Dopo lo scontro velato con Matteo Salvini, il vicepremier – Luigi Di Maio – apre la porta ai voucher per il lavoro occasionale e intermittente, porta che si spalancherà però solo se si sarà vigili sul loro utilizzo, che non deve diventare abuso. Il ministro dello sviluppo economico ha affermato “Se i voucher possono servire a settori come l’agricoltura e il turismo per specifiche competenze, allora ben vengano. L’unica cosa che chiedo alle forze di maggioranza – precisa il vicepremier – è quella di evitare abusi in futuro”.

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Sull’ipotesi di reintrodurre i voucher, ha incalzato: “bisogna fare una riflessione” seppure “con determinati limiti” e in riferimento ad “alcune categorie” come baby-sitter, lavori agricoli stagionali, giardinaggio e pulizie. Ma, avverte, “non ci sarà nessuno spazio per lo sfruttamento. È questo il punto di partenza per affrontare questo tema”.

Il muro ostile che aveva innalzato nei giorni scorsi sta dunque pian piano crollando e le posizioni si stanno assestando un po’ più vicine a quelle dell’altro vicepremier – quello leghista – Matteo Salvini, difensore dei voucher lavoro e deciso a supportare la loro reintroduzione, e del braccio destro e ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio.

Centinaio, da Bruxelles, ha risposto così alle domande su possibili contrasti con i 5 stelle in tema voucher: “Nessuna rottura tra 5 Stelle e Lega. Io non volevo reintrodurre i voucher come erano prima e in questo da parte dell’M5S c’è stata apertura”. La modifica dello strumento, per renderlo più efficiente rispetto al precedente, è “di introdurre il nome del beneficiario e la data”, in maniera tale da renderli totalmente tracciabili ed evitare ogni forma di abuso. Dovrebbe poi essere introdotta una modalità telematica di reperimento dei buoni lavoro.

È quindi ormai quasi deciso che i voucher saranno reintrodotti e faranno capolino nel Decreto Dignità, che proprio nelle scorse ore ha ricevuto la bollinatura dalla ragioneria dello Stato ed è pronto per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, per poi approdare in Parlamento dal 24 luglio, per la discussione e approvazione.

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