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Sostegno al reddito: le istruzioni Inps per lavoratori call center

Paolo Ballanti
sostegno al reddito call center

Il decreto legge che ha introdotto il Reddito di cittadinanza ha finanziato anche per il 2019 le misure di sostegno al reddito in favore dei lavoratori dei call-center.

Si tratta di una prestazione introdotta già nel 2015 ad opera del Dlgs. n. 148, nell’ambito della più ampia riforma del “Jobs Act” volta a supportare economicamente, da parte dell’INPS, i redditi dei dipendenti durante i periodi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa a seguito di crisi aziendali.

A seguito del finanziamento di 20 milioni di euro previsto per il 2019, l’Inps è intervenuta con il messaggio n. 3058 del 9 agosto scorso per fornire alcuni chiarimenti operativi a beneficio delle aziende destinatarie della prestazione.

Vediamo innanzitutto nel dettaglio in cosa consiste questa misura di sostegno al reddito e quali sono le indicazioni INPS.

Sostegno al reddito call center: chi può chiederlo 

Il sostegno al reddito per i lavoratori dei call-center può essere richiesto dai soli soggetti qualificati come “imprese” ai sensi dell’articolo 2082 del codice civile e altresì:

  • Non rientranti nel campo di applicazione della Cassa integrazione guadagni straordinaria;
  • Con un organico superiore alle 50 unità nel semestre precedente la presentazione della domanda.

L’indennità dev’essere corrisposta in favore di tutti i lavoratori aventi diritto appartenenti all’azienda.

Possono richiedere il sostegno al reddito le sole realtà in cui la sospensione o la riduzione dell’attività lavorativa sia dovuta ad una crisi aziendale. Questa situazione dev’essere valutata in base ad indicatori economico – finanziari relativi al biennio precedente, da cui emerga un andamento involutivo, dimostrato anche da un’apposita relazione tecnica.

Sempre nel biennio precedente dev’essersi verificato un ridimensionamento dell’organico o quantomeno la mancanza di nuove assunzioni.

> Prestazioni Inps sostegno al reddito: requisiti e come richiederle <

Oltre alla relazione tecnica sullo stato di crisi, l’azienda deve presentare un piano di risanamento con gli interventi correttivi intrapresi o da intraprendere, volti a contrastare la situazione di difficoltà produttiva, economica o finanziaria. Qualora nel corso della procedura o al termine della stessa siano previsti esuberi di personale, l’azienda deve presentare un piano di gestione degli stessi.

Il sostegno al reddito è riconosciuto anche qualora la crisi sia dovuta ad un evento imprevisto e improvviso, estraneo alla gestione dell’azienda. In questo caso si dovrà dimostrare:

  • L’imprevedibilità dell’evento che ha causato la crisi;
  • La rapidità con cui l’evento ha prodotto effetti negativi;
  • L’autonomia dell’evento con le politiche gestionali e produttive dell’azienda.

Da ultimo, possono accedere al sostegno al reddito anche le aziende ammesse ad una procedura concorsuale in cui sia stata disposta la continuazione dell’attività.

Sostegno al reddito call center: quanto dura

Gli interventi di sostegno al reddito non potranno avere durata superiore ai 12 mesi e comunque nei limiti delle risorse destinate (20 milioni di euro). Come ha chiarito il Ministero del lavoro con la circolare n. 8/2019, in presenza di un accordo di integrazione salariale siglato nel corso del 2019 con inizio della sospensione o riduzione d’orario sempre nello stesso anno è possibile usufruire dell’intervento nel limite di dodici mesi, superando di fatto la data del 31 dicembre 2019.

A chi spetta l’integrazione salariale

L’integrazione salariale spetta ai lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato esclusi i dirigenti e i lavoratori a domicilio. A tal fine è necessario possedere presso l’unità produttiva in cui si richiede il trattamento, un’anzianità di lavoro pari ad almeno 90 giorni, con riferimento alla data di presentazione della richiesta di concessione.

Hanno altresì diritto al sostegno al reddito gli assunti con contratto di apprendistato professionalizzante.

