tornare attive, con modifiche o differenziazioni.

Il Governo quindi ha preannunciato la sua precisa volontà di introdurre limiti e vincoli, sia per accedere sia per restare nel Regime forfetario 2020.

Vi potrebbero essere in particolare:

  • il tetto di 30 mila euro per chi cumula redditi di lavoro subordinato o da pensione,
  • e il limite consentivo per le per le spese per personale dipendente ed assimilato si potrebbe attestare a 20 mila euro.

Non è ancora chiaro cosa si vuole fare sul limite dei beni strumentali, che potrebbe continuare come per l’attuale regime.

Altre cause ostative, sono quelle relative:

  • al possesso di quote di srl, società di persone o associazioni,
  • quelle riservate a forfettari che intrattengono rapporti con ex datori di lavoro.

Queste non dovrebbero subire modifiche.

Si ricorda che tali limitazioni sono state strutturate con la ratio di evitare artificiosi frazionamenti delle attività d’impresa o di lavoro autonomo svolte, o anche per coloro che intrattengono rapporti con ex datori, per limitare il fenomeno delle false partite Iva, ovvero evitare artificiose trasformazioni di attività di lavoro dipendente in attività di lavoro autonomo al fine di un risparmio d’imposta sia del lavoratore che del datore.

Quasi sicuramente non varierà il tetto dei ricavi e compensi, e probabilmente sarà confermata l’unificazione di tale soglia per tutte le tipologie di attività esercitate.

Regime forfetario 2020: cosa accadrà nel 2020

Tra le tante misure in cantiere nella Manovra 2020, ci sono anche alcune modifiche anti-abuso al Forfetario. La “flat tax” per le partite Iva, probabilmente manterrà il tetto dei 65.000 euro dei ricavi e compensi oltre alla unificazione di tale soglia per tutte le tipologie di attività, verrà confermato il prelievo al 15%, e secondo le ultime notizie non verrà modificata la determinazione forfettaria del reddito.

Rispetto all’attuale normativa, potrebbero essere previsti vincoli di accesso, l tetto di 30 mila euro per chi cumula reddito da lavoro subordinato o da pensione, e il limite di spese per prestazioni di collaboratori o dipendenti che non dovrà essere superiore a 20mila euro.

Non è ancora chiaro se sarà modificato il tetto dei beni strumentali, al lordo degli ammortamenti.

> Consulta lo speciale Legge di bilancio 2020 <

Vi potrebbe essere ancora la possibilità di adottare un sistema tendenzialmente di natura forfettaria, con la possibilità opzionale di determinazione analitica del reddito, per la fascia alta dei contribuenti, ragionando dunque su un sistema differenziato su per scaglioni di fatturato.

Per avere certezze sul destino del regime forfettario, bisognerà ancora attendere ulteriori sviluppi nelle prossime settimane, e gli esiti dei lavori parlamentari, non dimenticando che sulle scelte finali incideranno oltre alle scelte politiche, probabilmente e come sempre, le coperture e le risorse che si andranno a recuperare.

Altro punto da chiarire, riguarda l’obbligatorietà o meno per chi beneficia del regime agevolato dell’utilizzo della fatturazione elettronica, l’esenzione prevista, potrebbe trasformarsi in un regime premiale per chi, pur essendo forfettario decidesse di aderire alla fatturazione elettronica.

Regime forfetario 2020: niente flat tax sopra i 65 mila euro 

Oltre a queste novità, una prima decisione era sembrata già chiara mesi fa, e pare oggi confermata: NON ci sarà la flat tax al 20 per cento per i redditi tra i 65 mila e i 100 mila euro.

Per approfondire il Regime forfetario 2019 consigliamo il volume:

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Nicola Forte, 2019, Maggioli Editore

La Legge di bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145) ha avviato un graduale processo di introduzione della flat tax, prevedendo due aliquote applicabili (il 5 e il 15 per cento). L’intervento ha in realtà “rimodulato” il regime forfetario in vigore fino al 31 dicembre 2018,...



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