La sentenza del Consiglio di stato sui docenti con diploma magistrale licenziati è corretta e deve essere rispettata. Porterà alla progressiva cancellazione delle graduatorie. Parola di Salvatore Giuliano – sottosegretario all’istruzione – che ha risposto a un’interrogazione presentata dai deputati di Fratelli di Italia, confermando l’interpretazione data dal Consiglio. L’esponente del governo ha quindi confermato che la decisione poterà alla progressiva cancellazione dalle graduatorie ad esaurimento di circa 55mila diplomati magistrali e alla futura risoluzione dei circa 7.500 contratti a tempo determinato e indeterminato stipulati dagli insegnati che abbiano conseguito il solo titolo di diploma magistrale, seppur entro l’anno scolastico 2001/2002.

La sentenza n.11 dello scorso 20 dicembre dall’adunanza plenaria del Consiglio di Stato, nell’escludere che diplomati magistrali che abbiano conseguito il titolo entro l’anno scolastico 2001/2002 siano abilitati all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, ha posto le basi per una rivoluzione giurisprudenziale che travolgerà migliaia di ricorsi pendenti, e altrettanti contratti di docenza già stipulati.

Il problema è che le cose potrebbero precipitare prima di subito, mettendo a rischio l’anno scolastico, perché le decisione del Consiglio porterà ai primi licenziamenti nei mesi di luglio e agosto.

Per mettere una toppa su questo rischio, il sottosegretario Giuliano ha chiarito, rispondendo all’interpellanza, che nel Decreto Dignità – approvato lo scorso 2 luglio e in attesa di essere discusso in Parlamento dal 24 luglio – è stato inserito un articolo (articolo 13) che concede all’amministrazione un termine di 120 giorni per dare esecuzione alle sentenze.

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Nello specifico, l’articolo 13 della bozza del Decreto (scarica qui la bozza) prevede: “ al fine di assicurare l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2018/19 e di salvaguardare la continuità didattica nell’interesse degli alunni, all’esecuzione delle decisioni giurisdizionali, che comportano la decadenza dei contratti stipulati sino alla data di entrata in vigore del presente decreto, con i docenti in possesso del titolo di diploma magistrale, conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002 si applica, anche a fronte dell’elevato numero dei destinatari delle predette decisioni (…) , le predette decisioni sono eseguite entro 120 giorni decorrenti dalla data di comunicazione del provvedimento giurisdizionale al Ministero dell’istruzione.

Il sottosegretario Giuliano ha confermato e ribadito: “gli uffici ffici del Ministero hanno cercato di individuare con urgenza una soluzione che, ferma restando la necessità di dare corretta esecuzione ai provvedimenti giurisdizionali, fosse in grado di assicurare l’ordinato avvio dell’anno scolastico, nell’interesse, sempre prevalente, delle alunne e degli alunni. A proposito, ribadisco quanto già riferito dal Ministro Bussetti nella seduta del question time del 4 luglio scorso, ovvero che, nel decreto-legge cosiddetto dignità approvato dal Consiglio dei ministri nella riunione dello scorso 2 luglio, è stata inserita una disposizione che, attraverso l’estensione di una previsione legislativa già vigente nell’ordinamento, articolo 14 comma 1, del decreto-legge n. 669 del 1996, concede all’amministrazione un termine di 120 giorni per dare esecuzione alle sentenze alle quali si è fatto cenno poc’anzi. Tale intervento normativo consentirà pertanto all’amministrazione di usufruire dei tempi necessari per porre in essere tutti gli adempimenti amministrativi conseguenti all’esecuzione delle sentenze, senza che ciò possa mettere in pericolo l’ordinato avvio del prossimo anno scolastico”.

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1 COOMENTO

  1. Perché non si applica la stesso trattamento ai dirigenti diplomati ed ai responsabili di sezione diplomati nella pubblica amministrazione???????? sono tutti politici!!!!!!

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