Anche la strada della pace fiscale in vista della manovra 2019 potrebbe farsi più dura del previsto. Come se alla resa dei conti, entrambe le fazioni in campo tirassero fuori la vera maschera. “Il M5s non è disponibile a votare alcun condono“. Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico e del lavoro, Luigi Di Maio, a margine dell’esposizione internazionale delle calzature, rispondendo I giornalisti sulla pace fiscale.

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“Quindi – ha aggiunto – se stiamo parlando di pace fiscale, di saldo e stralcio siamo d’accordo. Se invece parliamo di condoni non siamo assolutamente d’accordo”. “Perché abbiamo già visto per anni – ha aggiunto – i governi Renzi e altri fare scudi fiscali e hanno creato solamente un deterrente a comportarsi bene e hanno fatto sempre pensare che in questo paese una via di uscita all’evasione ci potesse essere”. L’incontro Salvini-Berlusconi di ieri, ha assicurato Di Maio, non mi ha creato nessun fastidio.

Più netto, invece, il giudizio sulle parole di Brambilla, presidente del centro studi e ricerche Itinerari Previdenziali, che aveva detto che con le pensioni minime a 780 euro annunciata dal viceministro 5Stelle all’Economia, Laura Castelli ‘si spacca il sistema’.

“Brambilla parla a titolo personale”. “Prima lo scoprite – ha aggiunto – anche voi giornalisti e più evitiamo questa bagarre. La pensione di cittadinanza e nel contratto di governo e lo sappiamo sia noi che la lega. Sulle pensioni – ha proseguito – deve essere chiaro che le promesse che abbiamo fatto vogliamo mantenerle. La riforma delle pensioni – ha aggiunto – e quindi superare la Fornero significa svecchiare la pubblica amministrazione, mettendo nuove energie nella macchina della p.a. Quindi la riforma delle pensioni è al centro”.

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