> Prestazioni Inps sostegno al reddito: come richiedere il pagamento e modifica Iban <

Sostegno al reddito call center: a quanto ammonta l’integrazione salariale

L’indennità è pari all’80% della retribuzione globale cui avrebbe avuto diritto il dipendente per le ore di lavoro non prestate, comprese fra le zero ore e il limite dell’orario a tempo pieno previsto dal CCNL applicato.

La somma non può comunque superare i seguenti importi mensili, rapportati alle ore di integrazione salariale autorizzate e per un massimo di dodici mesi, comprensive peraltro dei ratei di mensilità aggiuntive:

  • 993,21 euro quando la retribuzione mensile per il calcolo del trattamento, comprensiva dei ratei delle mensilità aggiuntive, è pari o inferiore ad euro 2.148,74;
  • 193,75 euro quando la retribuzione mensile è superiore ad euro 2.148,74.

Contribuzione figurativa

I periodi per i quali interviene l’integrazione salariale sono utili per la maturazione del diritto alla pensione anticipata o di vecchiaia. Per calcolare il contributo figurativo si prende a riferimento la retribuzione globale cui è riferita l’integrazione salariale.

TFR

Le quote di Trattamento di fine rapporto maturate durante i periodi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa sono interamente a carico dell’azienda.

Contributo addizionale

Le imprese che vengono ammesse al trattamento di integrazione salariale devono farsi carico di un contributo addizionale da versare all’INPS, calcolato sulla retribuzione globale che sarebbe spettata al dipendente per le ore di lavoro non prestate, pari a:

  • 9% se l’integrazione salariale interessa un periodo non superiore alle 52 settimane nell’arco di un quinquennio mobile;
  • 12% se la durata non eccede le 104 settimane in un quinquennio mobile;
  • 15% se l’integrazione salariale eccede le 104 settimane sempre in un quinquennio mobile.

Sostegno al reddito lavoratori call center: come accedere

Per ottenere il sostegno al reddito l’azienda deve siglare un apposito accordo presso il Ministero del lavoro – Direzione generale dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali (Divisione VI). Successivamente si dovrà presentare la domanda di concessione al trattamento sempre al Ministero del lavoro – Divisione generale degli ammortizzatori sociali e formazione (Divisione III) a mezzo raccomandata A/R o PEC e, contestualmente, agli Ispettorati territoriali del lavoro competenti per territorio.

Alla richiesta si dovrà allegare il verbale di accordo, l’elenco nominativo dei lavoratori interessati oltre ai dati aziendali e alla causale di intervento.

Rifinanziamento per il 2019

A finanziamento delle misure di sostegno al reddito per i lavoratori del settore call-center il decreto legge n. 4/2019 convertito in legge n. 26/2019 (lo stesso che ha introdotto il Reddito di cittadinanza) ha destinato per l’anno 2019 20 milioni di euro.

Sistema “Ticket”

Il messaggio INPS rende noto che, per meglio monitorare le spese connesse all’erogazione dell’indennità, è in corso di implementazione il sistema del “Ticket” da utilizzare all’interno delle denunce UNIEMENS che le aziende devono obbligatoriamente inviare all’Istituto entro la fine del mese successivo quello di competenza. Fino all’adozione del “Ticket” e comunque per le autorizzazioni che abbiano data non successiva al 31 ottobre 2019, le imprese dovranno continuare ad utilizzare il sistema della “CIG Aggregata”.

Codici UNIEMENS

Sempre con il messaggio n. 3058 l’INPS comunica i codici da utilizzare nel flusso UNIEMENS da parte delle aziende coinvolte dal sostegno al reddito che abbiano anticipato le somme a carico dell’Istituto:

  • Codice “G807” con cui valorizzare le somme anticipate per conto dell’INPS;
  • Codice “GF07” con cui identificare i lavoratori coinvolti dall’ammortizzatore sociale;
  • Codice “E405” per esporre gli importi dovuti a titolo di contributo addizionale.

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