riforma pensioni

E dopo mesi di attesa è arrivato il via libera del Governo all’Ape volontaria, l’anticipo pensionistico per lavoratori privati e pubblici con almeno 63 anni di età. Ieri mattina il presidente Gentiloni ha firmato il decreto, tanto atteso, dando l’ok definitivo al provvedimento modificato a seguito delle osservazioni del Consiglio di Stato.

Le domande potranno probabilmente essere inviate dal mese di ottobre con effetto retroattivo dal 1° maggio 2017 e interesserà circa 300mila persone nel 2017 e 115 mila nel 2018, secondo i calcoli dell’esecutivo.

Ricordiamo che l’Ape volontaria è un prestito, finanziato da una banca e coperto da una polizza che viene restituito dall’interessato con rate mensili per 20 anni con un interesse (dal 2,5% al 3,5%) che comprende anche l’assicurazione. Lo Stato si impegna a finanziare la metà della spesa per interessi e polizza.


Restano ancora da firmare le convenzioni con Abi e Ania per le polizze sul prestito di finanziamento dell’anticipo erogato al futuro pensionato e sulla polizza in caso di morte del pensionato prima di aver restituito totalmente il prestito. Ricapitoliamo qui di seguito i requisiti, l’iter procedurale, le rate e la durata del prestito.

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Chi potrà accedere all’Ape volontaria

Per poter fare richiesta dell’anticipo pensionistico è necessario avere i seguenti requisiti:

  • 63 anni di età,
  • 20 anni di contributi,
  • 3 anni e 7 mesi di massima distanza dalla pensione di vecchiaia.

Come fare domanda

Il lavoratore chiede la certificazione della pensione futura all’Inps e potrà così scegliere banca e assicurazione per il prestito.

Come funziona il prestito

L’anticipo viene erogato in rate mensili e una volta raggiunta la pensione di vecchiaia l’Inps erogherà l’assegno pensionistico al netto della rata di ammortamento che comprende
la restituzione del capitale, gli interessi e l’assicurazione. Se il pensionato muore prima di aver finito di restituire il prestito, l’assicurazione si occuperà di pagare il debito residuo e l’eventuale reversibilità verrà corrisposta senza decurtazioni.

Dopo 20 anni dal pensionamento la restituzione termina e la pensione diventa “normale”.

La rata del prestito e i tassi

Chi accederà all’Ape volontaria pagherà per 20 anni una rata sulla pensione netta futura, da un minimo del 2% fino al 5-5,5% medio annuo. Il valore netto sarà inferiore grazie al credito d’imposta previsto dalla legge di Stabilità, che prevede fino al 50% dell’interesse sul finanziamento e sul premio. L’obiettivo dovrebbe essere un Taeg pari al 3,2%.

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