Con Giovanni Tria non c’e alcuna divisione, quello che stiamo facendo è lavorare tutti insieme per trovare le soluzioni necessarie per portare a casa flax tax, reddito di cittadinanza e superamento della legge Fornero”: lo ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio rispondendo alla domanda sulle voci di tensioni legate alla manovra. “Smentisco categoricamente che siano state avanzate minacce o ultimatum”, ha detto ancora Di Maio sul suo rapporto con il ministro Tria.

Le tensioni in questione, rivelate da fonti lasciavano trapelare che se non fosse stato in grado di garantire in manovra i fondi per far partire il reddito di cittadinanza già a maggio 2019, il Movimento 5 Stelle avrebbe chiesto le dimissioni del ministro dell’Economia Giovanni Tria.

Il messaggio era filtratoin mattinata da diverse fonti qualificate pentastellate e dava corpo alle parole pronunciate in diretta tv martedì notte da Luigi Di Maio, sul “grave problema” che si aprirebbe nel governo qualora ci fosse un freno alla misura di bandiera del M5s. e i mercati rispondono.

Stando a quanto raccontato dal Corriere della Sera con un articolo di Francesco Verderami, il titolare dell’Economia si è sfogato con il leader del Movimento, spiegandogli che le prove muscolari invece di produrre dei risultati politici provocano costi economici. La nota ufficiosa del M5S con richiesta di 10 miliardi di spesa per il reddito di cittadinanza ha fatto immediatamente alzare lo spread, che poi è calato dopo la smentita. Ora di Maio frena, ma la miccia sembra innescata.

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