I lavoratori precari in Italia sembrano ormai strutturali. Nei primi sei mesi dell’anno cresce l’occupazione con i contratti precari a far da padroni mentre debole è l’aumento degli indeterminati. Questo in sintesi il messaggio che arriva dai dati INPS contenuti nell’Osservatorio sul Precariato.

Il documento ha confrontato i dati provenienti dalle denunce UNIEMENS dei mesi da gennaio a giugno 2018, con quelli dello stesso periodo dell’anno passato.

Osservatorio sul Precariato: assunzioni a tempo indeterminato

In generale nel primo semestre dell’anno, rispetto al 2017, le assunzioni dei soli datori di lavoro privati sono aumentate del 6,9% attestandosi a quasi 4 milioni di unità.

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In crescita i contratti a tempo indeterminato, seppur con un magro +1,7%. Un trend che pare destinato a continuare per il resto dell’anno, soprattutto in virtù dello scarso impatto che finora ha avuto l’esonero strutturale giovani. Introdotta con la Legge di Bilancio 2018 l’agevolazione ha l’obiettivo di promuovere l’occupazione giovanile “stabile”, dal momento che premia con una riduzione dei contributi previdenziali i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato giovani che non abbiano compiuto i 30 anni di età. Per il solo 2018 l’asticella si alza a 35 anni, senza considerare le nuove misure previste dal cosiddetto Decreto dignità che essendo entrate in vigore il 14 luglio scorso non sono oggetto dei dati INPS.

Come denunciato nel report sul primo quadrimestre 2018, anche nel periodo gennaio – giugno i numeri dell’Osservatorio testimoniano uno scarso utilizzo dell’esonero strutturale da parte delle aziende. Infatti, su 867 mila assunzioni / trasformazioni a tempo indeterminato solo nel 6,96% dei casi il datore ha applicato lo sgravio.

Quello dell’esonero strutturale non è un caso isolato. Nel 2018 tutte le agevolazioni hanno avuto uno scarso impatto sulle assunzioni. In appena il 29% dei casi l’azienda ha attivato rapporti a tempo indeterminato sfruttando uno degli sgravi previsti dalla normativa. Un dato che ci riporta indietro di quattro anni. Nel 2014 i rapporti incentivati rappresentavano il 28% del totale, con un boom nel 2015 (59%) per poi diminuire l’anno successivo (45%).

Osservatorio sul Precariato: balzo in avanti di somministrati e intermittenti

Alla stregua degli indeterminati, anche nei contratti “precari” niente di nuovo sotto il sole. Dal rapporto sul periodo gennaio – aprile era uscita l’immagine di un’occupazione trainata soprattutto da contratti di somministrazione, a termine e job on call. Ora con l’ultima edizione l’Osservatorio segnala nel primo semestre dell’anno un aumento dei somministrati pari al 16,3% rispetto al 2017, mentre gli intermittenti segnano un +6,5% e i contratti a termine +5,9%. Dati interessanti che dovranno essere valutati alla luce degli effetti che avranno le nuove disposizioni contenute nel Decreto dignità, il cui intento è quello di dare un giro di vite ai contratti precari, limitando, principalmente attraverso la reintroduzione delle causali, il ricorso ai rapporti a termine e di somministrazione.

Osservatorio sul Precariato: sull’apprendistato situazione contrastante

Sull’apprendistato i dati fotografano un mondo diviso in due. Da un lato nel periodo interessato le assunzioni sono state 162 mila in aumento dell’11,2% rispetto al 2017. Dall’altro diminuiscono (-18,9%) gli apprendisti confermati al termine del periodo formativo.

Ammortizzatori sociali: i dati di Luglio 2018

Negli stessi giorni in cui veniva diffuso l’Osservatorio sul Precaricato l’INPS pubblicava i dati sul ricorso agli ammortizzatori sociali nel mese di Luglio. Rispetto allo stesso periodo del 2017, il numero di ore di CIG autorizzate a Luglio scorso è sceso del 57,4%. Cresciute invece le domande di disoccupazione, +5,5% attestatesi a 142 mila contro le 134 mila dell’anno passato.

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