reddito di inclusione 2019

In molti si stanno chiedendo cosa accadrà al Reddito di inclusione, ora che a fare capolino nel 2019 ci sarà il Reddito di cittadinanza. Tanti cittadini hanno già fatto domanda per il Rei, altri hanno già cominciato a percepirlo e altri ancora stanno aspettando risposta. Tutto questo mentre è pronto il Decretone che introduce la nuova misura bandiera dei 5 stelle, pensata per aiutare la platea dei cittadini più in difficoltà, reinserendola nel mondo del lavoro.

Il Governo aveva già annunciato che le due misure in questione si sarebbero date il cambio: in particolare il Rei avrebbe passato il testimone al Rdc. Con tempi abbastanza brevi e coincisi.

Vediamo i diversi casi in cui il Reddito di cittadinanza andrà a sostituire il Reddito di inclusione, e cosa accadrà a quest’ultimo.

Lo speciale Reddito di cittadinanza 

Reddito di inclusione: cos’è

Il Reddito di Inclusione – detto anche Rei – è una misura nazionale di contrasto alla povertà, voluta dai governi Renzi e poi Gentiloni. Si compone di due parti: un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta REI) e un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà: un aiuto alle famiglie più deboli per un periodo massimo di 18 mesi che va da 190 euro a 485 euro per quelle più numerose. L’ammontare del beneficio economico viene determinato integrando fino a una data soglia, le risorse a disposizione delle famiglie.

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Reddito di cittadinanza: cos’è

Il Governo guidato da Giuseppe Conte, assieme ai due falchi – Matteo Salvini e Luigi Di Maio – ha dato vita a una nuova misura di contrasto alla povertà e reinserimento lavorativo: il reddito di cittadinanza 2019. Su forte impulso di chi ha combattuto più di tutti per la sua introduzione, il Rdc consiste in una prestazione economica erogata a favore di chi si trova in una situazione di povertà (non raggiunge cioè la soglia minima al di sotto della quale si viene considerati in condizione di povertà, 780 euro).

Viene riconosciuta ai cittadini italiani e stranieri residenti in Italia da almeno 10 anni, con un reddito inferiore ai 780 euro al mese. Il contributo integra il reddito della persona fino a raggiungere questa soglia minima.

Per ottenerlo si deve assicurare allo Stato la volontà di entrare in un progetto di reinserimento sociale (per questo è di necessaria importanza una riforma dei centri per l’impiego, che dovrà prendere il via proprio in questi primi mesi del 2019).

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Reddito di inclusione e reddito di cittadinanza: due misure simili

C’è chi sostiene (a ragion veduta) che il Reddito di cittadinanza sia quasi gemello del Rei, una fotocopia, in cui la differenza più grande sta forse perlopiù nella somma massima messa a disposizione per i nuclei più deboli (780 euro). La cornice però è la stessa. Vediamo le similitudini.

SUSSIDIO ECONOMICO

Sia il reddito di inclusione sia quello di cittadinanza si fondano su un sussidio economico erogato a favore dei nuclei familiari più deboli, che vivono in condizioni disagiate e ben al di sotto della soglia di povertà: da 190 euro a 485 euro in base alla situazioni Isee e di componenti delle famiglie per il Rei, dai 40 ai 780 euro per il Rdc.

PERIODO MASSIMO DI EROGAZIONE DEL BENEFICIO

Sia per il Rei sia per il Rdc il periodo massimo di erogazione è di 18 mesi.

Per quanto riguarda il Rei, 18 mesi, trascorsi i quali non può essere rinnovato se non sono trascorsi almeno sei mesi.

Per quanto riguarda il Rdc, 18 mesi, rinnovabili per altri 18, con sospensione di 1 mese.

PATTO DI LAVORO

In entrambe le misure, l’importo economico erogato non è fine a se stesso, quindi meramente assistenziale. Si tratta di misure volte al reinserimento socio-lavorativo, e quindi alla stipula di un progetto personalizzato per l’attivazione e l’inclusione sociale e lavorativa.

EROGAZIONE SU CARD

Nessun bonifico, nessun accredito. Sia il Reddito di inclusione sia quello di cittadinanza vengono erogati su una carta elettronica: Carta Rei e Carta Rdc.

Reddito di inclusione: cosa succede dal 2019

Come annunciato, a partire dal 2019, queste due misure sono pronte a darsi il cambio. Il Reddito di inclusione andrà in pensione, passando il testimone al Reddito di cittadinanza, che diventa così l’unica misura ufficiale di contrasto alla povertà e reinserimento lavorativo. Il re del patto sociale voluto da Luigi Di Maio.

Vediamo quindi cosa succede nei diversi casi.

Reddito di inclusione: cosa cambia per chi già lo percepisce

Mettiamo il caso che un cittadino abbia fatto domanda di Reddito di inclusione. La domanda è stata accettata nel 2018 e il cittadino in questione abbia già cominciato a percepirlo. Cosa succede nel 2019?

Tranquilli. In non si perderà il beneficio economico. Questo continuerà ad essere erogato fino alla sua naturale scadenza dei 18 mesi. Dopodiché, che vorrà potrà fare domanda per il Reddito di cittadinanza.

In particolare, a chi sia stato riconosciuto prima di aprile, il Rei continuerà a essere erogato per la durata prevista, fatta salva la possibilità di fare domanda per il Rdc.

Reddito di inclusione: cosa cambia per chi non ha ancora fatto domanda

Chiunque si trovi in possesso dei requisiti previsti dal Reddito di inclusione, ma non lo ha ancora richiesto, lo potrà fare solo fino al 1° marzo 2019, dopodiché non sarà più possibile richiederlo. Chi vorrà potrà fare direttamente la domanda di Reddito di cittadinanza.

Reddito di inclusione: si può interrompere e fare domanda Rdc?

A partire dal 1° marzo 2019 chi sta già percependo il Rei, potrà interromperlo e accedere alla domanda di Reddito di cittadinanza. Le modalità saranno specificate da febbraio sul sito online dedicato.

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