pos obbligatorio

Sanzione fino a 30 euro per chi non accetta i pagamenti con la moneta elettronica. Torna alla ribalta il tema del Pos obbligatorio per gli esercenti, ma anche per i professionisti. La sanzione è già prevista dall’art. 693 del Codice penale secondo il quale “chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato, è punito con la sanzione amministrativa fino a trenta euro”.

Per incentivare l’uso della moneta elettronica l’Esecutivo sta pensando di inserire tale norma nel decreto che attua la nuova direttiva sui servizi di pagamento nell’Unione europea nota come Psd2 (payment services directive). Quest’ultima riduce le commissioni interbancarie allo 0,3% sulle carte di credito e 0,2% su quelle di debito (come il bancomat) e sui pagamenti fino a 5 euro.

 


La stranezza è che verrà sanzionato chi non accetta il pagamento con moneta elettronica, non la presenza o meno del Pos, ma dal 2015 vige l’obbligo di avere il Pos senza sanzionare chi non lo usa.

La nuova direttiva obbligherà quindi i professionisti che svolgono la propria attività a contatto diretto con il pubblico, a dotarsi del Pos per permettere il pagamento con bancomat o carte di credito, obbligo che non ci sarà per coloro che lavorano solo con altri professionisti, come coloro che lavorano all’interno di uno studio associato.

Il viceministro Casero ha ipotizzato anche un credito d’imposta per le spese sostenute per dotarsi e mantenere il terminale per i pagamenti senza contante.

Probabile anche una temporanea esclusione dall’obbligo per alcune categorie merceologiche ocme i tabaccai e i benzinai che incassano imposte e le riversano all’Erario.

Ricordiamo che l’incentivo della moneta di plastica da parte del Governo era iniziato con l’introduzione delle sanzioni per la mancata dotazione del Pos nella legge di Stabilità 2016 che sarebbero dovute entrare in vigore entro il 1° febbraio 2016.


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4 COMMENTI

  1. Trovo immorale costringere all’uso del pos senza possibilità di aggiungere il costo della transazione a chi lavora ad aggio fisso, senza possibilità di giostrarsi il ricarico, come nel caso dei bolli auto o delle sigarette.
    Il bollo auto dal tabaccaio o all’aci prevede un ricavo lordo per l’esercente di 1,87 euro qualsiasi sia l’importo del bollo.
    Una transazione bancomat può costare anche 70 centesimi ogni 100 euro di transato.
    Va da sè che con un bollo da 300 euro il tabaccaio o l’agente aci lavorano in perdita.
    Ha senso tutto ciò?

  2. Sono un artigiano sono stato obbligato ad possedere un pos per pagamenti da 30.00. Pago commissione del 2,5%. Dato che sino ad oggi sono obbligato sulla richiesta di pagamento da 30 euro, posso non accettare pagamenti inferiori o accettare il pagamento addebitando la commissione.

  3. Al momento non sono previste sanzioni quindi si,È lecito,se poi considera che la sbandierata riduzione delle commissioni riguarda solo quelle interbancario (lei ha il conto su banca Mediolanum,l’esercente su banca intesa,banca intesa oltre a far pagare una commissione all’esercente la fa pagare alla sua banca)e che quindi.le commissioni sono ancora superiori alla 1% dell’operazione mentre il corrispettivo che rimane a chi incassa il bollo è fisso di circa 2€ lordo è evidente che l’operazione sarebbe in.perdita.

  4. Oggi ho effettuato il pagamento del bollo auto c/o una delegazione ACI e tale ufficio eta sprovvisto FI POS, anzi, eta affisso un cartello che prevedeva il pagamento bollo SOLO in contanti.
    E’ corretto questo comportamento?

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