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Via libera del Governo Gentiloni al rinnovo del contratto dei dipendenti statali. Venerdì scorso l’Esecutivo ha espresso parere favorevole sull’intesa tra l’Aran e i sindacati. Per essere definitivo il rinnovo dovrà ricevere l’ok da parte della Corte dei Conti sui costi, atteso entro circa 15 giorni. A quel punto Aran e sindacati potranno rimettersi al tavolo per la firma definitiva del rinnovo.

Ricordiamo che il rinnovo contrattuale riguarderà circa 270 mila lavoratori delle “funzioni centrali”, impiegati nei ministeri, nelle agenzie fiscali e negli enti pubblici non economici (Inps, Aci, Cnel).

Pagamenti arretrati entro il 4 marzo?

Se non ci saranno intoppi nell’iter di approvazione i dipendenti statali potranno trovarsi già nella busta paga di febbraio i pagamenti arretrati per il triennio 2016-2018, dai 370 ai 712 euro in base alla qualifica. I pagamenti vengono predisposti dalla Ragioneria a inizio mese per essere erogati gli ultimi giorni.

Le novità del rinnovo del contratto Statali

Tra le novità contenuto nel nuovo contratto c’è l’aumento in busta paga di almeno 85 euro per tutti, dai 63 euro delle fasce più basse (a cui va aggiunto un extra di 20-25 euro mensili) al massimo di 117 euro, almeno per dieci mensilità.

Concordato il confronto tra la PA e i sindacati sulle tematiche che influiscono su orari e organizzazione lavorativa (turni e straordinari). Il bonus di eccellenza sarà pari al 30% in più rispetto al resto del personale.

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 I contratti a termine saranno al massimo di 36 mesi, rinnovabili per altri 12 solo in via eccezionale. Il numero dei dipendenti con questa tipologia di contratto non potrà essere oltre il 20% rispetto al totale. Al termine l’assunzione potrà avvenire solo attraverso un concorso e l’esperienza già maturata permetterà di aumentare il punteggio.
Sanzioni più forti per chi commette molestie sessuali, e stop ai regali sopra i 150 euro come scambio di favori.
Il rinnovo prevede anche maggiori sanzioni per gli assenteisti: dopo 2 assenze ingiustificate vicino a giornate festive, il lavoratore rimarrà fuori dall’ufficio e senza stipendio. E niente premi per gli uffici con tassi anomali di assenze. Prevista anche la sanzione patteggiata: per evitare una pioggia di ricorsi si prevede una sorta di conciliazione sulle condotte da sanzionare.
Orari lavorativi più flessibili con maggiore elasticità in entrata e in uscita e nel passaggio da orario a full time a part time. Possibilità di cedere le proprie ferie ai colleghi che ne necessitano per motivi di salute o familiari e possibilità di usufruire in ore i permessi concessi fino ad un massimo di 3 giorni.
Novità anche per i permessi legate alla Legge 104 e a visite mediche: i permessi per accudire familiari disabili o malati dovranno essere programmati mensilmente e solo in caso di “documentata necessita” la domanda potrà essere presentata 24 ore prima. Introdotti permessi ad hoc per le visite specialistiche e estese le tutele per le le terapie salvavita anche ai giorni di assenza dovuti agli effetti collaterali dei trattamenti (fino ad un massimo di 4 mesi).
Infine tra le misure introdotte nel rinnovo contrattuale degli statali ci sono anche i benefit che le PA potranno concedere ai propri dipendenti, un organismo apposito per il welfare aziendale.
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