ape social 2019

Confermata, anche per quest’anno, l’Ape social 2019. Infatti, come anticipato nelle settimane scorse, nel cosiddetto “decretone” pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 28 gennaio, trova spazio anche la proroga dell’Ape sociale. La novità è contenuta all’art. 18 del Titolo II dedicato al capitolo pensioni, nel quale è previsto anche l’introduzione del “quota 100”. L’articolato interviene, dunque, sul testo che disciplina l’Ape sociale (art. 1, co. 179, della L. n. 232/2016), modificando semplicemente il termine di maturazione dei requisiti pensionistici, che passa dal “31 dicembre 2018” al “31 dicembre 2019”.

Pertanto, i lavoratori che si trovano nelle condizioni previste dalla legge, che danno diritto all’anticipo pensionistico sociale, e vorrebbero accedervi, hanno un anno di tempo in più per maturare il requisito anagrafico dei 63 anni, ossia entro il 31 dicembre 2019. Ma quali sono i nuovi requisiti e condizioni per accedere all’Ape sociale 2019? Chi sono i beneficiari che possono farne richiesta? Ecco quello che devi sapere per andare in pensione in anticipo con l’Ape sociale.

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Ape social 2019 confermata: cos’è, a chi spetta, le novità

L’Ape sociale (anticipo pensionistico), disciplinato dall’articolo 1, co. 179 della L. n. 232/2016 (Legge di Bilancio 2017), è un sussidio economico (c.d. “reddito ponte”) rivolto ad alcune categorie di lavoratori meritevoli di una particolare tutela da parte del Legislatore e che accompagna il pensionato fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia (per il 2019-2020 pari a 67 anni).

L’anticipo pensionistico, previsto in una prima fase esclusivamente dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018, è stato ora prorogato al 31 dicembre 2019.

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Esso è rivolto a determinate categorie di soggetti che si trovino in particolari condizioni, sia anagrafiche e contributive sia sociali.

Innanzitutto è possibile accedere all’Ape sociale solo a condizione di aver raggiunto 63 anni di età e si rivolge:

  • agli iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria (Ago) dei lavoratori dipendenti;
  • ai fondi ad essa esclusivi o sostitutivi;
  • le gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
  • e la gestione separata dell’INPS.

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Quindi possono farne richiesta, sia i lavoratori del settore privato che pubblico, con esclusione dei liberi professionisti iscritti ad Albi professionali propri (es. Commercialista, Consulenti del lavoro, Avvocati, ecc.).

Il sussidio erogato è trattato fiscalmente come reddito da lavoro dipendente con riconoscimento, peraltro, del bonus 80 euro.

Ape social 2019 confermata: requisiti d’accesso

Inoltre, per poter accedere all’Ape sociale il richiedente deve:

  • aver maturato entro il 31 dicembre 2019 almeno 30 anni di contributi (o 36 anni di contributi per i lavori gravosi), a seconda della categoria di appartenenza, con un massimo di 2 anni di sconto per le donne;
  • aver cessato l’attività lavorativa;
  • essere residenti in Italia;
  • essere privo di una pensione diretta in Italia o all’estero;
  • maturare una pensione di vecchiaia di importo non inferiore a 1,4 volte l’importo della pensione minima dell’INPS (710 euro circa).

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Ape social 2019 confermata: condizioni d’accesso

Oltre ai requisiti appena citati, per accedere all’Ape sociale è necessario trovarsi in una delle seguenti situazioni:

  • stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’art. 7 della L. n. 604/1966 e che abbiano concluso, da almeno tre mesi, di godere dell’intera indennità di disoccupazione spettante;
  • essere nella condizione di dover assistere, da almeno sei mesi, il coniuge, l’unito civilmente, un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della L. n. 104/1992), con un’anzianità contributiva di almeno 30 anni, ovvero assistere  parenti e affini di secondo grado conviventi – sempre con handicap in situazione di gravità – nel caso in cui i genitori o il coniuge del familiare invalido abbiano compiuto i 70 anni, siano affetti anch’essi da patologie invalidanti, ovvero siano deceduti o mancanti;
  • essere invalido con una riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 74%, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile e siano in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • essere lavoratore dipendente  in possesso di anzianità contributiva di almeno 36 anni che, al momento della decorrenza dell’Ape sociale, svolge o abbia svolto in Italia, per almeno 6 negli ultimi 7 anni (ovvero, dal 1° gennaio 2018, 7 anni negli ultimi 10 anni di lavoro), una o più delle attività lavorative particolarmente gravose elencate nell’Allegato A del Decreto 5 febbraio 2018.

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