Nei giorni scorsi alcuni CAF del Sud Italia, Puglia e Sicilia, hanno ricevuto richieste sul reddito di cittadinanza, misura proposta dal Movimento 5 Stelle durante la campagna elettorale delle Elezioni 2018. Ricordiamo che i pentastellati avevano presentato già questa proposta nel 2013 con un provvedimento di legge. Vediamo come funziona nel dettaglio.

Il reddito di cittadinanza è una forma di reddito minimo garantito per i nuclei familiari che vivono sotto la soglia di povertà. Questa misura di sostegno economico varia a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare e del reddito percepito. In caso di reddito zero il reddito di cittadinanza può andare dai 780 euro per il cittadino singolo ai 1638 euro per la famiglia con 2 figli minorenni. In presenza di reddito il beneficio andrà a coprire la differenza.

A chi spetta il reddito di cittadinanza?

I beneficiari di questa misura di sostegno economico sono tutti i cittadini italiani maggiorenni. Vengono esclusi gli stranieri anche se sono in possesso di permesso di soggiorno. Anche i pensionati possono richiederlo come integrazione all’assegno di pensione percepito.

Secondo il disegno di legge del Movimento 5 Stelle, a chi è in età compresa tra i 18 e i 25 anni viene richiesto il possesso di una qualifica professionale, di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o superiore o la frequenza di un corso di formazione.

Il ddl prevede anche la necessità dei beneficiari di iscriversi al centro per l’impiego, con la dimostrazione di impiegare almeno 2 ore al giorno per la ricerca del lavoro, di disponibilità a partecipare fino a 8 ore a settimana a progetti di utilità sociale organizzati dai Comuni e a percorsi di formazione. Dopo 3 rifiuti di offerte di lavoro proposte dai centri per l’impiego, i richiedenti perderanno il beneficio.

Ricordiamo che negli altri Paesi europei, tranne Italia e Grecia, è in vigore sotto varie forme il reddito minimo garantito. Nel nostro Paese è in vigore dal 1° dicembre scorso il Reddito di Inclusione per il quale sono già state inviate oltre 100 mila richieste.

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Il reddito di cittadinanza, se entrasse in vigore, come è stato proposto nel 2013, interesserebbe 9 milioni e mezzo di cittadini, con un costo stimato di circa 15 miliardi per le Casse dello Stato.

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1 COOMENTO

  1. L Italia è il paese delle disuguaglianze c’è gente che ha un reddito di 200.000 euro all’ anno , non faccio nomi , tanto tutti lo sanno, e moltissima gente senza reddito, e non è molto difficile scovarli basterebbe rivolgersi presso gli uffici ex collocamento e farsi stampare le liste , nel 2012 piu di 1.000.000 di lavoratori hanno perso il loro lavoro , io compreso, e non sò quanti di questi lo hanno ritrovato, penso ben pochi, sopratutto le persone sopra i 50 anni ormai troppo vecchi per ricominciare una nuova vita lavorativa e troppo giovani per una pensione , mi ha fatto ridere Salvini , una barzelletta unica, che vuole mettere i 41 anni di contributi minimi per andare in pensione ma non era già 41 anni o mi sbaglio ? e quelle persone che non hanno avuto la fortuna di arrivare alla quota 41 che cosa dovranno fare ?? ci sono milioni di fantasmi in italia che da tanto non pagano piu le tasse perchè senza un reddito, non serve il reddito di cittadinanza per tutti serve un reddito di dignità per chi non ce l’ha .

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