parcelle avvocati
Gli studi legali potranno compensare i debiti con il Fisco con i crediti ottenuti grazie all’attività di patrocinio gratuito. La novità arriva direttamente dal Ministero della Giustizia che, dopo un colloquio con il Consiglio Nazionale Forense, ha pubblicato nei giorni scorsi una circolare in rettifica di quella del 3 ottobre 2016. Scarica la circolare.

Il Ministero evidenzia come “la norma primaria autorizzi la compensazione di crediti riconducibili all’attività dell ‘avvocato-difensore di una parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato senza che possa essere consentita una distinzione tra soggetti legittimati: vale a dire l’avvocato che esercita individualmente la professione e l’avvocato che la esercita in forma associata o societaria, altrimenti – si legge nella circolare – si verificherebbe “una disparità di trattamento tra il professionista individuale ed il professionista associato, entrambi chiamati ad esercitare la difesa personalmente”.

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La Circolare ministeriale precisa, inoltre, che “il soggetto tenuto all’adempimento degli obblighi fiscali, in caso di prestazione resa da un avvocato facente parte di un’associazione, è lo stesso ente e non il professionista singolo, con la conseguenza che risulterebbe irragionevole ed ingiustificata una disparità di trattamento tra professionisti che prestano la medesima attività e che maturano il medesimo credito ammesso al meccanismo di compensazione in parola per il solo fatto di aver optato o meno per una organizzazione collettiva della professione”.


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