L’assenza temporanea del lavoratore in caso di malattia, determina una serie di obblighi che devono essere osservati al fine del corretto riconoscimento delle giornate di malattia nel cedolino paga. Oltre all’obbligo di recarsi presso il medico curante per l’invio del certificato medico telematico all’Inps, il lavoratore è tenuto a mettere in atto tutti quei comportamenti che gli permettono di tornare sul posto di lavoro il prima possibile.

Consulta la sezione Welfare di LeggiOggi

Per verificare che ciò avvenga in maniera corretta, sia il datore di lavoro che l’Inps possono disporre le visite mediche di controllo. In pratica, entrambe le parti possono inviare i medici presso l’abitazione dei lavoratori dichiaratisi “malato” al fine di verificare la veridicità dell’evento morboso. Pertanto, i lavoratori devono farsi trovare in casa in determinate fasce orarie che si differenziano a seconda se il lavoratore in questione appartiene al settore pubblico ovvero a quello privato.

Ma come avviene la visita fiscale di controllo? Ecco le linee guida fornite anche dall’INPS in una recente guida pubblicata sul proprio portale telematico.

Scarica qui la Guida Inps

Malattia e visita fiscale di controllo: le fasce orarie nel pubblico impiego

Come anticipato pocanzi, le fasce orarie di reperibilità si differenziano a seconda del settore di appartenenza del lavoratore.

In caso di settore pubblico, l’orario da rispettare è il seguente:

  • mattina: ore 9 – 13.00;
  • pomeriggio: ore 15 – 18.00.

In ogni caso, esistono delle eccezioni per cui è possibile anche non farsi trovare in casa senza subire alcuna sanzione, vale a dire:

  • necessità di sottoporsi a visite mediche generiche urgenti e ad accertamenti specialistici che non possono essere effettuati in orari diversi da quelli compresi nelle fasce orarie di reperibilità;
  • provati gravi motivi personali o familiari;
  • cause di forza maggiore.

Malattia e visita fiscale di controllo: le fasce orarie nel privato

Per quanto riguarda i lavoratori del settore privato, invece, le fasce orarie da rispettare sono i seguenti:

  • mattina: ore 10 – 12.00;
  • pomeriggio: ore 17 – 19.00.

Così come per il settore pubblico, anche nel privato esistono i casi di esonero di reperibilità che sono opportunamente indicati dal Decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione n. 206 del 17 ottobre 2017:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazioneunica o plurima alle prime tre categorie della Tabella A allegata al DPR 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella Tabella Edel medesimo decreto;
  • stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta, pari osuperiore al 67%.

Da ricordare che il lavoratore ha l’obbligo di accertarsi la leggibilità del suo nominativo sul campanello e di rispettare le predette fasce orarie anche nei giorni festivi, di sabato e domenica.

Potrebbe interessarti “Visita fiscale: fasce orarie da rispettare ed esenzioni”

Visita fiscale di controllo: ammessa in caso di infortunio?

 Quando si verifica un evento di infortunio determinato sul lavoro, l’INPS non può disporre alcuna visita fiscale d’ufficio in quanto il caso rientra nelle competenze dell’INAIL (art. 12 della legge n. 67/1988).

Visita fiscale di controllo: assenza ingiustificata

In caso di assenza durante la visita fiscale di controllo, il lavoratore viene invitato con a presentarsi presso gli ambulatori della Struttura territorialeInps di competenza; ovviamente non devi presentarti all’INPS se quel giorno corrisponde con la ripresa dell’attività lavorativa; tuttavia, il lavoratore è tenuto a comunicarlo alla struttura INPS.

Il lavoratore deve portare all’INPS i giustificativi che attestino l’assenza dello stesso durante la visita di controllo; ciò per non incorrere in sanzione amministrative e azioni disciplinari da parte del datore di lavoro.

Malattia e visita fiscale di controllo: cambio residenza

Se si è in malattia e bisogna cambiare residenza e quindi indirizzo di reperibilità, occorre seguire le regole di seguito descritte:

  • settore privato: avvertire preventivamente, sia il datore di lavoro che la Strutturaterritoriale di competenza utilizzando direttamente i canali telematici dedicati;
  • settore pubblico: avvertire immediatamente il datore di lavoro, il quale provvede a sua volta ad informare tempestivamente l’Inps per mezzo degli appositi canali.

Leggi anche “Vista fiscale: come comunicare il cambio di indirizzo all’Inps

© RIPRODUZIONE RISERVATA


1 COOMENTO

SCRIVI UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento!
Inserisci il tuo nome